Oggi parliamo di fiabe... [2]

//www.youtube.com/watch?v=l7UT6NEdW2M&feature=related Chi non si è mai sentito..almeno una volta nella vita un “brutto anatroccolo” alzi la mano?

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Messaggio 04 Gennaio 2012, 14:25   Rispondi citando


//www.youtube.com/watch?v=l7UT6NEdW2M&feature=related


Chi non si è mai sentito..almeno una volta nella vita un “brutto anatroccolo” alzi la mano?!?!

Una bella fiaba da leggere...

Il brutto anatroccolo




L’estate era iniziata; i campi agitavano le loro spighe dorate, mentre il fieno tagliato profumava la campagna.

In un luogo appartato, nascosta da fitti cespugli vicini ad un laghetto, mamma anatra aveva iniziato la nuova cova.

Siccome riceveva pochissime visite, il tempo le passava molto lentamente ed era impaziente di vedere uscire dal guscio la propria prole… finalmente, uno dopo l’altro, i gusci scricchiolarono e lasciarono uscire alcuni adorabili anatroccoli gialli.

- Pip! Pip! Pip! Esclamarono i nuovi nati, il mondo è grande ed è bello vivere!-

- Il mondo non finisce qui,- li ammonì mamma anatra,- si estende ben oltre il laghetto, fino al villaggio vicino, ma io non ci sono mai andata. Ci siete tutti? – Domandò.

Mentre si avvicinava, notò che l’uovo più grande non si era ancora schiuso e se ne meravigliò.

Si mise allora a covarlo nuovamente con aria contrariata.

- Buongiorno! Come va? – Le domandò una vecchia anatra un po’ curiosa che era venuta in quel momento a farle visita.

- Il guscio di questo grosso uovo non vuole aprirsi, guarda invece gli altri piccoli, non trovi che siano meravigliosi?-

- Mostrami un po’ quest’uovo. – Disse la vecchia anatra per tutta risposta. – Ah! Caspita! Si direbbe un uovo di tacchina! Ho avuto anche io, tempo fa, Questa sorpresa: Quello che avevo scambiato per un anatroccolo era in realtà un tacchino e per questo non voleva mai entrare in acqua. Quest’uovo è certamente un uovo di tacchino. Abbandonalo ed insegna piuttosto a nuotare agli altri anatroccoli!-

- Oh! Un giorno di più che vuoi che mi importi! Posso ancora covare per un po’. – Rispose l’anatra ben decisa.-

- Tu sei la più testarda che io conosca! – Borbottò allora la vecchia anatra allontanandosi.

Finalmente il grosso uovo si aprì e lascio uscire un grande anatroccolo brutto e tutto grigio.

- Sarà un tacchino! – Si preoccupò l’anatra. – Bah! Lo saprò domani!-

Il giorno seguente, infatti, l’anatra portò la sua piccola famiglia ad un vicino ruscello e saltò nell’acqua: gli anatroccoli la seguirono tutti, compreso quello brutto e grigio.

- Mi sento già più sollevata, – sospirò l’anatra, – almeno non è un tacchino! Ora, venite piccini, vi presenterò ai vostri cugini.-

La piccola comitiva camminò faticosamente fino al laghetto e gli anatroccoli salutarono le altre anatre.

- Oh! Guardate, i nuovi venuti! Come se non fossimo già numerosi!… e questo anatroccolo grigio non lo vogliamo! – Disse una grossa anatra, morsicando il poverino sul collo.-

- Non fategli male! – Gridò la mamma anatra furiosa – E’ così grande e brutto che viene voglia di maltrattarlo! – Aggiunse la grossa anatra con tono beffardo.- E’ un vero peccato che sia così sgraziato, gli altri sono tutti adorabili, – rincarò la vecchia anatra che era andata a vedere la covata.

- Non sarà bello adesso, può darsi però che, crescendo , cambi; e poi ha un buon carattere e nuota meglio dei suoi fratelli, – assicurò mamma anatra, -

-La bellezza, per un maschio, non ha importanza, – concluse, e lo accarezzò con il becco – andate, piccoli miei, divertitevi e nuotate bene!-

Tuttavia, l’anatroccolo, da quel giorno fu schernito da tutti gli animali del cortile: le galline e le anatre lo urtavano, mentre il tacchino, gonfiando le sue piume, lo impauriva.

