Web Irish Pub - iscriviti e crea il tuo blog ;)
MY:BLOG...ALCHIMIA


MY:BLOG...ALCHIMIA




Chi Sono

Anni: 29
Città:roma
Zodiaco: bilancia


esageratamente.........

Amo et Odio

AMO
l'arte

ODIO
l'ipocrisia e la trippa!!!

Memoria

ultimi giorni
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Maggio 2007
Aprile 2007
Marzo 2007
Febbraio 2007
Gennaio 2007
Dicembre 2006
Novembre 2006
Settembre 2006
Giugno 2006
Maggio 2006
Aprile 2006
Marzo 2006
Febbraio 2006
Gennaio 2006


Link

orgoglio romano
il circo della vita
artisti della foto
roma mostre d'arte
THE CHAT
antro delle fate
Laziale D.O.C.
avanti lazio
padroni di roma
jazz
Birreria a MONACO


Venerdì, 24 Febbraio 2006

Nonostante la vita sia colma di spine che feriscono... vale la pena viverla,

 perchè nel suo essere a volte così tragica ed altre comica

è pur sempre molto affascinante!

IL passato è intrigante

il presente assurdo

il futuro misterioso

la fine?

Non è dato sapere!


Venerdì, 10 Febbraio 2006

LE FOIBE: il frutto dell'Odio Etnico e dell'Ideologia Nazional-Comunista

Con la legge n. 92 del 30 marzo 2004, la Repubblica italiana ha riconosciuto il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo", che si celebra quest'anno per la seconda volta, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, evento storico che fu ribattezzato con il nome di "Caccia al Fascista", taciuto per 60 anni per volontà della sinistra, che così facendo ha giustificato e ancor peggio aderito e promosso una strage in nome dell' Odio etnico e dell'ideologia nazional-comunista!La vergogna sta nella consapevolezza che fatti ed episodi sono stati mistificati ed insabbiati da chi ha sempre saputo ma ha preferito non parlare, grazie anche all'appoggio di giudici conniventi, quegli stessi giudici che nel 1998 hanno decretato il "non luogo a procedere" nei confronti di tre infoibatori. La scusa? I reati sarebbero stati commessi su parte del territorio nazionale successivamente ceduto ad altro stato, però, piccolo particolare,   il reato, al tempo della sua consumazione, è avvenuto in territorio nazionale!  

Sotto la pseudo "Caccia al Fascista" si è compiuta una vera e propria strage etnica, perchè le vittime infoibate non erano esclusivamente fasciste...ma chiunque fosse di nazionalità Italiana veniva persguitato, in alcuni casi presi ed assassinati in modo diretto, in altri prelevati e trasportati in campi di prigionia e lì torturati fino alla morte, non c'è commento per descrivere la crudeltà degli stessi partigiani italiani che aderirono al disegno politico di Tito, usare la scusa dell'ideologia politica per ampliare il proprio potere non regge e il nascondere tale strage per 60 anni dimostra solo come ancora oggi l'ideologia comunista non sia cambiata di una virgola, ovvero per il partito questo ed altro.....ovviamente i comunisti italiani per "partito" intendono "potere"...ma d'altra parte conosciamo bene  la loro abilità nel modificare la realtà a loro piacimento! siamo nel 2006 e buona parte dei comunisti ancora non riconosce Le Foibe  come atto di crudeltà spietata, a loro tutto il mio disprezzo, usare lo sterminio ebraico come campagna politica e rinnegare i Nostri morti perchè controproducenti al partito è vergognoso.

Non mi soffermerò sul dato storico ma riporterò alcune testimonianze di sopravvissuti....non per chi ricorda... ma per "TE" che fai finta di niente...vergognati e fatti un esame di coscienza:

Gino Paoli: i miei parenti finiti nelle foibe (tratto dal "Corriere della Sera" del 21 dicembre 2005).

[...]parte della famiglia di mia madre morì infoibata. miei parenti non erano militanti fascisti, erano persone perbene, pacifiche. Ma la caccia all’italiano faceva parte della strategia di Tito, che voleva annettersi Trieste e Monfalcone. I partigiani titini, appoggiati dai partigiani comunisti italiani, vennero a prenderli di notte: un colpo alla nuca, poi giù nelle foibe. Mia madre e mia zia non hanno mai perdonato. Mi ricordavano spesso i nomi dei loro cari spariti in quel modo, senza lasciare dietro di sé un corpo, una tomba, una memoria. Peggio: una memoria negata.[...]

