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PensieriSpropositati

me

Ho : Più di 20 e meno di 25
Vivo a : qui!DoveVuoiCheSto?
Segno zodiacale Granchio
Sto leggendo : Tuttalpiù muoio, la Jolanda Furiosa, Il grande boh!, etcc...
La mia canzone preferita è sono troppe
E il mio film Preferito è : Ama prega e mangia.

Il blog

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Spropositamente penso

Amo & Odio

Amo » Amo i baffi di cioccolato sul viso, il sorriso, le partite a carte fino alle 2 di notte, il viso di Filippo quando mi dice: " io sono grande !", una canzone che parla di me, una serata al mare, la notte fredda dell'inverno, il profumo delle coperte appena lavate, il camino che scoppietta, leggere, i cappelli, il mio casino, il mare al mattino presto, far ridere le persone che voglio bene, i telefilm Friends-Will&Grace, cantare (senza che nessuno mi senta, possibilmente), vedere il viso di mia nonna quando la prendo in giro, sentire mia mamma e mio padre ridere, i miei occhi, immaginare chi guida quella cacchio di macchina che davanti a te fa i 20, farmi desiderare, un buon vino bevuto in compagnia, il profumo del caffè appena sveglia, mordicchiare il cucchiaino di plastica che esce dalle macchinette del caffè, andare in libreria cercare i libri con le figure e sentire il loro odore, trovare soluzioni diverse nella mia camera, i colori, dipingere con le dita, impastare qualcosa, giocare con un cucciolo, sedermi sull'erba e guardare il cielo, respirare l'aria di montagna, l'acqua gelida delle cascate (c'ho rimesso due dita del piede...), sentire il vento sul viso, i vicoli piccoli e stretti dii Urbino, il letto caldo, i miei barattoli pieni di colori, i disegni dei bimbi, preparare i bagagli, alzarsi alle 3 di notte e trovare tutti in cucina che come te non riescono a prendere sonno, il profumo del liquirizio di papà, le etichette dei vestiti, l'ombrello che dopo tanti anni non si rompe nel momento del bisogno, trovare parcheggio subito, i messaggi scritti su un foglio, le mani, la frase: "il caffè è pronto!", i sogni, le favole, la mia classe delle superiori, La locanda da Susy, le tisane, gli auguri il giorno del mio compleanno, i discorsi seri quando siamo tutti insieme, guardare neglio occhi qualcuno e capire al volo cosa vuole dire, viale trieste d'inverno, la neve, le candele, il quotidiano ancora da aprire, i 45 giri, te, le foto antiche, i colori accesi, lo smalto trasparente, l'odore della benzina, i poket coffee, la signora in giallo, le mostre, il treno, le stoffe,i concerti, il mio bracciale di perle, la telefonata che tanto aspettavi quando stai dormendo, un campo di girasoli, le girandole, il profumo della pioggia in una giornata estiva
Odio » I visi inca**ati, la telefonata al momento sbagliato, il silenzio al telefono, risiko, la paranoia, la non contentezza, la sveglia di domenica mattina, il mio cane che mi frega le ciabatte appena sveglia, non trovare nulla quando qualcuno ha sistemato il tuo casino, la borsa della spesa che davanti al portone si rompe, il carrello del supermercato che non va dritto, le persone che non rispettano la fila, i ca**ari, chi pretende di cambiare il tuo pensiero, il bigottismo, le penne senza il tappo, le matite appuntite, le mollette che cadono dal terrazzo, la puzza della sigaretta sui capelli, l'odore di sudore, i piedi freddi, l'ipocrisia, il non arrendersi davanti all'evidenza, il mio muso quando non riesco ad essere me stessa, dover pranzare con lo zio delle parolacce, il bonton sempre e ovunque, chi urla, chi non capisce che come me ce ne sono altre 2000 basta cercarle, le scatole vuore, le foto strappate, i quadri a terra, il parcheggio con le strisce gialle occupato dal primo pirla, chi non ha pazienza, chi non si sa adattare, chi crede di essere il padrone del mondo, l'orologio che si ferma, i regali riciclati, la luna nascosta, non trovare le chiavi di casa quando sei fuori che piove, chi non rispetta niente e nessuno, la bandiera bianca, il campanello che suona di domenica mattina presto, il negozio chiuso, trovare la macchina senza benzina, la doppia personalità o anche quadrupla o tripla

