Oggi parliamo di fiabe... [3]

La favole sono uno spasso nel nuovo film Biancaneve e la vendetta degli 007 nani. Il cartone animato, in uscita al cinema il 2 ottobre, è la parodia dei cl

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Daniela89
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Messaggio 01 Marzo 2012, 22:55   Rispondi citando
La favole sono uno spasso nel nuovo film Biancaneve e la vendetta degli 007 nani. Il cartone animato, in uscita al cinema il 2 ottobre, è la parodia dei classici Disney ed è è il sequel di Cenerentola e gli 007 nani. Stavolta al centro della storia c’è Biancaneve, alle prese con Lady Vain, la nuova moglie di suo padre. Ci sono anche Cappuccetto Rosso, Riccioli d’oro, la Bella Addormentata nel Bosco, Pinocchio…. Le loro storie non sono più quelle di una volta!


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Daniela89
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Messaggio 01 Marzo 2012, 23:09   Rispondi citando
[/b]C'era una volta un falegname di nome Geppetto. Aveva costruito un

burattino di legno e l'aveva chiamato Pinocchio. "Come sarebbe bello se fosse un bambino

vero!" sospirò quando finì di dipingerlo. Quella notte, una buona fatina esaudì il suo desiderio.

"Destati, legno inanimato, la vita io ti ho donato!" esclamò toccando Pinocchio con la bacchetta

magica. "Pinocchio, dimostrati bravo, coraggioso, disinteressato," disse la Fata, "e un giorno

sarai un bambino vero!" Poi, rivolta al Grillo Parlante: "Io ti nomino guida e consigliere di

Pinocchio," aggiunse prima di svanire tra mille bagliori di luce. Figurarsi la gioia di Geppetto

quando scoprì che il suo omettino di legno poteva muoversi e parlare! La mattina dopo lo

mandò a scuola. "Addio figliolo, torna presto!" Pinocchio, disubbidiente, andò invece da

Mangiafuoco, un burattinaio che promise di renderlo famoso. Si divertì molto a cantare e

ballare con le altre marionette. Ma, finito lo spettacolo, Mangiafuoco lo chiuse in una gabbia.

All'improvviso, ecco apparire la Fata Azzurra: "Perchè non sei andato a scuola?" gli chiese.

Pinocchio rispose con una bugia e subito il suo naso cominciò a crescere... Solo quando disse

la verità, la Fata lo liberò e il naso ritornò normale. Tornando a casa, Pinocchio vide una

diligenza carica di ragazzi festanti. Il postiglione gli disse che era diretta al Paese dei Balocchi,

dove i bambini potevano fare tutto quello che volevano. "Pinocchio, torna indietro!" lo rincorse

il Grillo. Ma il burattino non lo ascoltò. Lì Pinocchio fece amicizia con Lucignolo: i due

mangiavano dolci a più non posso e si divertivano moltissimo. Ma ben presto scoprirono che i

ragazzi svogliati e maleducati che finivano in quel paese venivano tramutati in asinelli.

Quando anche a lui spuntarono due orecchie lunghe e la coda, Pinocchio scappò disperato,

seguito dal fedele amico Grillo. Insieme, tornarono poi alla casa di Geppetto, ma non

trovarono nessuno. "Chissà che cosa gli sarà accaduto!" In quel momento, una colomba portò

loro un messaggio: Geppetto, mentre cercava Pinocchio, era stato inghiottito da una balena e

adesso era suo prigioniero. "Voglio salvarlo!" decise il burattino. Giunto al mare, si tuffò e sul

fondo trovò il babbo nella pancia della balena. Ma come uscire di là? Accesero allora un gran

fuoco: il fumo fece starnutire la balena, che spalancò la bocca. Pinocchio e Geppetto

scapparono su una zattera. Il burattino aiutò il suo babbo a nuotare in mezzo alle altre onde:

giunti a riva però, per il grande sforzo svenne. Addolorato, Geppetto lo portò a casa. Ma la

Fata risvegliò Pinocchio e, come promesso, premiò il suo coraggio e la sua bontà

trasformandolo in un bimbo vero!




