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Giovedì, 24 Maggio 2007

         

 

Girando nel web mi sono imbattuta nel sito di quel fro**one di Ivan Cattaneo, scoppiando a ridere ovviamente per le foto che ci sono, scattate da solo al bagno come il + degno chatter, poi sono rimasta piacevolmente colpita dalla sua idea di trasportare su tela la Plotter Painting,,credo che sia un'evoluzione giusta e appropriata per i nostri tempi, ogni tempo ha la sua pittura, dalle incisioni murali nelle caverne, agli affreschi romanici e rinascimentali, l'olio fiammingo, l'acquarello di kandinsky la serigrafia della pop art.....quindi perchè no il PLOTTER PAINTING e il digitale! Devo essere sincera l'ho sempre snobbato questo cattaneo ma devo dire che ci sono dei lavori interessantissimi consiglio di guardare il suo sito in particolar modo la sua VISUAL ART!


Lunedì, 07 Maggio 2007

Rammstein

  Mutter
 

Die Tränen greiser Kinderschar
ich zieh sie auf ein weißes Haar
werf in die Luft die nasse Kette
und wünsch mir, dass ich eine Mutter hätte
keine Sonne die mir scheint
Keine Brust hat Milch geweint
In meiner Kehle steckt ein Schlauch
Hab keinen Nabel auf dem Bauch

Mutter

Ich durfte keine Nippel lecken
und keine Falte zum Verstecken
niemand gab mir einen Namen
gezeugt in Hast und ohne Samen
der Mutter die mich nie geboren
hab ich heute Nacht geschworen
ich werd ihr eine Krankheit schenken
und sie danach im Fluss versenken

Mutter

In ihren Lungen wohnt ein Aal
auf meiner Stirn ein Muttermal
entferne es mit Messers Kuss
auch wenn ich daran sterben muss

Mutter

In ihren Lungen wohnt ein Aal
auf meiner Stirn ein Muttermal
entferne es mit Messers Kuss
auch wenn ich verbluten muss

Mutter
oh gib mir Kraft.

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Madre

 Ho preso le lacrime sagge di tutti i bambini e le ho unite a un capello bianco formando una collana di perle,desidero anke io avere una madre, non c’è sole che splende per me, non c’è seno che ha versato latte,nella mia gola c’è un tubo, sulla mia pancia non c’è ombelico, Mamma Mamma
Non c’è stata piega dove potevo nascondermi,nessuno mi ha dato un nome,sono stato concepito in fretta e senza seme, la madre che non mi ha dato la vita,stanotte ho fatto un sogno,regalarle una malattia,e poi gettarla nel fiume, Mamma Mamma
Nei suoi polmoni abita un’anguilla,vorrei togliere quel segno sulla fronte che mi ha lasciato,con il bacio del coltello anche se devo morire, Mamma Mamma
Nei suoi polmoni abita un’anguilla,vorrei togliere quel segno sulla fronte che mi ha lasciato,con il bacio del coltello anche se devo sanguinare
Mamma dammi la forza.

(grazie per non avermi fatto mancare tutto questo) G.



Sabato, 05 Maggio 2007

WARNER BISCHOF

Werner Bischof è uno dei fotoreporter di maggiore spicco a livello internazionale del dopoguerra. La sua carriera si sviluppa in aperto contrasto con la sua formazione: dal 1932 al 1936, studia infatti alla Scuola di arti applicate di Zurigo con il fotografo Hans Finsler legato alla Nuova Oggettività, percorrendo quindi in un primo tempo, con grande precisione e perfezione, la strada della fotografia realistica e di moda. Nel 1942, entra a far parte, come collaboratore fisso, della redazione della rivista svizzera «Du» per la quale svolge principalmente l'attività di fotografo di moda.

Nel 1945 intraprende un viaggio attraverso l'Europa per documentare i disastri della guerra. In questo periodo incomincia, però, a interessarsi di più alla stampa internazionale e, nel 1949, entra a far parte del gruppo Magnum. Benché dedicandosi al fotoreportage abbia dovuto modificare il suo modo di lavorare - non conta più infatti l'immagine preparata ed elaborata in studio, bensì il momento reale, che è impossibile programmare - il fotografo svizzero continua a conservare intatta la sua sensibilità per la perfezione tecnica, per la luce come elemento creativo e per la struttura formale delle immagini.

Nel 1951, per conto della rivista americana «Vogue» attraversa l'India settentrionale e centrale e la provincia di Bihar devastata dalla carestia. Con il reportage Carestia in India Bischof riscuote il primo successo internazionale. Sebbene l'estrema povertà della popolazione indiana lo abbia scosso, in questi documenti l'artista svizzero rimane un osservatore distaccato che, anche nelle situazioni estreme, mantiene il senso della composizione. 

 

 

In quest'ultima fotografia qui riportata, scelta dalla serie indiana, Bischof colloca nell'immagine le figure emaciate degli indiani in modo tale da ottenere, giocando con gli elementi orizzontali dei corpi e le verticali delle righe in fuga della pavimentazione, una rigorosa struttura compositiva.

In qualità di fotoreporter Bischof visita negli anni seguenti, tra gli altri, il Giappone, Hong Kong, l'Indocina e la Corea: come sempre nei suoi viaggi, lo affascinano i bambini che, segnati dalla povertà e dalla guerra, spesso rivelano una stupefacente autonomia. Una delle sue fotografie più famose con i bambini per soggetto, è Ragazzo che suona il flauto nei pressi di Cuzco, Perù: è un'opera che l'artista realizza proprio pochi giorni prima di morire in un incidente sulle Ande peruviane.

(Warner Bischof)

 






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Passioni

Ho Letto
"Il profumo" di P.Suskind

Ho Visto
tutte cagate non ce vado + al cinema.BASTA!!!!

Ascolto
so troppe!!!


Pensieri

"La stupidità deriva dall'avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall'avere, per ogni cosa, una domanda." Milan Kundera (1929)


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