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17:15 del Giovedý, 14 Febbraio 2013
Finalmente arrivai a destinazione.
Via dei Miracoli, certo.  La via perfetta per lei, il più bel miracolo che mi sia capitato nella vita. Stranamente, il portone era aperto, così entrai e presi a salire i gradini due alla volta ansioso di raggiungere casa sua e di farle la più bella sorpresa che possa immaginare. Mi fermai davanti alla porta di casa sua, mi venne il fiatone pensavo di aver fatto mille piani! Bussai una volta, ma senza ottenere risposta, doveva essere addirittura troppo presto? Non credevo, ero sicuro che dentro ci fosse lei, così presi a bussare di nuovo alla sua porta. Alla terza bussata sentii un paio di pantofole che si avvicinavano dietro la porta. Fremevo di eccitazione nel vederla, chissà che faccia avrebbe fatto lei, non riuscivo nemmeno ad immaginarlo per quant'ero preso dalle sensazioni del momento. Sentii lo scatto della serratura e mi sforzai di apparire il più naturale possibile. La porta si aprii ed io tirai fuori un sorriso dei miei a trentadue denti, ma mi colpì vederla così strana, pallida, sapevo ciò che le stava succedendo, e sapevo che mi diceva tutti i giorni che era stressata etc, ma vederla così era l'ultimo dei miei pensieri!! I suoi occhi si illuminarono, anche se per poco, sforzò il suo corpo di ricambiare il mio sorriso, ma cedette dopo dieci minuti forse di meno. Non capii cosa mi disse prima, la vidi cadere come un sacco vuoto a terra, e sarebbe successo se fossi scattato  e l'avrei afferrata per i fianchi al volo. Così la presi a mò di sposa e  la adagiai a letto di nuovo. Era davvero cadaverica e a pezzi, mi faceva pena, anche perchè era la mia migliore amica, così mi riproposi di aiutarla, innanzitutto relax e riposo assoluto, mi dirisi verso il bagno e aprendo l'acqua iniziai a far spola tra la vasca da bagno e il suo letto controllandola. "Ora ci penso io a te" mi ripromisi, che sia una amica con la A maiuscola, che sia la mia donna, o che sia un'estranea, non me ne importava e non me ne importa tutt'ora, si aiuta chi si può aiutare. Così la presi come si prende in braccio la propria sposa, la portai in bagno e la feci sedere sul bordo della vasca. Chiusi l'acqua e le levai la coperta di dosso, era fredda e tremava talmente tanto che si vedeva a vista d'occhio. Iniziai a spogliarla lentamente e la feci scivolare nella vasca da bagno. In acqua le levai il reggiseno e gli slip che buttai nel bidè, la feci sedere ed iniziai a lavarle la schiena... (Dedicato a Kai e Tommy)
Autore: Damien MC
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Ho 22 anni, sono un Scorpioncino e vivo a Bari underground

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