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Citazione

"Quando ti senti sola, guardati negli occhi e vedrai me in quelle gocce di cielo, non ti abbandono Tesoro, mi siedo lassù a proteggerti, che tu lo voglia o no." (ore 10:45 del 22/06/2000)

"the bourne ultimatum (scoprite chi è del pub che è identica alla protagonista femminile soprattutto dopo che si taglia i capelli e li tinge)"

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BollicinaBlu « » Domenica, 26 Ottobre 2008 19:47

"Come dire? Forse non ti riconosco piu'! Pensavo che almeno mezz'ora la potessi dedicare a me, in un weekend fatto di 48 ore, almeno un oretta. E invece mi sbagliavo. Poi ripenso, si forse sono io che esagero, forse sono io che non riesco a capire che infin dei conti quella che sbaglia son io. E lascio andare, sensi di colpa a gogo, e ora no. Ti ho lasciato stare, aspettato,ogni cinque minuti a controllare il cellulare e nulla. Decido di chiamarti, e invece nulla. Se non ti svegliavo io, col ca**o che ti facevi sentire. Ed è sempre così. Forse sono io che pretendo troppo, mi parli della lontananza che si fa sentire, già lo so da me. Eppure sarebbe così facile potersi vedere un'oretta, senza minuti contati. Senza dover aspettare tutti e tutto. Che due palle. Forse dovrei trovare altro da fare, e dimenticarmi di avere sempre te in testa. Mi hai detto: ma io ti penso sempre! Non mi basta, non ci faccio nulla con i pensieri. Non ti parlo di chissà che cosa, non ti parlo di salti mortali, ma semplicemente di un po' di tempo per stare con me, per non ricordarmi sempre, che dovrò aspettare altro tempo per avere il tuo sguardo e il suo interesse verso di me. Non mi basta piu'. Forse il problema sono io, ma o così o niente. Mi dispiace." Questo te lo dirò, appena riesco a parlarti.

BollicinaBlu « » Sabato, 25 Ottobre 2008 13:14

Qualche sera fa facendo zapping tra i canali della tv, mi è capitato di vedere il concerto dedicato a Pavarotti, che hanno fatto se non mi sbaglio in Palestina. Grandi cantati chiamati in causa, grandi originali, come Jovanotti con la sua rivisitazione di Guarda che luna, altri come il solito e indimenticabile Zucchero. Mi sono commossa, alle parole della Pausini, lei forse piu' di me. Il giorno dopo passo davanti a dove l'ho incontrato tante volte quando ancora frequentava Pesaro, quando andava a far la spesa dal macellaio e a comprarsi il vino. Ero piccola, molto, giravo per la città con mia zia e incontravo lui. Sarà capitato due o tre volte, e mi ricordo come ora, che ogni volta che capitava di vederlo in tv impazzivo. Era una sorta di divinità, di grande uomo e di grande persona. E quel concerto è la conferma che era tanto amato da chi come lui viveva per la musica. Scrivo su you tube Pavarotti and Friends e escono mille video, mille duetti. Con personaggi impensabili, mi fermo a guardare il suo viso, e quant'è. Non puoi non essere contagiato da tanta benevolenza, da tanta felicità. Ha trasformato la musica, la voglia di fare musica con un motivo piu' che valido. Sono i questi i personaggi che mi fanno riflettere ogni volta sulla mia vita, nel loro grande hanno colpito, hanno raccontato, e sono testimoni ancora. La musica di oggi ha bisogno di personaggi come lui. E io spero che non si dispiacciano se li prendo come modelli...non me ne vogliano.