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Messaggio 01 Marzo 2012, 23:17   POLLICINO Rispondi citando
Un boscaiolo e sua moglie, non avendo più di che sfamare i loro sette figli, decidono di abbandonarli nel bosco. Il più piccolo dei fratelli, Pollicino, avendo udito per caso la conversazione dei genitori, si riempie le tasche di sassolini bianchi. Il giorno dopo, quando i genitori conducono i figli nella foresta con una scusa, Pollicino lascia cadere i sassolini dietro di sé; seguendo questa traccia riesce a riportare i fratelli a casa. Il giorno dopo la cosa si ripete, ma questa volta Pollicino ha a disposizione, per segnare il sentiero, solo briciole di pane, che vengono mangiate dagli uccelli.



I sette fratellini, perduti nel bosco, chiedono ospitalità in uno stupendo palazzo. La padrona di casa decide di accoglierli, ma li avverte che il marito è un Orco che mangia i bambini, e nasconde i sette fratelli con cura per proteggerli. Quando il marito rientra, però, sente odore di "carne fresca" e presto scopre gli intrusi, decidendo di mandarli a morte il giorno successivo.Nel frattempo Pollicino scopre che l'Orco ha sette figlie, che egli ama tanto da aver donato a ciascuna di loro una coroncina. Nottetempo, si introduce nella camera delle orchette, sottrae loro le corone, e le appoggia sulla testa dei propri fratelli.



L'Orco, svegliatosi nella notte con l'intento di sgozzare i bambini, viene tratto in inganno dalla "sostituzione" e sgozza le proprie figlie. Pollicino e i suoi fuggono e l'Orco, avendo scoperto della tragedia avvenuta a causa dell'astuzia di Pollicino, indossa gli stivali delle sette leghe per raggiungere i bambini in fuga. Anche questa volta Pollicino lo supera in furbizia; aspettando che l'Orco si addormenti, Pollicino gli ruba gli stivali e torna dalla moglie dell'Orco. Le racconta che l'Orco è stato rapito dai briganti che vogliono un riscatto. La donna dà tutto l'oro che possiede a Pollicino, che può tornare con i fratelli dal padre con denaro sufficiente a liberarli per sempre dalla fame.



Diamo un senso moderno alla favola in questione: Pollicino fa venire in mente le ingiustizie che ancora oggi troppi bambini subiscono, tutta l’infanzia abbandonata, tradita, maltrattata dai più forti, dagli adulti, in molte parti del mondo. Anche dietro l’angolo di casa nostra a volte si può nascondere un bambino che chiede aiuto in silenzio, con il suo sguardo. Anche dietro agli alberi del nostro parco cittadino si può nascondere un orco. I nostri bambini devono avere la possibilità di attraversare il bosco senza paura, devono imparare a superare le difficoltà, anche con la fatica e superando delle prove inevitabili nel percorso di crescita. Il nostro compito è quello di dare loro un “pezzo di pane” da poter sbriciolare per non perdersi e tanto amore e comprensione. Una volta superato il bosco il distacco è inevitabile, ma se i nostri insegnamenti ed i nostri consigli sono stati buoni…il finale della favola di Pollicino si realizzerà: i bambini non vivranno più di stenti fisici, affettivi e morali, ma torneranno a trovarci con il loro “tesoro”. attraverso i racconti , i bambini riescono ad affrontare con serenità paure interne ed esterne e si rivelano istruttivi per la risoluzione di problemi interiori e delle pulsioni vissute attraverso l’acquisizione delle proprie risorse. Attraverso la trattazione di temi attuali delle favole e fiabe, il bambino trova risposta al suo stato emotivo di quel preciso momento e ha chiarimenti sulla propria vita reale. Non bisogna nascondere gli aspetti negativi di favole e fiabe da parte di chi le racconta, perché il bambino nella sua realtà non vivrà “rose e fiori” , ma si troverà a dover gestire ostacoli ai quali dovrà essere preparato.E’ importante considerare che versi i sei anni, il bambino inizia a strutturare il Super Io , quindi entra in gioco l’etica, la morale: il bambino deve capire la morale della favola per poterne fare uno strumento di educazione; per questo si immedesima nel protagonista, che è portatore di morale. Fiabe e favole vengono considerate come lezioni di vita: anche se raccontano di pericoli imminenti e episodi violenza, il bambino può conoscere il senso del bene e del male. La fine delle fiabe “e vissero felici e contenti” porta rassicurazioni sulle difficoltà: sono presenti ma superabili anche grazie all’aiuto degli altri.