Nei giorni che seguirono, le cose si aggravarono: il fattore lo prese a calci e i suoi fratelli non perdevano occasione per deriderlo e maltrattarlo.

Il piccolo anatroccolo era molto infelice. Un giorno, stanco della situazione, scappò da sotto la siepe.

Gli uccelli, vedendolo, si rifugiarono nei cespugli. “sono così brutto che faccio paura!” pensò l’anatroccolo.

Continuò il suo cammino e si rifugiò, esausto, in una palude abitata da anatre selvatiche che accettarono di lasciargli un posticino fra le canne.

Verso sera, arrivarono due oche selvatiche che maltrattarono il povero anatroccolo già così sfortunato.

Improvvisamente, risuonarono alcuni spari… le due oche caddero morte nell’acqua! I cacciatori, posti intorno alla palude, continuarono a sparare. Poi i lori cani solcarono i giunchi e le canne. Al calar della notte, il rumore cessò.

Il brutto anatroccolo ne approfittò per scappare il più velocemente possibile. Attraversò campi e prati, mentre infuriava una violenta tempesta. Dopo qualche ora di marcia, arrivò ad una catapecchia la cui porta era socchiusa.

L’anatroccolo si infilò dentro: era la dimora di una vecchia donna che viveva con un gatto ed una gallina. Alla vista dell’anatroccolo, il micio cominciò a miagolare e la gallina cominciò a chiocciare, tanto che la vecchietta, che aveva la vista scarsa, esclamò:

- Oh, una magnifica anatra! Che bellezza, avrò anche le uova… purché non sia un’ anatra maschio! Beh, lo vedremo, aspettiamo un po’!-La vecchia attese tre lunghe settimane… ma le uova non arrivarono e cominciò a domandarsi se fosse davvero un’anatra! Un giorno, il micio e la gallina, che dettavano legge nella stamberga, interrogarono l’anatroccolo:

- Sai deporre le uova? – domandò la gallina;

- No… – rispose l’anatroccolo un po’ stupito.

- Sai fare la ruota? – domandò il gatto;

- No, non ho mai imparato a farla! – rispose l’anatroccolo sempre più meravigliato.

- Allora vai a sederti in un angolo e non muoverti più! – gli intimarono i due animali con cattiveria.Improvvisamente, un raggio di sole e un alito di brezza entrarono dalla porta.

L’anatroccolo ebbe subito una grande voglia di nuotare e scappò lontano da quegli animali stupiti e cattivi.

L’autunno era alle porte, le foglie diventarono rosse poi caddero.

Una sera, l’anatroccolo vide alcuni bellissimi uccelli bianco dal lungo collo che volavano verso i paesi caldi. Li guardò a lungo girando come una trottola nell’acqua del ruscello per vederli meglio: erano cigni! Come li invidiava!

L’inverno arrivò freddo e pungente; l’anatroccolo faceva ogni giorno un po’ di esercizi nel ruscello per riscaldarsi. Una sera dovette agitare molto forte le sue piccole zampe perché l’acqua intorno a lui non gelasse: ma il ghiaccio lo accerchiava di minuto in minuto… finché, esausto e ghiacciato, svenne.

Il giorno seguente, un contadino lo trovò quasi senza vita; ruppe il ghiaccio che lo circondava e lo portò ai suoi ragazzi che lo circondarono per giocare con lui. Ahimè, il poveretto ebbe una gran paura e si gettò prima dentro un bidone di latte e poi una cassa della farina. Finalmente riuscì ad uscire e prese il volo inseguito dalla moglie del contadino.

Ancora una volta il brutto anatroccolo scappò ben lontano per rifugiarsi, esausto, in un buco nella neve.

L’inverno fu lungo e le sue sofferenze molto grandi… ma un giorno le allodole cominciarono a cantare e il sole riscaldò la terra: la primavera era finalmente arrivata!

