Parlando con Roberto [1]

Quando si è costretti a inattività forzata si usa dire che ogni cosa, attività, interesse, lettura è meglio di niente : forse è cosi' anche per me. Anche s

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VOGLIOVOLERE
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Messaggio 31 Luglio 2009, 12:10   Parlando con Roberto Rispondi citando
Quando si è costretti a inattività forzata si usa dire che ogni cosa, attività, interesse, lettura è meglio di niente : forse è cosi' anche per me. Anche se mi sono sforzato in questi ultimi lunghissimi giorni di vivere "normalmente" e con qualche sforzo persino "decentemente".
Ma proprio i due ultimi giorni trascorsi in un letto d'ospedale hanno avuto un ospite...inatteso.
Sì, la lettura , frenetica e appassionata dell'ultimo libro di Roberto Saviano, La bellezza e l'inferno, è stata, pur in una persona come me abituata a vivere con 3-4 libri mediamente sotto gli occhi, sorprendente, inattesa, commovente, appassionata.
Lo scorrere delle parole mi ha proiettato dentro una realtà che faceva di Saviano non uno scrittore lontano, famoso, inaccessibile, ma una presenza fisica, materiale, concreta, lì proprio in quel posto. Mi sembrava quasi di scorgere la sua presenza , seduto vicino al mio letto a raccontarci le nostre cose, a confrontare le nostre realtà, a criticarci a vicenda punti di vista e impressioni.
Dopo non so quanto tempo avevo davvero quasi una necessità somatica e non soltanto intellettuale di mischiare le mie parole alle sue, di rubare e farmi rubare qualcosa di profondo, di sentire dentro impressioni ed emozioni. E naturalemente di scaricare fuori le mie.
Di misurare il suo sguardo con il mio , la mia indignazione con al sua, la mia voglia di descrivere il mondo per capovolgerlo con la sua volonta'/coraggio di informare per cambiare le persone.
Un bisogno impellente di misurare le mie certezze -poche- e i miei dubbi-tanti- con quell'ansia costruttiva che ho colto nella lettura delle parole di Saviano. Anzi, di Roberto, perche' è cosi' che vorrebbe essere chiamato.
Potra' sembrare strano che la lettura di un libro avvicina persone cosi' distanti e che chissa' quando avranno possiblità e occasione per incontrarsi e parlarsi. per scambiarsi idee, impressioni, riflessioni.
Pero' è accaduto.
E mi piacerebbe accadesse anche ad altri. Magari a chi leggendo queste righe proverà la curiosità di cercare quel libro negli scaffali di una libreria e appropriandosi di quelle parole le conservasse nella mente e soprattutto nel cuore come un dono prezioso.
E come me ringraziasse Roberto per il suo coraggio ma soprattutto per l'immenso regalo che le sue parole ci fanno ogni giorno.
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iRiS_cOcCiNeLLa
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Messaggio 01 Agosto 2009, 09:44   Rispondi citando
già comprato ovviamente... e portato nella valigia, anche se prima devo finirne un altro. Sono contenta ti sia piaciuto, non vedo ancora di più l'ora di leggerlo. Io adoro Saviano e non so cosa darei pur di incontrarlo un giorno o boh trovare il modo per parlare con lui. E' uno scrittore- giornalista che sento molto vicino e non solo perchè parla di una realtà a me vicina, ma per il modo che ha di raccontare le cose e soprattutto per il coraggio che ha avuto e continua ad avere, per la sua voglia e determinazione di rivoluzionare il mondo o almeno determinati mondi. Spesso non ci rendiamo conto che basterebbe solo qualche persona in più come lui... i luoghi comuni e lo scrollarsi da ogni responsabilità, l'indifferenza e il far finta di non vedere e non sapere alimentano solo un circolo vizioso. Se tutti continueranno a credere che non si può far nulla.. non andremo molto lontano. Mi sbrigo a finire il libro che sto leggendo... così poi mi gusterò il mio amato Roberto.
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coccinella sei volata fino a qui ti ha portata forse il vento o la fortuna sei venuta a vedere l'amore come si fa...
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Messaggio 01 Agosto 2009, 10:50   Senza dubbio..... Rispondi citando
Speravo ma sapevo che tu avessi o ti proponessi di leggerlo !!!! In fondo un po' ti conosco.....
Avremo tempo e modo per parlarne assieme...e chissa' se il tuo ( e il mio...!!!!) desiderio...non verra' esaudito.....
Ma adesso vediamo se tu conosci un po' me....quale capitolo mi è piaciuto di piu' ?
Ciao a presto un bacio
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iRiS_cOcCiNeLLa
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Messaggio 15 Agosto 2009, 14:02   Rispondi citando
Eccomi qui...
Ho iniziato a leggere il libro durante le vacanze e ne sono entusiasta. Adoro ogni giorno di più quest'uomo, il suo modo di scrivere, le sue idee...
Mi sono venuti i brividi leggendo l'introduzione, in cui un pò mette a nudo le sue paure, la sua parte più umana, in cui racconta della forza che lo spinge ancora a scrivere nonostante le critiche e nonostante le minacce. Leggendola mi sono sentita quasi impotente... ho sentito il forte desiderio di trovare un modo di mettermi in contatto con lui, di fargli sapere quanto l'ammiri, quanto mi affascina ogni cosa di cui parla, il modo in cui ne parla. Mi sento quasi ipnotizzata, sotto un incantesimo tanto da recarmi in libreria a comprare qualche libro di Camus "uno scrittore che ama molto".
Tornando al libro... Ho letto i primi tre capitoli... tra questi ci sono sottocapitoli su cui mi sono soffermata di più, quasi a volerne cogliere ogni sfumatura...
Prima tra tutti, la ormai strariletta "lettera alla mia terra"... del resto è anche la mia terra, una terra che ho conosciuto meglio grazie al libro di Saviano, una terra mia, una terra che vorrei fosse solo lo scenario di un libro, di un film, ma che al tempo stesso difenderei come Saviano ad ogni costo da tutto e tutti, forse anche da se stessa. Ed è senza dubbio qualcosa che ci lega... l'amore per la nostra città, per la nostra regione, la nostra storia, arte... al contrario di quanti additano questo scrittore come un traditore, come qualcuno che non può amare la sua "patria" perchè ne parla male. Io so, lo sento, lo leggo, lo percepisco, che dietro ogni singola parola si cela l'infinito amore, l'infinito rispetto per questa terra che per fortuna non è solo camorra, non è solo faide, non è solo droga, scippi. Di certo non è stato Gomorra a far si che i media parlassero 3 giorni di un caso di cronaca nera a Napoli e che solo si accennasse ad uno verificatosi altrove. Non ha di certo creato Saviano il "mito" Napoli=camorra, anzi sono sicura che si arrabbia quanto me di fronte a cotanto generalizzare.
Del capitolo "uomini" ho apprezzato molto le pagine dedicate a Biagi e a Beppino Englaro, in cui ho ritrovato molte mie idee e pensieri.
Sono sicura però che come me sei rimasto affascinato da alcune frasi contenute in "La verità nonostante tutto esiste" e che mi limito a riportare.