Le fiabe non sono semplici racconti, ma insegnano molto...



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Messaggio 01 Marzo 2012, 23:51   IL RE LEONE Rispondi citando


Benvenuti nella Terra del branco, dimora di alcuni dei più gloriosi animali dell'Africa. Io Sono Rafiki e voglio raccontarvi la storia di un leone, un leone che occupa uno spazio molto particolare nel mio cuore.Ogni mattina, quando il sole spunta all'orizzonte, un gigantesco sperone roccioso cattura i primi raggi di luce. E' la "Rupe dei Re", dimora del mio buon amico, il Re Mufasa e della sua adorata sposa la Regina Sarabi.
Una mattina, tutti gli animali provenienti da ogni angolo della Terra del Branco, si erano radunati alla Rupe del Re per onorare la nascita del loro primogenito, Simba. Io Presi parte alla cerimonia con un compito speciale. Spaccai in due una zucca, vi immersi il dito e feci un segno sulla fronte di Simba. Quindi sollevai in alto il futuro re perchè tutti potessero vederlo. Gli elefanti fecero squillare le loro proboscidi come trombe, le scimmie saltellarono su e giù e le zebre batterono con gioia i loro zoccoli sul terreno.



Non lontano dal luogo della cerimonia, in una caverna dietro la Rupe dei Re, un accigliato leone dalla nera criniera bonfonchiava:"La vita a volte è ingiusta, non è vero? io non diventerò mai re". Era Scar, il fratello di Mufasa, geloso della posizione di Simba quale futuro sucessore al trono. Pochi istanti dopo, Mufasa giunse all'ingresso della caverna." Sarabi ed io non ti abbiamo visto alla presentazione di Simba". Comparve anche Zazu, il fidato consigliere di Mufasa. "Avresti dovuto essere in prima fila". "Ero il primo della fila finchè non è nato quel micio spelacchiato". Detto questo, Scar uscì sprezzante dalla caverna. In poco tempo, Simba divenne un leoncino robusto e giocherellone.



Una mattina presto lui e Mufasa salirono sulla sommità della Rupe dei Re. Mentre osservavano il sorgere del sole, Mufasa indicò i raggi che andavano illuminando la Terra del Branco. "Guarda, Simba. Tutto ciò che è illuminato dal sole è il nostro regno". Simba percorse l'orizzonte con lo sguardo e notò in lontananza una macchia scura. "Ed i posti all' ombra, allora?" "Quelli sono oltre i nostri confini. Non ci devi mai andare, Simba". "Ma credevo che un re potesse fare ciò che vuole". "Essere re vuol dire molto di più che fare quello che vuoi. Tutto ciò che vedi coesiste grazie ad un delicato equilibrio. Come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature, dalla piccola formica alla saltellante antilope. Siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita". Più tardi, rimasto solo, Simba incontrò Scar. "Ehi, zio Scar, indovina? Io sarò re della Rupe dei Re. Il mio papà mi ha appena fatto vedere il regno. E io lo comanderò tutto quanto". Scar guardò astutamente il cucciolo di leone. "Ti ha fatto vedere cosa c'è dietro l'altura del confine Nord?" "beh, lì no. Ha detto che non ci posso andare". "Una decisione assolutamente sensata. E' troppo pericoloso. Solo i leoni più coraggiosi ci possono andare. Promettimi di non andare mai in quell'orribile posto". Quando simba tornò a casa, vi trovò la sua amica Nala e la madre di lei, Serafina, venute a far visita a Sarabi. "Vieni! Ho appena saputo di un posto fantastico". Le madri diedero ai due cuccioli il permesso di uscire, a patto che con loro ci fosse anche Zazu. Simba e Nala si misero a correre per la Terra del Branco nel tentativo di distanziare il loro baby-sitter, facendosi inseguire in mezzo ai branchi di animali finchè non lo seminarono. Liberatisi di Zazu, i cuccioli cominciarono a giocare alla lotta. Nala, con una finta prese Simba alle spalle e lo atterrò. insieme ruzzolarono giù per il pendio finendo in un oscuro crepaccio pieno di teschi e ossa di elefante. "Whoa!" Simba si guardò intorno e trasalì. "Ci siamo! Ce l'abbiamo fatta!" Ma Prima che i cuccioli potessero iniziare l'esplorazione, furono raggiunti da Zazu. "Oh, Accidenti!" "Avete superato largamente i confini della Terra del Branco. Ed al momento direi che siamo tutti in grave pericolo".