Norma Cossetto: "una storia di follia partigiana" .

Norma Cossetto era una ragazza di 24 anni di S. Domenico di Visinada, laureanda in lettere e filosofia presso l'università di Padova. In quel periodo girava in bicicletta per i comuni dell'Istria per preparare il materiale per la sua tesi di laurea, che aveva per titolo "L'Istria Rossa" (Terra rossa per la bauxite). Il 25 settembre 1943 un gruppo di partigiani irruppe in casa Cossetto razziando ogni cosa (espropriazione proletaria). Entrarono perfino nelle camere, sparando sopra i letti per spaventare le persone. Il giorno successivo prelevarono Norma. Venne condotta prima nella ex caserma dei Carabinieri di Visignano dove i capibanda si divertirono a tormentarla, promettendole libertà e mansioni direttive, se avesse accettato di collaborare e di aggregarsi alle loro imprese. Al netto rifiuto, la rinchiusero nella ex caserma della Guardia di Finanza a Parenzo assieme ad altri parenti, conoscenti ed amici tra i quali Eugenio Cossetto, Antonio Posar, Antonio Ferrarin, Ada Riosa vedova Mechis in Sciortino, Maria Valenti, Urnberto Zotter ed altri, tutti di San Domenico, Castellier, Ghedda, Villanova e Parenzo. Dopo una sosta di un paio di giorni, vennero tutti trasferiti durante la notte e trasportati con un camion nella scuola di Antignana, dove Norma iniziò il suo vero martirio. Fissata ad un tavolo con alcune corde, venne violentata da diciassette aguzzini, ubriachi e esaltati, quindi gettata nuda nella foiba poco distante, sulla catasta degli altri cadaveri degli istriani. Una signora di Antignana che abitava di fronte, sentendo dal primo pomeriggio gemiti e lamenti, verso sera, appena buio, osò avvicinarsi alle imposte socchiuse. Vide la ragazza legata al tavolo e la udí, distintamente, invocare la mamma e chiedere da bere per pietà[...]Da prigionieri partigiani, presi in seguito da militari italiani istriani, si seppe che Norma, durante la prigionia venne violentata da molti. Un'altra deposizione aggiunge i seguenti particolari: "Cossetto Norma, rinchiusa da partigiani nella ex caserma dei Carabinieri di Antignana, fu fissata ad un tavolo con legature alle mani e ai piedi e violentata per tutta la notte da diciassette aguzzini. Venne poi gettata nella foiba".

Mafalda Codan 1945 (parole tratte dal suo diario)

 Il 7 maggio 1945 [...] prendo un libro e vado in giardino. Appena uscita mi trovo davanti tre partigiani comandati da Nino Stoinich con il mitra spianato. Prima di tutto si rallegrano dell'orribile morte dei miei cari e poi mi intimano di seguirli. Vestita come sono, senza poter più né entrare in casa né salutare la mamma, devo seguirli. Con un filo di ferro mi legano le mani dietro la schiena e mi fanno salire su una macchina[...]A Santa Domenica mi portano davanti alla casa di Norma Cossetto, infoibata nel settembre del 1943, chiamano sua madre, vogliono farla assistere alle mie torture per ricordarle il martirio della sua Norma. La signora, nonostante le severe intimazioni, si rifiuta di uscire, la trascinano a forza sulla porta e, appena mi vede in quelle condizioni, cade a terra svenuta. [...]un druze grande e grosso dà il via al pestaggio. Con tutta la sua forza comincia a percuotermi con una cinghia. Mi colpisce così forte sugli occhi che noti riesco più a riaprirli. Le sevizie continuano,con delle tenaglie cercano di levarmi le unghie ma non ci riescono perché sono troppo corte. Una scalmanata, con un cucchiaio mi gratta le palpebre gonfie, ferite e chiuse: "Apri gli occhi che te li levo". 

Il racconto del tenente Udovisi.