L’anatroccolo si accorse che le sue ali battevano con molto più vigore e che erano anche molto robuste per trasportarlo sempre più lontano. Partì dunque per cercare nuovi luoghi e si posò in un prato fiorito. Un salice maestoso bagnava i suoi rami nell’acqua di uno stagno dove tre cigni facevano evoluzioni graziose. Conosceva bene quei meravigliosi uccelli! L’anatroccolo si lanciò disperato verso di loro gridando:

- Ammazzatemi, non sono degno di voi!-

Improvvisamente si accorse del suo riflesso sull’acqua: che sorpresa! Che felicità! Non osava crederci: non era più un anatroccolo grigio… era diventato un cigno: come loro!!

I tre cigni si avvicinarono e lo accarezzarono con il becco dandogli così il benvenuto, mentre alcuni ragazzi attorno allo stagno declamavano a gran voce la sua bellezza e la sua eleganza.

Mise la testa sotto le ali, quasi vergognoso di tanti complimenti e tanta fortuna: lui che era stato per tanto tempo un brutto anatroccolo era finalmente felice e ammirato.


PS:Le storie trasmettono sempre qualcosa...
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Messaggio 08 Gennaio 2012, 17:07   Rispondi citando
Eccomi a scrivere il seguito sui cartoni della mia adolescenza..

Pollicina



C'era una volta una donna non più giovanissima, che si sentiva tanto sola ed avrebbe voluto avere un bambino: andò da una strega del suo villaggio, che le diede un granello d'orzo, raccomandandole di seminarlo in un vaso e di curarlo.
Alcuni giorni dopo sbocciò uno splendido fiore, simile ad un tulipano: i petalisi aprirono e ne uscì una bambina bellissima, piccola come un pollice.La donna le diede il nome di Pollicina.
Per un po' di tempo Pollicina visse felice con la sua mamma umana. Una brutta notte entrò nella camera della donna, dove Pollicina dormiva in un guscio di noce, un brutto rospo femmina, che decise di rapire la ragazza per farne la moglie di suo figlio.
L'indomani Pollicina si risvegliò e vide cosa le era successo. Saltò su una foglia e si lasciò trasportare dal fiume, lontano dai due rospi.Ad un tratto giunse ronzando sopra Pollicina un maggiolino, che la afferrò e laportò via dalla foglia, nel suo nido. Ma gli altri maggiolini iniziarono aderiderla, perché era diversa da loro.
Pollicina se ne andò ed iniziò a vagare nella foresta. Visse tutta l'estate nella foresta, intrecciandosi le foglie per fare il letto, mangiando le bacche e bevendo la rugiada per dissetarsi. Ma poi arrivò l'inverno, cominciò a nevicare e Pollicina non trovò più niente da mangiare e da bere.
Stremata, uscì dalla foresta ed andò a bussare da una famiglia di topi, che viveva vicino ad un fienile. La accolsero con affetto, e Pollicina poté lavorare per loro per pagarsi vitto ed alloggio. Il vicino di casa della famiglia dei topi era una talpa, che si innamorò di Pollicina ma preferì per il momento stare zitto ed aspettare che lei si accorgesse di lui.
Nel frattempo Pollicina andava periodicamente a tenere in ordine anche la sua casa. Un giorno, fuori dalla casa dei Topi, trovò una rondine che sembrava morta. Pollicina la prese, la mise nel suo giaciglio, e cercò di scaldarla e di darle da mangiare.La rondine si riprese e ringraziò Pollicina.
Per tutto l'inverno Pollicina e la rondine vissero fianco a fianco. Alla fine dell'inverno la moglie del Topo le annunciò che doveva cominciare a prepararsi la dote, perché avrebbe sposato la Talpa. Pollicina era disperata.
Ritornò la primavera e la rondine ormai stava bene: Pollicina le confidò che non voleva sposarsi con la talpa.
Il giorno della partenza, la rondine, che era ormai forte, prese Pollicina sulla sua schiena,e la portò lontano, verso il cielo più azzurro.Ad un tratto la rondine arrivò in un regno fantastico, dove c'erano palazzi sontuosi, splendidi giardini, vie trafficate, tutte all'altezza di Pollicina.
C'era anche degli esseri, identici a lei in tutto e per tutto.
C'era un principe in quel regno, bellissimo, che chiese a Pollicina se voleva sposarlo. Pollicina capì di aver trovato la sua gente, finalmente. Diventò la regina di quel regno e visse felice e contenta con il suo principe.
La principessa sul pisello C'era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma doveva trattarsi di una principessa vera! Perciò si mise a viaggiare in lungo e in largo per il mondo, ma ogni volta non riusciva a decidersi: principesse ce n'erano un po' dappertutto, ma erano principesse vere? Non si riusciva mai a saperlo con sicurezza: ogni volta sembrava mancare qualche cosa. Alla fine decise di tornare a casa sua, ma era pieno di tristezza per non essere riuscito a trovare una principessa vera.
Una notte che c'era un tempo orribile, con fulmini, tuoni, e acqua a catinelle, qualcuno bussò alle porte della città, e il vecchio re andò ad aprire.
Fuori dalle mura c'era una principessa: Dio mio, la pioggia e il brutto tempo l'avevano conciata proprio bene! L'acqua le picchiava sui capelli e sui vestiti, entrava nelle scarpe dalle punte e ne usciva dai tacchi: eppure lei sosteneva di essere una vera principessa. "Questo si vedrà", pensò la vecchia regina, ma non disse nulla: andò in camera, tolse il materasso dal letto e mise sul fondo un pisello; poi prese venti materassi e li mise sul pisello, e sopra i materassi mise ancora venti grossi cuscini di piume. Quella sera la principessa dormì lì.
La mattina dopo le chiesero come aveva dormito. "Malissimo!", si lamentò la fanciulla, "non ho praticamente chiuso occhio per tutta la notte! Chissà cosa c'era in quel letto! Ero coricata su qualcosa di duro e mi sono fatta un enorme livido blu e marrone. È stato terribile!" Così capirono che era una principessa vera, perché aveva sentito il pisello attraverso venti materassi e venti grossi cuscini di piume.
Solo una principessa poteva avere una pelle così sensibile! Così il principe la prese in sposa, convinto finalmente di avere incontrato una vera principessa, e il pisello andò a finire in un museo, dove, se nessuno è venuto a rubarlo, lo si può vedere ancora.