D'un tratto tre iene sbucarono fuori dagli occhi di un teschio d'elefante. Spaventati, Simba, Zazu e Nala fecero un balzo indietro. Erano Banzai, il suo compare Shenzi e lo sghignazzante Ed. Banzai ridacchiò."Un trio di intrusi". Zazu cercò di portare i cuccioli in salvo, ma Banzai lo afferrò per le penne della coda e lo bloccò a terra. Le iene circondarono le loro prede leccandosi i baffi. "Che fretta c'è? Saremo molto felici di avervi a cena". Mentre le iene discutevano su chi mangiare prima, Simba, Nala e Zazu sgusciarono via quatti quatti. Ma le iene non rimasero distratte a lungo. Si misero al loro inseguimento costringendo Simba e Nala a correre a più non posso. Alla fine i cuccioli tentarono di nascondersi in mezzo ad alcune ossa d'elefante. Ma inutilmente! E proprio quando per i due sembrava essere giunta la fine, Comparve Mufasa che con una zampata mandò le tre iene zampe all'aria. "Se vi avvicinate di nuovo a mio figlio...". Le iene sgusciarono via con la coda tra le zampe e Mufasa guardò Simba. "Hai disobbedito a tuo padre. Mi hai molto deluso". Mufasa mandò a casa Nala e Zazu per poter parlare da solo con suo figlio. Simba sbirciò su verso suo padre. "Stavo solo cercando di essere coraggioso come te". "Essere coraggiosi non significa andare in cerca di guai". "Papà? Siamo amici, vero? E staremo sempre insieme. vero?" Mufasa guardò il cielo stellato. "Simba, lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le stelle. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo, ricorda che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io".



Nel frattempo le iene ricevettero la visita di Scar, che adirato emerse dal buio della loro tana. "Vi avevo consegnato quei cuccioli su un vassoio d'argento e non siete stati capaci di sistemarli a dovere". "Beh, non è che quei cuccioli fossero proprio soli, Scar". Banzai sghignazzò. "Già cosa potevamo fare, uccidere il re?" Scar lo fulminò con lo sguardo. "Esattamente". Il giorno seguente, Scar invitò Simba ad accompagnarlo nella gola. Quando vi giunsero, Scar si voltò verso il suo giovane nipote. "Ora aspetta qui. Tuo padre ha una magnifica sorpresa per te". Poco dopo averlo lasciato, Scar ordinò alle iene di lanciarsi contro un branco di gnu, per spingerlo verso Simba. Da lontano Mufasa notò il polverone sollevato dagli animali in fuga. Scar comparve al suo fianco. "La mandria è impazzita! Nella gola! Ho visto Simba laggiù!" Senza aspettare un secondo, Mufasa si lanciò in soccorso del figlio. Mufasa Balzò giù nella gola lanciandosi in una corsa forsennata contro il tempo. Trovò Simba e lo afferò, mettendolo in salvo su una vicina sporgenza rocciosa un attimo prima che il branco degli animali arrivasse a travolgerlo. Quindi venne investito dalla valanga impazzita degli gnu. Disperatamente cercò di issarsi su uno sperone roccioso sopra il quale c'era scar che lo stava guardando. "Fratello aiutami!" Scar si protese verso Mufasa, lo tirò a sè quanto bastò per sussurrargli all'orecchio: "Lunga vita al re!". Quindi lasciò la presa, facendo precipitare Mufasa verso la morte.Simba guardò oltre la sporgenza di roccia proprio nell'attimo in cui il padre veniva travolto dagli animali in fuga. Più tardi, Scar trovò Simba che singhiozzava accucciato accanto al corpo senza vita di suo padre. "E' stato un incidente. Non l'ho fatto apposta". "Ma il re è morto. E se non fosse stato per te, sarebbe ancora vivo. Cosa penserà tua madre?" Simba singhiozzò più forte. "Cosa posso fare adesso?" "Devi scappare, Simba. Scappa lontano e non tornare mai più". Simba fece come gli venne detto, senza sapere che suo zio aveva già dato ordine alle iene di ucciderlo. Scar tornò alla Rupe dei Re per prendere possesso del trono. Nel frattempo Simba si era addentrato nella savana senza cibo né acqua . E non passò molto tempo che si accasciò esanime al suolo sotto il sole infuocato.