BollicinaBlu « » Martedì, 21 Ottobre 2008 19:07

Oggi è uno di quei giorni in cui anche il sole ti da fastidio nella sua posizione, è uno di quei giorni in cui i miei occhi vorrebbero piangere ma aspettano solo il pretesto.Ne avrei mille, per la situazione, per quello che è finito, per la mia paura che finalmente ha trovato pace. E ora? Ora niente, la prossima volta eviterò di farmi mille paranoie. Sai, quante volte ho pensato che sarebbe potuto succedere, che avrei voluto. Poi quando ci sei dentro, quando aspetti qualcosa che non arriva ti rendi conto che scherzavi, che la vita non è così semplice. E ti cade tutto adosso, metti in dubbio anche ogni singolo passo che fai verso l'università, verso il giornalaio che oramai sa che il giovedì deve tenermi da parte il mio giornale. Tutto discusso. Per cosa? Per nulla alla fine, per una sciocchezza che forse aveva preso forma solo nella mia mente. Sta mattina ero sul tram, in piedi, che guardavo fuori, e pensavo. Pensavo se davvero ero felice. E non mi so rispondere, non lo so se son felice. Io so che qui ho molte cose che fanno di ogni giorno particolare. Un sorriso, una parola, un sogno, una voce. Mentre pensavo, e cercavo di avere un viso sereno, ho incrociato gli occhi di un ragazzo, teneva in mano una collana, assomigliava un rosario e sgranava, diceva le preghiere. L'ho riconosciuto subito, quel legno, quel disegno che portava sul suo rosario. C'era anche lui quella volta, sdraiato sotto quale albero? Com'è piccolo il mondo! Giro gli occhi e incrocio una ragazza, avrà avuto piu' o meno la mia età, di colore, gli occhi sorridenti e un bimbo in un marsupio, se lo stringeva al cuore e il suo sguardo era così felice, così orgoglioso di quella minicreatura. Lei una bimba alin braccio e io una manciata di libri. Quant'è strana la vita, ognuno decide, o forse gli altri decidono per te.

BollicinaBlu « » Domenica, 19 Ottobre 2008 19:51

Ho una paura fo**uta.

BollicinaBlu « » Venerdì, 17 Ottobre 2008 19:24

Quanto siamo cambiati, quanto ancora cambieremo. Per caso mi è apparsa una foto sul pc di noi, di noi che siamo cresciuti insieme. Noi che abbiamo preso strade diverse, che non ci guardiamo piu' nemmeno in viso con sincerità, ci nascondiamo dietro all'ipocrisia. Ogni tanto sento nostalgia, vorrei tornare indietro ma poi mi guardo e nemmeno per tutto l'oro del mondo tornerei a quei momenti. In cui tutto era così difficile, la scuola, mio padre, mio fratello. Poi mi chiedo se ora sono felice, contenta. E non so darmi risposta, poi ti penso e un sorriso mi spunta. Non importa se sei lontano, certo fossi qui sarebbe tutto piu' semplice. Ma anche se sei dall'altra parte dello stivale ti sento come se stessimo nella stessa stanza. Tanto da ogni tanto alzare lo sguardo, e sorridere. Ti vedo lì, e poi là, e poi lassù, e poi qui. Sei ovunque. Mi hai reso una persona tranquilla, e fiduciosa. Ieri pensavo a no, alla facilità con cui dico: "Beh si noi, potremmo andare lì, andare là." Io che ero così scettica nel dirlo, nel credere che forse quel lui e lei sarebbero diventati loro, anche per me. Anche quando guardo qualcuno, si riflettono le tue immagini, un fotogramma, la naturalità del guardarmi, chissà se credi in me, se anche tu sarai uno che darà adito ai miei sogni oppure come fanno molti, mi sorridono e guardano altrove. L'ho dico sempre a Chiara, mentre passeggiamo, e sfogliamo Vogue, mentre guardiamo una rivista e sappiamo entrambe che sarebbe il massimo lavorare là, io ripeto a me stessa e a lei che sognare non costa nulla, fino a quando non pagheremo una tassa anche su quello, allora possiamo stare tranquilli. Un sogno è quello che mi fa alzare ogni mattina, che mi fa camminare, studiare, leggere, guardare l'ora e scoprire che è passata solo un'ora, stare fuori tutto il giorno e dover litigare per un conto che non viene o per una frase che non ricordiamo. Un sogno è quello che quando tengo sul mio tavolino, il giornale A, mi fa sentire una persona importante. Il sogno è quello che ogni sera prima di addormentare spero che prenda forma nel mio sonno. Un sogno è quando apro la porta e vedo mamma un po' triste, è quando le dico che quando farò un sacco di soldi la porto in vacanza con me, è quello che quando penso alla mia Chià mi fa sorridere. Si perchè l'altra mia Chià è diversa da Chiara. Mia Chià è mia, fa parte di me. E' quella che ci basta uno sguardo per capirci, per sorridere, è quella che mi fa tremare il cuore ogni volta che la vedo schizzata, che piange per niente. E' quella che quando mi dice stai tranquilla, mi fa agitare. E poi c'è Chiara, che è la mia informa moda, è una persona che fugge, da chi le ha fatto tanto male, da chi l'ha portata a sentirsi una nullità. E ogni volta che torna qui, è sempre piu' provata, ha bisogno di un po' di tempo per riprendersi e non è il viaggio in treno, ma semplicemente lo stare a contatto con la sua gente. E con lei è come con la mia Chià. Non so che ho scritto in questo post, non so cosa volevo scrivere, avevo solo voglia di scrivere, è un po' che non entro qui, e mi sentivo male. E' cominciato un periodo faticoso, fatto di diete, di palestra, di uomo, di libri, di amici, e di pensieri che diventano paure. E' un periodo, difficile. Il ricominciare, il prendere il via, mi diventa difficile. Mi manchi, questa canzone mi è capitata ora sull'mp3, quella rifatta da Bocelli. Che bella. Quant'è romantica, anche un po' straziante sia chiaro, sto sfigato che si fissa, sembra me!