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Messaggio 23 Febbraio 2012, 13:49   Rispondi citando
Quanti di noi ha delle fiabe.. cartoni..che sono rimasti nel cuore piu'di altri?

Io ne ho tantissimi.. in particolare serie animate..che posso dividere nelle fasi della mia crescita.. l'infanzia.. l'adolescenza e...il presente Wink


Questo post dovrebbe parlare di un viaggio fantastico verso il regno delle meraviglie..vediamo se ci riesco..



//www.youtube.com/watch?v=Hvn3Vpn9HTM

Cenerentola è la storia di una bellissima giovane che alle seconde nozze del padre.. viene privata del ruolo che le spetta nella famiglia e costretta a una vita di schiavitù domestica dalla crudele matrigna e dalle sorellastre che la odiano al punto di chiamarla solo col nomignolo "Cenerentola" (dalla cenere di cui la ragazza si sporca pulendo il camino).

Ed ora invece vi metto questo...




//www.youtube.com/watch?v=N-LhLFjmVz4&feature=player_embedded

Rapunzel..ovvero.. una rivisitazione in chiave umoristica ma anche romantica.. della fiaba dei fratelli Grimm Raperonzolo.

Ed ora la mia favola eheheh...




Biancaneve finisce a fare la cameriera a casa del principe e gli unici inca**ati sono i setti nani che hanno perduto una sguattera.