Mentre gli avvoltoi volteggiavano sopra la sua testa, un facocero dal grande cuore di nome Pumbaa, si avvicinò al cucciolo di leone e si rivolse al suo fidato amico Timon, una mangusta dalla parlantina facile "E' così carino, e tutto solo. Possiamo tenerlo?" "Pumbaa, ma sei impazzito? I leonei mangiano quelli come noi!" Ma Pumbaa senza dargli retta, lo prese e lo portò in salvo. Quando Simba si svegliò, il primo pensiero che lo colpì fu la morte di suo padre. Timon gl'insegnò allora l'Hakuna Matata, un motto che significa: "bando alle preoccupazioni". "Devi sempre lasciare il passato dietro di te". E questo fu esattamente ciò che fece Simba. E rimase nella giungla con Pumbaa e Timon per molto, molto tempo finchè non diventò un leone grande e grosso. Ma alla fine gli venne una gran nostalgia del branco. Una notte, mentre guardava il cielo stellato, si ricordò le parole che suo padre gli aveva detto tanto tempo prima. "I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io".



Il giorno seguente, Pumbaa venne sorpreso da una leonessa. Simba accorse in suo aiuto. Ma la leonessa ebbe facilmente ragione anche di lui, atterrandolo con una finta. Fu in quel momento che Simba la riconobbe. "Nala? Che cosa ci fai qui?" "Perchè non sei tornato alla Rupe dei Re? Tu sei il re!" "Non sono io il re. Il re è Scar". "Simba, lui ha permesso alle iene d'impossessarsi della Terra del branco". "Cosa?". "Non c'é più cibo, non c'è più acqua. Se non farai qualcosa, moriranno tutti di fame. Sei la nostra unica speranza". "Non posso tornare". Simba gridò al cielo. "Avevi detto che mi saresti sempre stato vicino. Ma non è così. E' stata colpa mia!" Simba non si sentiva di sfidare Scar, così rimase nella giungla con Nala e i suoi amici. Ma io sapevo che per Simba era venuto il tempo di occupare il suo posto nel cerchio della vita e mi diressi verso la giungla. Quando Simba mi vide, rimase sorpreso. "Ma chi sei?" "La domanda è 'chi sei tu'?" "Credevo di saperlo. Ora non ne sono più tanto sicuro". "beh, io so chi sei. Sei il figlio di Mufasa. E' vivo! E te lo farò vedere. Segui il vecchio Rafiki. Lui conosce la strada". Guidai Simba fino allo specchio di una sorgente. Quando guardò nell'acqua, vide un leone. "Quello non è mio padre. E' solo la mia immagine". "No. Guarda con attenzione. Vedi, lui vive in te". Magicamente apparve lo spirito di Mufasa. "Guarda dentro te stesso, Simba. Tu sei molto più di quello che sei diventato. E devi prendere il tuo posto nel cerchio della vita". Incoraggiato dalle parole di suo padre, Simba s'incamminò verso la Rupe dei re, seguito da Nala, Pumbaa e Timon. Quella che vide arrivando era una terra arida e desolata: le iene ne avevano preso il pieno controllo. In quel momento Scar stava urlando contro la madre di Simba. Sarabi si girò verso Scar. "Dobbiamo lasciare la Rupe dei Re". "Non andiamo da nessuna parte. Io sono il re. Posso fare ciò...". "Se valessi solo la metà di quanto valeva Mufasa, non...". "IO VALGO DIECI VOLTE PIU' DI MUFASA!" Di colpo un lampo illuminò la Rupe sulla quale si stagliava Simba. Scar fece un balzo indietro. "Simba! Sono un po' sorpreso di vederti... ancora vivo". "Dammi una sola buona ragione per cui non dovrei farti a pezzi". Ma Simba fu costretto da Scar a confessare di fronte a tutti i leoni di essere stato lui a causare la morte di suo padre. Scar sogghignò. "Oh, Simba, sei di nuovo nei guai. Ma questa volta non c'è il tuo paparino a salvarti. E ora tutti quanti sanno perchè". Cadde un fulmine e appiccò il fuoco alla sterpaglia secca della Terra del branco. Simba scivolò nel pendio. Pregustando la sua fine, Scar gli confessò di essere stato lui a uccidere suo padre. Con uno sforzo immane Simba riuscì a issarsi sulla rupe e si lanciò contro Scar, mentre Nala e le altre leonesse si univano in battaglia disperdendo le iene. Senza più via di scampo, Scar supplicò suo nipote. "Simba, mi farò perdonare, te lo prometto. Come posso sdebitarmi con te?" "Vattene , vattene via, Scar e non tornare più". Scar fece per andarsene ma di colpo si voltò lanciandosi un'ultima volta contro Simba. Simba evitò l'assalto di Scar che nello slancio precipitò dalla rupe giù nella gola, dove aspettavano fameliche le iene. Zoppicando vistosamente, Simba raggiunse la sommità della Rupe dei Re e lanciò un possente ruggito mentre guardava quello che era il suo regno. Non passò molto tempo che la Terra del branco prese a rifiorire. Nala rimase al fianco di Simba e presto nacque il loro primogenito. Alla presenza di tutti i loro amici, inclusi Zazu, Pumbaa e Timon, ebbe luogo la celebrazione di una nuova vita. Dopo aver fatto un segno sulla fronte del cucciolo, lo sollevai in alto perchè tutti nel regno potessero vederlo.