BollicinaBlu « » Mercoledì, 15 Ottobre 2008 19:02

Mi sembrava piu' che giusto rendere giustizia a questo post che vaga di blog in blog...
Io ne faccio parte...magari qualcuno di voi si piu' riconoscere!!

Lo scopo di questo testo é quello di rendere giustizia a una
generazione, quella di noi nati negli anni '80 (anno più,
anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri
genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria
fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla
luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il
referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi
Mondiali di Italia '90, con la mascotte Ciao. Per non aver vissuto direttamente il '68 ci
dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di
quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori
e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci
sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto,
nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto
tutto, e nessuno gl ielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a
saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo
stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere
andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a
colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di
elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu
con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da
ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non
Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a
fare la Maturità e i pionieri del 3+2…
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci
Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero
allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione). Abbiamo pianto
per Candy-Candy, ci siamo innamorate d ei fratelli di Georgie, abbiamo
riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina
D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una
generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e
quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre
fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto
nessun avvenimento storico. Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo,
abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni
improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più
giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno
fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO
NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa
significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque
altro, abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che
internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di
Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bia
nco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud
Spencer e Terence Hill. Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik
Kamen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo
emozionati con Superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba
Bubba erano male, per non parlare dei chicchirichì; al supermercato le cassiere ci davano le
caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal
Ball ("con Crystal Ball ci puoi giocare…"), delle sorprese del
Mulino
Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i
Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara, l'Incredibile
Hulk, Poochie, Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me
Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa
di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno
insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene
un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di
quest'anno è la favorita…
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il
portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15
giorni.
L'ultima generazione degli spinelli…
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi:
viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e
senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di
sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o
flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino. Andavamo in
bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le
altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle
penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e
quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli
spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Magiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite
uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere
e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a
scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con
l'aceto.
Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali
televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce
la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su
di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,
acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si
intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al
gioco della bottiglia o a quello dell a verità, non in una chat
dicendo
Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e
abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.
Tu sei uno di nostri? Congratulazioni!
 

BollicinaBlu « » Domenica, 12 Ottobre 2008 17:05

Sul divano, tempo record, due giorni senza avere la minima voglia di accendere questo pc. Stanca di dover dipendere da tasti e schermi, da qualcosa che ti fa senrire così vicini e invece non facciamo altro che essere così lontani. Matteo mi sta cambiando, in meglio credo. Mi fa apprezzare la vita che c'è fuori a questa rete. Non che ne sia totalmente dipendente, che mi abbia creato dei problemi di socializzazione, ma mi fa bene aprire una finestra e rimanere lì, a guardare. Ora lo riaccendo, e scrivo, mi son detta. Ma cosa? Ho mille pensieri, mille cose da voler imprimere qui, su questo foglio tanto vero quanto virtuale. Ti pensavo, Simo sai? Pensavo a quelle quattro parole che mi hai scritto, a quello che ancora non ho trovato risposta. All'ultima mia lettera a cui tu non rispondi. Ti ho cancellato, cancellato ovunque, messo via tutto di te. E questa volta sul serio. Questa volta l'ho fatto con coscenza, senza rabbia, solo con la voglia di chiudere un capitolo. Di andare avanti, perchè la vita è così corta da non poterla sprecare in ricordi. Bisogna viverla, perchè non ci saranno mai piu' momenti come quelli. Grazie. Grazie di avermi regalato tanto, grazie. Ma ora quel locale che ho affitato per molti anni è ora che lo rimetti sul mercato. Mi basterà un ricordo, una semplice associazione al mio nome. Buona fotuna, e se lassu' lo vorranno prima o poi ci rivedremo...

