Web Irish Pub - iscriviti e crea il tuo blog ;)
Image Hosted by ImageShack.us
My Black Pervert Heart
Image Hosted by ImageShack.us
Image Hosted by ImageShack.us
Image Hosted by ImageShack.us
Giovedì, 20 Novembre 2008
In:

TENGO A RICORDARE:

PRINCIPALI LEGGI SOCIALI E DELLE PRINCIPALI

OPERE DEL FASCISMO:

1923 Assicurazione invalidità e vecchiaia -

1923 Assicurazione contro la disoccupazione 

1923Assistenza ospedaliera ai poveri

1923 Tutela del lavoro di donne e fanciulli

1923 Riforma della Scuola (Riforma "Gentile")

1925 Opera Nazionale Maternità e Infanzia (OMNI)

1927 Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti.

1928 Assicurazione obbligatoria contro la TBC

1928 Esenzione tributaria per le famiglie numerose

1928 Assicurazione obbligatoria malattie professionali.

1929 Opera Nazionale Orfani di guerra

1933 Istituto Nazionale Infortuni sul lavoro (INAIL)

1935 Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale (INPS)

1937 Settimana lavorativa di 40 ore (prima di 48 e oltre)

1937 Ente Comunale di Assistenza (ECA)

1937 Assegni familiari

1937 Casse rurali ed Artigiane

1943 Istituto Naz. Ass. malattia ai lavoratori (INAM)

1944 Socializzazione delle Imprese.

Dal 1933 al 1939 grandi bonifiche aree paludose Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele, appoderamento del latifondo siciliano e fondazione delle città di Littoria (oggi Latina), Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolina (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali.

Acquedotti Pugliese, del Monferrato, del Perugino, del Nìsseno e dei Velletrano.

Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell'Abruzzo e dei Circeo.

Istituto Nazionale Case popolari.

Istituto Nazionale Case impiegati Statali (INCIS). Opera Nazionale Dopolavoro.

Colonie marine e montane per i fanciulli.

Centrali idroelettriche ed elettrificazione linee Ferroviarie.

Tutto quanto sopra fu realizzato dal Fascismo per gli italiani, grazie alla ferma volontà di Benito Mussolini, in meno di vent'anni di potere, dei quali sei di guerra e due (1929 e 1930) della più spaventosa crisi economica mondiale,'senza gli aiuti di nessuna Nazione ed anzi contro il sabotaggio e le sanzioni della nemica Inghilterra a capo della cordata delle democrazie plutocratiche dei capitalismo mondiale.

Postato alle 16:05 - Link al post - Link - commenti (2)

Domenica, 16 Novembre 2008
In:

Bologna, feriti due giovani di sinistra

 

Quattro attivisti di estrema destra sono stati arrestati dalla Digos di Bologna per un'aggressione di stampo nazista a due giovani di sinistra, avvenuta venerdì notte in pieno centro. Alcuni studenti, usciti da una festa di laurea, sono stati percossi in quanto considerati "comunisti" da una decina di persone. Due i feriti: uno grave, un 34enne di Catanzaro, e un 21enne in modo lieve.

L'aggressione è avvenuta quando il gruppo, al termine della festa di laurea, è stato riconosciuto come "comunista" in quanto vestito in modo particolare e con un bongo e una chitarra al seguito. I naziskin, una decina in tutto, avrebbero iniziato ad insultare gli studenti con frasi tipo "comunisti di m..." e "partigiani di m...". La scintille che ha fatto scoppiare il pestaggio è stata la risposta verbale di alcuni degli aggrediti che hanno replicato: ''Bisogna essere fieri di essere partigiani''.

Gli altri hanno iniziato a menare le mani, a lanciare bottiglie e far volare sgabelli. Due i feriti: un 34enne di Catanzaro è in gravi condizioni all'ospedale Maggiore, con il naso e una mascella fratturati e una lesione a un occhio, un suo amico 21enne ha riportato solo qualche escoriazione.

La polizia ha poi rintracciato circa quattro autori dell' aggressione. Per loro è scattato l'arresto con le accuse di lesioni gravi, minacce aggravate e porto abusivo di armi. Tra loro ci sono anche il cantante e il batterista del gruppo musicale "Legittima offesa", che si autodefinisce sul proprio sito web "skinheads-band nazionalista e anticomunista".

P.S. Hanno fatto benissimo! Complimenti ai Nazi e un bel vaffan**lo agli sbirri!

Postato alle 11:38 - Link al post - Link - commenti (17)

Domenica, 09 Novembre 2008
In:

Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho bevuto una sprite. Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto.

Quando la festa é finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava.


Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra cosí lontana. Il mio sangue é sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la fará". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere, e io adesso devo morire.


Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore é come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, dì a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare. Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva. La mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere veramente paura. Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata.

Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene. Per questo..., ti voglio bene. Addio.

Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza.