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Messaggio 30 Marzo 2012, 14:08   Rispondi citando
Oggi vi posto una favola che ho letto piaciuta moltissimo!..si intitola..

IL SIGNOR TAZZINA



Eccola...

C' era una volta una signora cicciona...» No! Così non va bene! Riproviamo. Ecco, sì: «C'era una volta un bambino con i capelli blu...» Uffa! Non va bene neanche così! Ecco: «C'era una volta un signore freddoloso...» Basta! Oggi non ho idee, non se ne fa niente. Forse è meglio se vado al cinema! Il disegnatore, assorto nei suoi cupi pensieri, uscì di casa sbattendo la porta. Lasciò sulla scrivania una gran confusione di fogli, penne, matite, colori e tante idee abbandonate.

Quando un colpo di vento entrò dalla finestra, gli schizzi volarono per tutta la stanza e poi planarono sul pavimento, piano piano. «Ehi! Che cos'è questa corrente? Qualcuno chiuda la finestra!» La vocina veniva da un tipo buffo, con un berretto in testa e una grossa sciarpa arancione avvolta attorno al collo. Un tipo buffo disegnato e colorato su uno dei tanti foglietti volanti. Il personaggio creato dal disegnatore era pronto ad affrontare l'avventura della sua vita. Ma non sapeva ancora qual era la storia che doveva interpretare... Sì, era un personaggio senza una storia.

E senza un' altra cosa, anche. Se ne accorse subito, non appena si guardò allo specchio: gli mancava un orecchio! «Vuoi vedere» disse il personaggio «che quello sbadato di un disegnatore si è dimenticato di farmelo?» Ma poi, senza più pensare all' orecchio mancante, decise di esplorare la città che il disegnatore distratto aveva immaginato e poi disegnato e colorato. Il personaggio passeggiava per la strada. E si accorse subito che tutti lo osservavano in modo strano.

Cercò di far finta di niente. Ma la gente parlottava e lo indicava, lo indicava e parlottava.E lui si sentì sprofondare. Sarebbe sparito, se solo avesse potuto. Ma non poteva. Era la sua storia. Alla fine ci fu qualcuno che alzò la voce per dire quello che pensavano tutti. «Guarda, mamma!» urlò un bambino. «Quell'uomo è una tazzina!» Tutti puntarono gli occhi sul personaggio, anche quei pochi che non si erano ancora accorti di niente. Poi puntarono anche le dita. «Ah ah ah, è vero, ha la testa come una tazzina! Ma è un marziano?» E un uomo molto dotto, forse un dottore, aggiunse: «Un rarissimo caso di deficienza auricolare!» Deriso e umiliato, il signor Tazzina (d'ora in poi lo chiameremo così) tornò a casa di corsa. Voleva nascondersi.