BollicinaBlu « » Domenica, 05 Ottobre 2008 21:59

E' un po' che volevo parlare di questo, ma ho sempre rimandato, mi son detta che forse avrei fatto meglio a pensarci bene. Non che sia cosa così trascendentale, ma non vorrei ledere qualche sentimento dei miei lettori. Assisto a una cosa un po' così. Son tornata da una minivacanza, con qualcosa di nuovo, qualcosa di vecchio, di usato, e di prestato. Non mi son sposata sia chiaro. Però sistemando la borsa ho trovato a ogni cosa un suo posto preciso. Il mio armadio è diventato improvvisamente ordinato anche se qualche accenno al mio solito disordine c'è ancora, mamma aprendo il cassetto dell'intimo, mi ha guardato con gli occhi stralunati, cosa avrà voluto dire?! Vabbè, dicevo. Cosa? Ah, si. Sto vivendo una cosa bellissima, che son sicura qualcuno di voi mi capirà. Sto bene con Matteo e come già avrò detto duemila volte, è la persona che mi fa stare così. Chi mi vede di persona sa. Sa che sorrido, sa che evito un sacco di discussioni inutili e sa che mi faccio meno pippe mentali. Ogni giorno è così, piu' tranquillo. Tranquillo positivo. Scusate se scrivo a spezzoni, o se diventa illegibile questo post, ma sta sera son così, voglio scrivere, dire quello che penso, ma mi vengono tutti pensieri sconnessi e spezzati, questo fa notare il mio livello di concentrazione. C'è qualcosa che mi distrae e non lo so. Sta di fatto, la domanda che vi volevo fare: Ma è mai possibile che due persone che stanno insieme da un mese si sparino frasi del tipo: "Ti amo, sei la mia unica ragione di vita? O non ho paura della lontanza perchè il mio amore per te va oltre"?!  Ma io dico, se ti dici certe cose, poi quando saranno anni, che vi direte? Quando magari saprete cosa piace o non piace dell'altro con piu' sicurezza e magari non sarà piu' la vostra ragion di vita, che gli direte?: "E no scusa, mi son sbagliato.Può succedere, no? Dopo tutto siamo umani." E' possibile arrivare a tanto in meno di un mese? Avanti...parlate! E' un obbligo!!!!!

BollicinaBlu « » Giovedì, 02 Ottobre 2008 11:39

Sta mattina mi son svegliata, tardi, ma ce l'ho fatta. Solitamente per le 8 sono in piedi e già attiva, pronta per andare a destra e a sinistra. Per lavorare. Oggi no, non avevo voglia, sarà che sta notte non ho dormito molto, sarà che stavo così bene dentro al letto che non avevo intenzione di alzarmi. Mi alza, prendo qualcosa da bere e mi siedo sul divano, come faccio di solito. Una routine. Come tutto del resto. Avrei pagato per stare dove stavo la settimana scorsa, ma va bene uguale. E' la vita, e come ha detto Giorgia ieri: "Lascia scorrere Susy, vedi quello che ti riserva il tempo, stai serena e non fare quella faccia da scema." Sono sempre piu' convinta che da lunedì avrò meno tempo per pensare e piu' tempo per volermi bene. Sicuro, lunedì ricominciamo a fare vita sana, camminata mattutina, visi sorridenti, bronci che arrivano per terra, lezioni da seguire ed esami da preparare. Tutto normale. E la solita Susanna, che corre a destra e a manda, per alleviare un po' quelle lunghe giornate passate sopra i libri. Tutto scorre, deve passare. Anche alla radio sta mattina qualcuno ha detto la stessa frase, non mi ricordo chi, ma l'han detta. Mamma non torna oggi, e io sono leggermente irritata. Sta a vedere che adesso mi piazzo con il libro in cucina e leggo...E' mai possibile che un libro di almeno 100 pagine io ci metta quasi un mese per leggerlo? Ci stavo pensando ieri, è l'inferno. Non riesco a finiso, forse è perchè so che dopo questo, non ho piu' nulla da leggere di Fabio Volo, forse è perchè so che dovrei cominciare una nuova storia con un altro scrittore o scrittrice e non ho voglia. Dopo tutto io e Fabio facciamo all'ammmore da sempre. Che noia. Non puoi scrivere un altro libro? Solo per me dai. Eh? Sto vaneggiando, ho bisogno di mangiare.