Eh si adoravo Ariel.. la sirenetta..ma oggi spererei che fosse Eric a diventare un mezzo-pesce.. invece di vedere lei trasformata in una bipede umana.
Oggi tifo per la strega di Biancaneve ed i nanetti che picconavano in miniera mi insegnavano quel concetto di proletariato che poi.. anni dopo.. ho compreso davvero.
Purtroppo mi sono dovuta arrendere al romanticismo di quella buffa utopia che chiamano "lieto fine".
Chissà se mia mamma mi metteva il valium nella bottiglina.. invece del latte e mi cantava "Bella ciao" invece della ninna nanna.
Poi..per fortuna è arrivato Tim Burton. E finalmente.. sono rinata...ehehehe

Ora mi chiedo ma perchè spesso vincono i cattivi nella realtà? e i buoni vincono solo nei cartoni animati...
Ve la immaginate Biancaneve incatenata al letto mentre Strega e Principe Azzurro se la spassano in qualche strano giochino sado-masochista? eheheh

OddiOddioOddio....Uttttttttttttttt adesso pure io ho stravolto le favole.
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ArcoDea
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Messaggio 23 Febbraio 2012, 19:12   Rispondi citando
Io ho sempre amato i cartoni disney, mi ricordo che ogni domenica mattina da piccola mettevo le cassette VHS nel lettore e decidevo cosa guardare a seconda della giornata! Smile
Comunque i cartoni che mi piacevano da matti e che mi piacciono ancora sono..

LA BELLA E LA BESTIA



LA SPADA NELLA ROCCIA



Poi LA SIRENETTA



Il mio preferito però è IL RE LEONE!! Amavo e amo ancora Mufasa e Simba Heart Heart !!!



PS Piango ancora a vederlo! Razz

Poi ce ne sarebbero tanti altri, ma quelli più significativi per me erano questi....

Un bacio!
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UtentE
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Messaggio 23 Febbraio 2012, 22:54   non dico certo che sia in malafede, però ... Rispondi citando
... torniamo seri, non mi sembra il caso di modificare la favola di

Biancaneve e i sette nasi



Morale: col piccone ti accontenti dello spinello, la neve è per i figli di papà.

La sirenetta



Morale: con una fìga, godi meglio e non abbocchi all'amo.

Il comunismo



Morale: se la rivoluzione non parte dalle quote rosa, la finite come i nasi di biancaneve.

La bella e la bestia



Morale: non è strano che ti piaccia il sesso orale, lo è aver bisogno di un confessionale per ammetterlo.

Cenerentola



Morale: se considerate ogni ragazza come una sorellastra, quando approverete l'incesto passerete la vita a bruciare ormoni e non basterà una carrozza o una principessa a salvarvi, perchè ormai vivete di càzzate, tipo che le principesse siano feticiste.

La testa nella sabbia



Morale: strunzi, potete suonare il clacson e scappare a 100 all'ora, tanto la fantasia per tenersi una spada nella roccia c'è l'ha quel coyone che gode meglio e non abbocca all'amo.

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son soli che lo sciolgono lentamente Anxious
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Messaggio 24 Febbraio 2012, 09:21   Rispondi citando
Bravooooooooooooo Utttttttttttttttt Applause cmq devi scrivere...anche la lista della spesa ma...scrivi perchè qualunque cosa esca dalla tua testolina è semplicemente fantastico!!!



Vediamo se invece la favola era così...eheheh



Biancaneve una ragazza buona..dolce e obbediente.minacciata.. piange e scappa e si rincuora capitando in una casetta ai limiti dell'anarchia.. ecco che può consolarsi pulendo e rassettando.

I nani vanno a lavorare e la sfamano..lei per ripagarli fa da badante e casalinga..con evidente attitudine materna.

E del resto.. è così bella..così dolce li impietosisce a tal punto che non possono non lasciarsi convincere ad ospitarla.

Così buona e ingenua che cade per due volte negli inganni della strega Grimilde.. adulta..perciò diabolica venendo salvata dall'intervento dei nani.. finchè la terza volta non ci cade con entrambe le scarpe.
Curioso notare la dicotomia dei personaggi femminili.. se sei giovane sei bella e buona...se hai qualche anno in più..sei diabolica e facilmente orrenda (la cattiveria si riflette sui loro volti).

Biancaneve viene salvata da un principe che impersonifica l'amore.. a malincuore lascia i sette nani..sa che il suo destino è quello di diventare moglie e regina..