Solo e triste, rifletté sul suo destino bizzarro davanti a una tazza di latte. Si affacciò alla finestra mogio mogio e guardò le persone che passavano per la strada. A loro non mancava proprio niente. Però a guardare bene, erano un pò strane... Il signor Tazzina decise di analizzare con cura la situazione.

Quel tipo coi capelli in su, non sembrava una forchetta? E quella lì col mento in fuori e l'aria burbera era senz' ombra di dubbio un autentico bricco. E quell' altra signora con il collo lunghissimo, beh, era proprio identica a un cucchiaino.


In quel momento un urlo terribile echeggiò per la strada. «Aaaah! L'orecchio! Non ti ho fatto l'orecchio!» Era il disegnatore, che era tornato a casa e rovistando tra i disegni aveva trovato il personaggio. «Era ora di svegliarsi! Sempre con la testa per aria, voi che fate i disegni! Bello scherzo mi hai fatto!» disse il signor Tazzina. «Adesso mi chiamano tutti Tazzina!» «Scusa, scusa, hai ragione! Te lo disegno subito, l'orecchio. Aspetta, faccio in un attimo!» disse il disegnatore. «Fermo lì!» intimò il Tazzina. «Ormai il guaio è fatto, è troppo tardi per rimediare. E poi, guarda, quasi quasi comincio a piacermi anche così.» Il signor Tazzina aveva proprio ragione. Ormai era diventato famoso, e proprio per quell' orecchio mancante.


La gente gli si era affezionata perché era così originale. Il signor Tazzina pensò che poteva approfittare della sua fama per inventarsi un lavoro, e proprio il lavoro che gli piaceva di più. Che lavoro può fare uno che si chiama Tazzina, se non aprire un caffè? E fu proprio quello che fece. Con un' attrazione come lui al banco, il caffè era sempre affollato, a tutte le ore: per la colazione, all' ora di pranzo, per il tè, per l'aperitivo. In breve tempo il caffè del Tazzina diventò un posto molto alla moda. E qualcuno cominciò a portare certi strani berretti tutti ben calzati, per nascondere un orecchio... in perfetto stile Tazzina .
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Messaggio 11 Aprile 2012, 10:38   La storia della bambina che andò nel mondo delle Fate Rispondi citando
La storia della bambina che andò nel mondo delle Fate



[i]“Vera sentì una voce d’incanto che risuonò argentina e le disse: «Benvenuta nel giardino radioso!» La voce continuò: «Sì, parlo con te bambina bionda, che sei giunta nel mondo dei sogni e di fiaba! Devi sapere che questo è un mondo particolare. Di certo qui non è semplice entrare e molte cose son da imparare. Ricordati allora, ci vuole pazienza, e occorrono anche gioco e innocenza. Guarda nel bosco e vedrai una via, è la prima lezione dell’armonia»”.
“Quando vorrai ritornare in questo mondo dovrai imparare a riconoscere il segreto accesso attraverso il quale tu dovrai passare. A volte questo passaggio è una piccola porta, che magari è nascosta nella cavità di un albero, a volte è la tana di un coniglio tra l’erba verde, a volte è una piccola fessura nel muro, a volte è un arcobaleno che collega il cielo alla terra dopo i temporali, a volte è un sogno che ti permette di uscire dal corpo …”
“Volarono lungamente nello zaffiro e Vera si divertiva proprio a seguire la piccola stella verde che le faceva da guida, che a volte faceva dei lenti girotondi nell’aria, a volte rimaneva ferma ed a volte procedeva spedita come per fare una gara di velocità. Atterrò lievemente sull’erba e vicino a lei fece lo stesso la piccola cometa verde, che appena toccò il suolo prese l’aspetto di Fata Verdina.”
“Dovrai rimanere fedele alla gioia, all’amore ed alla libertà che hai conosciuto. Ed in ogni momento se saprai ascoltare, sentirai la nostra voce e, se saprai osservare, vedrai quello che altri occhi non possono vedere. E forse qualche volta, quando il tuo corpo dormirà immerso in un sonno profondo, potrai venire ancora a trovarci.”