Magari questa notizia non è vera, ma fa comunque riflettere sul comportamento di tante persone che mettono a rischio la propria vita e soprattutto quella degli altri. Non si può pensare: "Tanto a me non accade". Siamo tutti responsabili di questa chiusura verso il mondo e di tanti dispiaceri che capitano. Tu puoi controllare la tua vita pensando che non sei l'unico al mondo e che qualsiasi cosa fai si può ripercuotere anche sugli altri. Pensaci prima di metterti in macchina dopo che hai bevuto, pensaci prima di schiacciare l'accelleratore. Devi andare veloce dentro te stesso, lì puoi vivere l'ebrezza della forza della velocità, solo lì.

Postato alle 16:43 - Link al post - Link - commenti (2)

Lunedì, 03 Novembre 2008
In:

Sentì il ticchettare sommesso del dado che si infrangeva contro l'asfalto irregolare e da quel preciso istante, come in una tetra immersione lisergica, il tempo parve rallentare.
Le sembrò che ogni oggetto intorno a loro stesse sparendo - i contorni sfumavano e perdevano colore - inghiottiti da un nero dissimile dalla comune oscurità. Niente, escluso quell'oggetto di forma cubica, meritava d'essere preso in considerazione. Nulla aveva più senso.
Per un momento dimenticò perfino di respirare, a causa della tensione che le contraeva dolorosamente le viscere interrompendo sul nascere ogni impulso nervoso e ogni pensiero razionale. Solo quando sentì che l'aria rarefatta, masticata già troppe volte dai suoi polmoni avidi, premeva per uscire, si ricordò di insiprare.
Nell'atmosfera atipica che si era creato intorno a sé - un mosaico temporale distorto - percepiva la Sua presenza immota mentre osservava l'oggetto roteare in terra, ticchettando, ticchettando, ticchettando ad ogni rimbalzo.
Poi tutto tacque.
Ciò che a lei parve un'eternità altro non fu che il trascorso di pochi secondi, dilatatisi fino a creare una sequenza di immagini contorta e puntigliosamente particolareggiata. Non fu altro che la fantasia di un fugace attimo troppo vissuto nel vivo, dal finale troppo - spaventosamente - imprevedibile.
Il tempo tornò a scorrere improvvisamente, coplendoli con tale violenza da far vacillare le loro precarie certezze, da renderli succubi di quell'inevitabile gioco d'azzardo di cui quel dado altro non era che un complice inconsapevole.
Fu con tale consapevolezza che i loro sguardi, distoltisi dal dado esanime, s'abbracciarono silenziosamente in una muta, accondiscentente, richiesta rivolta al tempo stesso di dilatarsi solo un po' di più - un secondo, un minuto, un'ora - perchè non ne ebbero mai un così urgente bisogno; perchè tutto ciò che fino a quel momento era rimasto adagiato sul fondo vacuo dei loro cuori riusciva a trovare sfogo in frasi che non sarebbero mai uscite dalle loro bocche.
Sorrise. I suoi grandi occhi azzurri si sciolsero fra le lacrime, che fuggirono lungo gli zigomi e giù, giù, sempre più giù. Fino a sparire.
La sua mano si chiuse intorno al dado, tremante, decretando la fine di quell'idilliaco quanto eloquente silenzio, esponendo ciò che effettivamente era palese, ma aveva bisogno d'una voce che lo pronunziasse per darle una concretezza: "E' uscito sei".
Le parole si persero nell'atmosfera satura di elettricità come esalazioni effimere e nessun eco le rese al mittente.
In un ultimo saluto le loro labbra si sfiorarono lente, godendo di quegli ultimi attimi a loro concessi con la calma che avevano consumato in quell'atto tanto sconsiderato quanto, come seguitavano a ritenere - e nessun ripensamento li avrebbe deviati -, indispensabile.
E lì, dalla vetta del mondo, le luci soffuse che coloravano il nero della notte sembravano gli ingranaggi guasti di un orologio stridente, le cui lancette, troppo lunghe per stabilirne l'origine e la fine, segnavano un punto morto.
Con le mani strette fecero il passo - dopo tanti fatti in direzioni giuste e sbagliate - che li avrebbe condotti alla fine dell'itinerario che loro stessi avevano tracciato su un foglio impalpabile di gas tessuti insieme e quel poco di fantasia che ancora permetteva loro di sognare.
E poi precipitarono giù, giù, sempre più giù.
Fino a sparire.

Postato alle 15:02 - Link al post - Link - commenti (2)

Giovedì, 30 Ottobre 2008
In:



Ci risiamo,ogni volta che alla sinistra non piace una legge, si agita lo spauracchio del referendum. Una volta l'IDV per il lodo Alfano,ed ora i democratici per il Dl Gelmini.Come finirà?? Il referendum per far parlare di questi due partiti si farà, e importando poco a tanti, ed essendo la maggiornaza del popolo a favore, come sempre non si raggiungerà il quorum, e a rimetterci ancora una volta sarà il popolo italiano tutto che dovrà pagare le spese per l'organizzazione del referendum!! RISPARMIACELO MALEDETTO “WATER”!!


**e basta dare la colpa agli studenti di dx nei tafferugli del giorno 29/10,caro “Water”,il monopolio,nel rompere e devastare sempre tutto in occasione di manifestazioni,non ce l'ha solo la sinistra! L'idiota c'è dapertutto! E tu dovresti saperlo meglio di tutti! IPOCRITA!!**


Postato alle 20:48 - Link al post - Link - commenti (2)



ar