E continuare la carriera di casalinga.
Il bacio che risveglia la fanciulla è un'invenzione della Disney.. nella fiaba era una caduta accidentale della bara che faceva saltare fuori il boccone avvelenato.

Ancora una grattuggiatina di miele..
Invece..mentre nella versione cinematografica la strega cade da un dirupo inseguita dai nani.. nella versione ufficiosa della fiaba.. Biancaneve sarà l'unica a fare visita a Grimilde.. caduta in disgrazia perchè "i buoni non conoscono l'odio" (!).
Per finire.. nella versione ufficiale Biancaneve si vendica della matrigna facendole calzare delle scarpe di ferro arroventate ehehehe e costringendola a ballare fino alla morte (Perlomeno curioso!). Mr. Green

(Annedoto off topic ma irresistibile.. sapevate che Gobbels voleva bandire il cartone dalla Germania?)
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Messaggio 24 Febbraio 2012, 09:47   Rispondi citando

Shrek è un orco verde e burbero che vive da solo in una palude nella foresta. Un giorno la palude è invasa dai personaggi delle fiabe.. ricercati e banditi da Lord Farquaad..signore di Du Lac.
Un asino parlante..Ciuchino..si rifugia da Shrek..ma l’orco è infastidito dalle creature fiabesche e va con Ciuchino in città per chiedere a Farquaad di sgombrare la palude.
Intanto lo Specchio Magico dice al Lord che per diventare re deve sposare una principessa..Farquaad sceglie la Principessa Fiona..da tempo imprigionata in un castello sorvegliato da un drago.
Shrek arriva in città con Ciuchino e s’impegna a liberare Fiona a patto che Farquaad sgomberi la palude.
Shrek salva Fiona e durante il viaggio di ritorno se ne innamora.
Si scopre però che la principessa è vittima di un sortilegio che di notte la trasforma in orchessa.
Shrek consegna Fiona a Farquaad e torna alla solitudine della palude..ma Ciuchino lo convince che la principessa ricambia il suo amore e lo convince a sventare le nozze.

Shrek è la parodia delle fiabe classiche infatti il cartone iniza seguendo la formula dei film Disney tratti da fiabe classiche mostrando un libro di fiabe.. che però Shrek usa come carta igienica eheheh...
Di solito nelle fiabe l’orco è il cattivo.. si lega cioè ad atti violenti discendenti da miti arcaici.. Shrek invece non è violento o carttivo anzi è lui la vittima sacrificale rifiutata dalla società.. infatti Shrek..stanco di essere rifiutato..si allontana dagli uomini che lo giudicano solo per le apparenze.
Alla fine Shrek diventa l’eroe.
L’aiutante dell’eroe è il Ciuchino non è un prode e fido destriero..ma un asino petulante che unisce in sè un soldato spaccone e buffone.
Sul piano tematico..Shrek celebra gli emarginati..l’imperfezione e l’orgoglio della differenza.
Oscar come miglior film fiaba d’animazione. Wink
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Messaggio 01 Marzo 2012, 11:17   Rispondi citando

Mi sono messa a gironzolare su google ho trovato questa eheheh..


"C'era una volta una ragazza che domandò ad un ragazzo se voleva sposarsi con lei.
Il ragazzo le rispose: "NO!"
Da quel giorno, la ragazza visse felice per sempre, senza lavare, né cucinare, né stirare per nessuno, uscendo con le sue amiche e facendo l'amore con chi voleva, lavorando e spendendo i suoi soldi come voleva.
FINE


Il problema è che fin da quando eravamo piccoline..nessuno ci ha mai raccontato questa fiaba.
Invece ci hanno fregato ben bene con questo cavolo di principe azzurro! eheheh...
Vi è piaciuta? o meglio le fiabe tradizionali? eheheh
Sognare non ha mai fatto male a nessuno... o si?
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Messaggio 01 Marzo 2012, 11:30   Rispondi citando
hihiihihih[/b]
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Messaggio 01 Marzo 2012, 11:59   Rispondi citando
eheheeh bellissima questa vignetta Dani
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