Il racconto che segue è di Graziano Udovisi. Narra ciò che ha subito dopo essere stato torturato assieme ai suoi compagni di sventura. "C'è un movimento intorno, devo piegare di molto all'indietro la testa per vedere qualcosa e scorgo corpi, anzi delle masse informi alterate come maschere, dipinte d'un colore rossastro. Per quanto posso, punto meglio il mio sguardo sul corpo più vicino e noto un lento, continuo sgorgare di sangue dalle tante ferite che rendono la sua schiena una poltiglia informe. Pure un altro si guarda intorno. Un occhio diventato una massa nera, gonfia, chiusa, mostruosa, si erge sul volto rigato di sangue, che cola dal capo e dall'irriconoscibile fronte ...Con uno sforzo cerco di alzarmi, traballo, cado sui ginocchi vorrei stendere le mani …le mani no, non posso aiutarmi sono legate dietro la schiena col filo di ferro "Presto bastardi, traditori, presto! Mettevi in fila!" comanda il grosso, alto caporione calciando il corpo steso per terra e strattonandomi per i capelli...
[Ha inizio il calvario verso là Foiba. Il capo] ... mi si avvicina e sferza ripetutamente il mio corpo rabbiosamente. Mi fa avanzare, estrae lentamente la pistola dalla fondina, la impugna per la canna e picchia con forza il calcio dell'arma all'altezza del mio orecchio già precedentemente leso. Sento la mascella staccarsi, cedere. Al momento non sento dolore. La lunga tortura mi ha reso insensibile..."Avànti, avanti!" Il filo di ferro preme là dove si è fossato, nell'incavo interno del gomito, sul tendine del muscolo, e il dolore si manifesta gradualmente con il tremito di tutto il corpo ....Cado... Fulminea arriva la pesante vigliacca botta ... Vengo sospinto sul terreno in pendenza ... c'è una roccia ai miei piedi, bianca, che scende in verticale e si perde in una grande fossa scura, voragine già conosciuta in altra parte, non lontano da qui. Madonna, Madonna mia! E' la foiba !
"Siamo pronti, il masso è legato al collo" dicono alcune voci ... Il mortale crepitio delle armi é assordante, vedo la fiamma uscire da uno dei mitragliatori puntato su di noi. Mi sento spingere, non attendo oltre, mi butto ....Cado su di un ramo sporgente che sembra trattenermi, ma subito si strappa e rovina con me. Precipito in quella gola nera. Un tonfo, più tonfi e l'acqua si chiude su di noi. Mi sento trascinare giù verso il fondo. L'istinto di conservazione mi fa muovere ritmicamente gambe e braccia indolenzite per giungere in superficie. Tocco una grossa zolla erbosa, no è una testa e tra le mie dita ci sono i capelli. Afferro e tiro spasmodicamente verso di me quel corpo quasi inerte. Risaliamo insieme, sono a pelo d'acqua, emergo con la testa e respiro a pieni polmoni."
Gli assassini sono rimasti sul posto, hanno sentito fruscii sospetti provenienti dal fondo e per chiudere definitivamente l'impresa eroica lanciano una bomba a mano, poi ancora una seconda. I due infoibati, dopo un po' si rendono conto che tutto sembra finito."L'amico - racconta Udovisi - mi fa notare una rientranza che ci può accogliere. Ascoltiamo se giunge qualche suono di voce o rumore di passi ...Con fatica ci arrampichiamo e ci rannicchiamo in quel breve spazio".

Il sottotenente Graziano Udovisi non è stato riconosciuto invalido di guerra, non gli è stato riconosciuto il grado né il servizio militare prestato, non ha potuto ottenere quindi la pensione di guerra e non percepisce alcunché. In compenso lo Stato italiano elargisce la pensione ai suoi infoibatori, con puntualità e continuità. In dollari. E con reversibilità al 100%, secondo la proposta fatta anni addietro da Tina Anselmi. Altrettanto è avvenuto per Giovanni Radeticchio, costretto ad emigrare in Australia.


 

 






//alchimia77.splinder.com/ //ilbravovitto.splinder.com/ https://webirishpub.net/rizla-b317.html //1979ibdf.splinder.com/

Passioni

Ho Letto
"Il profumo" di P.Suskind

Ho Visto
tutte cagate non ce vado + al cinema.BASTA!!!!

Ascolto
so troppe!!!


Pensieri

"La stupidità deriva dall'avere una risposta per ogni cosa. La saggezza deriva dall'avere, per ogni cosa, una domanda." Milan Kundera (1929)


Amici

Ben 057282 persone sono passate di qui