"Verità è ciò che più mi ossessiona. E' l'ossessione del mio libro. La verità non è misurabile: parametri, prove, risultati di indagine non dicono mai la verità, ma si avvicinano a essa, ne circoscrivono il campo. Ciò che forse si è in grado di valutare è la possibilità di riuscire ad articolare la verità, i suoi spazi, i suoi perimetri, le condizioni in cui si genera. Comprendere lo spazio che è dato alla ricerca, alla riflessione, al percorso per poter raggiungere una verità, argomentarla, trovare il modo di dirla. E soprattutto trovare gli strumenti per metterla a fuoco, trovare il punto di vista che non rende semplice ciò che è complesso, ma che lo renda visibile e leggibile. Perchè la verità,qualsiasi verità, va innanzitutto letta. Quanto spazio oggi ha la verità, il racconto di essa? Le verità più palesi, quelle più nascoste, riescono a essere rivelate?..... Come valutare lo stato della verità in Italia? Lo stato della possibilità di dirla, di rintracciarla? Il livello di percezione sismica della verità in questo Paese, il suo battito fioco è rinvenibile nel polso di molte situazioni ignorate, appena sfiorate nelle cronache locali, lasciate come picchi isolati: episodi trascurabili per chi interpreta il tracciato. ..... Ci sono luoghi e situazioni dove non è possibile pronunciare dei nomi, dove il solo fare il proprio lavoro inizia a essere un elemento che espone al pericolo. Dove ciò che dovrebbe essere semplice come indicare un errore, segnalare un disastro, decidere di denunciare o soltanto dirlo, chiederlo, pretenderlo, comporta sacrificio. Rischio. Fuga. Pericolo di morte. Questo accade in Italia. C'è da chiedersi , e me lo chiedo spesso, se è la rabbia che mostra soltanto il male, come se generasse uno strabismo dello sguardo orientato verso qualcosa che vive nascosto, e la rabbia lo scova. Come se ciò che ti gira nello stomaco, simile a una bestia chiusa al buio che non riesce a trovare vie di fuga, ti imponesse di non pensare ad altro, ti condannasse all'ossessione di pensare a ciò che non si può esprimere, pensare a come si possa esistere stretti tra poteri sempre più invasivi che non ti permettono di vivere come vorresti. Ma ignorarlo, ignorare tutto questo è impossibile. ... Bisognerebbe pretendere che si moltiplichino racconti per conoscere e capire come unica condizione per prendere piena cittadinanza in questo Paese, per capire davvero quali dinamiche lo governano, per conoscere cosa accade al di là dei tafferugli della politica."