BollicinaBlu « » Mercoledì, 01 Ottobre 2008 21:57

Mi viene da ridere, se ripenso a qui giorni. Ma rido di gusto. Rido perchè tu sei contagioso. Oggi pomeriggio son passata per caso davanti alla stazione e ammetto che una lacrima mi è uscita. E' scappata che ci devo fare, sono emotivamente vulnerabile da quando qualcuno è arrivato nella mia vita come un elefante, per non dire ippopotamo, e mi ha sbarellato ogni singolo pensiero. Adesso non penso piu' cosa farò a Natale, penso al plurale: "Cosa faremo a Natale?" C'è un altro io, tra me. Noi. Lo ripeterei all'infinito. Come quando qualcuno mi ha scritto una frase, sulla sabbia. L'ha scritta prima vicino al mare, dove l'onda se l'è portata via, poi di nuovo. Riparata, dove nemmeno l'onda piu' grossa poteva cancellarla. Non pensavo che potessi contagiarmi così...non credevo che saremmo finiti così. Chissà se quando ti guardi il polso ti ricordi di me. Chissà se ti ricordi dello strappo, della voragine, di quel bacio che mi hai dato appena ti ho visto, nemmeno il tempo di dirti:" Com'è andato il viaggio?" Che subito mi hai travolto, proprio come ti ho conosciuto. Un tornado. Mi ricordo come adesso: ti ho visto di striscio da dentro il treno, poi lui parte e tu nell'altro binario non c'eri. Doveva essere tipo scena da film...ma niente, con te niente film solo realtà! Mi son detta: "Vuoi vedere che è uscito?" Nella mia testa mille pensieri, mille frasi del tipo: "Ok lo saluto, gli do la mano, anzi no, un bacio. Si un bacio è meglio! Ma dove? Sulla guancia ovvio, chiaro. Bene, vai! Esci e vallo a prendere, vai che ci riesci!" Poi ti vedo, ti chiamo e non faccio in tempo a prendere il telefono che un Incappucciato mi si avvicina, e tutto quello che mi ero detta è andato a farsi benedire. Non ho fatto in tempo a dire nulla, che già ti avevo a meno di un palmo dal naso. E così tutto il resto, tutti gli altri giorni...mi facevo dei progetti, mi davo dei paletti. E niente, tu arrivi e mi sbaragli. Sparecchi la tavola che con cura avevo apperacchiato da non so quanto tempo. E smani tutto, come i bambini, mentre io rimango a guardare, così, affascinata, e imbambolata dai tuoi gesti, dalla tua pigrizia, dal tuo raccontarmi e volermi rendere per forza partecipe dei tuoi problemi. Adoro, quando mi guardi e sai già che non me ne frega niente, ma continui a parlare. Mi racconti, mi sorridi e poi mi dici: "lo so che non te ne frega un ca**o, ma io continuo" E lo fai, non sai quante volte ho pensato: "Ma chi sei per prenderti così gioco di me?!" Io che devo sempre avere tutto sottocontrollo, mi son lasciata andare, ai tuoi gesti e ai tuoi movimenti. Ogni tanto quando viaggio penso a quella volta che mi hai guardato e mi hai chiesto se piangevo. Era bello averti lì, aprire gli occhi ogni tanto e vederti, sentire che quelle mani non erano frutto dell'immaginazione ma erano le tue in carne ed ossa. E sappi sigor Pigriziafattainpersona, che l'alba a quella ca**o di scultura l'aldremo a vedere. Quindi armati di buon intenzione, che tu ci verrai con me, senza scuse, senza sonno. Io pretendo che tu venga a vedere l'alba con me, ecco.