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Messaggio 13 Aprile 2012, 21:49   Welcome Rispondi citando
Alice nel paese delle Meraviglie



Preferisci leggere la favola o viverla?

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Messaggio 16 Aprile 2012, 13:27   Rispondi citando

ehehe Ut...e vissero tutti felici e contenti..ah nooooooooo...quella è un'altra fiaba pardon..questa immagine mi ha distratta eheheh...era per mostrare la mia linea ispirata ad Alice..semplice e romantica e dolce..eheheh

Chi di noi non ha sognato almeno una volta di essere Alice???

Io si!...trovarmi in quel mondo fantastico e strambo...oddio..a dire il vero neanche qui si scherza ehehehe...mancano solo i conigli parlanti ma in compenso abbiamo tanti asini che volano...quindi non ci lamentiamo eheheh..

Cmq tanti pensano che le favole appartengano solo al pubblico dei più piccoli..invece No.. anche agli adulti piacciono le fiabe.



Era la fine dell'anno faceva molto freddo.



Una povera bambina camminava a piedi nudi per le strade della città.
La mamma le aveva dato un paio di pantofole, ma erano troppo grandi e la povera piccola le aveva perdute attraversando la strada.
Un monello si era precipitato e aveva rubato una delle pantofole perdute.

Egli voleva farne una culla per la bambola della sorella.
La piccola portava nel suo vecchio grembiule una gran quantità di fiammiferi che doveva vendere.
Sfortunatamente c'era in giro poca gente.. infatti quasi tutti erano a casa impegnati nei preparativi della festa e la poverina non aveva guadagnato neanche un soldo.

Tremante di freddo e spossata, la bambina si sedette nella neve.. non osava tornare a casa, poiché sapeva che il padre l'avrebbe picchiata vedendola tornare con tutti i fiammiferi e senza la più piccola moneta.
Le mani della bambina erano quasi gelate.
Un pochino di calore avrebbe fatto loro bene! La piccola prese un fiammifero e lo sfregò contro il muro.
Una fiammella si accese e nella dolce luce alla bambina parve di essere seduta davanti a una grande stufa!

Le mani e i piedi cominciavano a riscaldarsi, ma la fiamma durò poco e la stufa scomparve.
La piccola sfregò il secondo fiammifero e, attraverso il muro di una casa, vide una tavola riccamente preparata.
In un piatto fumava un'oca arrosto.... All'improvviso, il piatto con l'oca si mise a volare sopra la tavola e la bambina stupefatta, pensò che l'attendeva un delizioso pranzetto.
Anche questa volta, il fiammifero si spense enon restò che il muro bianco e freddo.
La povera piccola accese un terzo fiammifero e all'istante si trovò seduta sotto un magnifico albero di Natale.

Mille candeline brillavano e immagini variopinte danzavano attorno all'abete.
Quando la piccola alzò le mani il fiammifero si spense.

Tutte le candele cominciarono a salire in alto verso il cielo e la piccola fiammiferaia si accorse che non erano che stelle.
Una di loro tracciò una scia luminosa nel cielo: era una stella cadente.
La bambina pensò alla nonna che le parlava delle stelle.
La nonna era tanto buona! Peccato che non fosse più al mondo.

Quando la bambina sfregò un altro fiammifero sul muro, apparve una grande luce. In quel momento la piccola vide la nonna tanto dolce e gentile che le sorrideva.

Nonna, - escalmò la bambina - portami con te! Quando il fiammifero si spegnerà, so che non sarai più là. Anche tu sparirai come la stufa, l'oca arrosto e l'albero di Natale!
E per far restare l'immagine della nonna, sfregò uno dopo l'altro i fiammiferi.

Mai come in quel momento la nonna era stata così bella.
La vecchina prese la nipotina in braccio e tutte e due, trasportate da una grande luce, volarono in alto, così in alto dove non c'era fame, freddo né paura.
Erano con Dio.

Questa fiaba..mi intristiva da morire e non la volevo sentire ora che sono grande la leggo con piacere molta gente..durante l'inverno muore di freddo mentre altri si divertono al caldo il tutto perchè la nostra società rimane insensibile verso queste povere persone..ogni tanto una piccola una riflessione non fa male....ciao Me!!!
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Messaggio 26 Febbraio 2020, 16:46  Chat

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