E ancora: "Chiudo con un racconto di Salamov. Salamov si trovava in un gulag, e nella sua baracca avviene un'ispezione. La polizia chiede di consegnare tutta una serie di cose esterne al proprio corpo: gli arti artificiali, le dentiere, tutte le protesi. E allora fra questi prigionieri c'è chi si toglie la dentiera, chi si leva l'occhio di vetro, chi si smonta la gamba. Ma Varlam Salamov è molto giovane, è sano, e quindi la polizia scherzando dice:"Tu cosa ci consegni?". E lui fermo:"Niente". Allora dice la polizia:"Tu ci consegni l'anima". Salamov risponde così, d'istinto:"No, io l'anima non ve la consegno". Al che quelli continuano:"Un mese di punizione se non ce la consegni".
"No, non ve la consegno."
"Due mesi di punizione se non ce la consegni."
"Io l'anima non ve la do."
"Quattro mesi di punizione" che nei Gulag significa quasi la morte certa.
"L'anima non ve la do."
Dopo i quattro mesi di punizione, Salamov sopravvive e scriverà:
"Io per tutta la vita non avevo mai creduto di avere l'anima"."



Ho scritto come mio solito di getto, senza rileggere, spero di non aver commesso strafalcioni o simili. In attesa della tua risposta ti lascio un bacio e un forte abbraccio.

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Messaggio 16 Agosto 2009, 07:38   Ossa di cristallo Rispondi citando
Dalle tue parole apprendo che sei arrivata al 3° Cap. Beh per svelare il mistero delle pagine che mi sono piaciute di più, all’interno di un libro che mi ha davvero catturato totalmente, devi andare un po’ più avanti.
Il capitolo è intitolato “Ossa di cristallo” . E’ la storia di Michel Petrucciani, straordinario e geniale musicista jazz, uomo minato nel fisico da una malattia deformante delle ossa che lo condurrà alla morte in età giovanissima .
Descrivendo cosa era la musica per uomo che suonava per vivere e viveva soffrendo Saviano usa parole bellissime che forse qualche volta hai letto scritte da me con minore capacità letteraria ma con identica passione…..

“…..la musica per Michel è vita, la vita stessa, non il suo più nobile surrogato, è l’infinita ricchezza del creato di cui conosce il valore e la bellezza. Per lui le note equivalgono a colori ……e grazie alla musica Michel non riesce soltanto a far passare in secondo piano come è fatto….ma è in grado di ottenere dalla vita tutto quel che chiunque altro avrebbe desiderato….”

E’ la lezione più vera e profonda di un artista assoluto. E Saviano ne coglie stupendamente bene il senso.
E’ la “ Dea Musica “- come diceva Miles Davis, che ci proietta dentro il mondo dei nostri sogni più segreti e preziosi. E’ lei che ci distacca dalle angosce e dai dolori delle nostre esistenze regalandoci istanti di assoluta estasi.

Tu non lo ricorderai , vista la tua giovane eta’, ma altri come me ricorderanno il “Black-Out” alla radio o alla televisione che qualche decennio fa accompagnava la ricorrenza dei Defunti o il Venerdi’ Santo.
Mia nonna era invece solita , proprio in quei giorni, farmi ascoltare qualche romanza o un’ aria di qualche opera perché voleva che io bambino non pensassi alla tristezza di quei giorni di lutto.
Mi è rimasta per sempre conficcata nell’anima l’idea, o meglio la sensazione, della musica come strumento per esplorare nuovi confini e nuovi territori proprio quando tutto attorno a noi pare tingersi di nero.
Quelle note che equivalgono a colori, come scrive Saviano, ci aiutano a colorare d’azzurro ogni momento grigio, triste e malinconico.
Quando proprio sembra tutto troppo brutto attorno a noi ci sono gli amici…Miles Davis, John Coltrane, Herbie Hancock, Wayne Shorter, Michel Petrucciani..e tanti altri pronti con le loro note ad accarezzarci dolcemente l’anima…..

Ciao un bacio
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