Oggi parliamo di fiabe...

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Oggi parliamo di fiabe...




Quello che leggerete da oggi sarà un post che si occuperà di fiabe...
Ho sempre amato le favole e le amo tutt'ora...
Penso tutti siamo cresciuti coi libri e con storie antiche..non so voi ma quando ero piccola mi leggevano le favole.
Spesso mi facevano paura.. ma si apriva un mondo fantastico..pieno di simboli di personaggi virtuosi che dovevano attraversare delle prove impossibili e di figure malvagie da sconfiggere.
Quella che ci leggevano sui libri era letteratura...le fiabe e i racconti aiutano a crescere meglio.
Le mie preferite erano tre..Il principe ranocchio..Cappuccetto Rosso e Hänsel e Gretel e tante altre son più di 210 le favole scritte dai fratelli Grimm.
Una volta le favole..erano anche un attimo prezioso che adulti e bambini condividevano..era un momento in cui una nonna o la mamma (o comunque una persona "saggia") radunava tutti i nipoti accanto a se per ammaliarli con principi e draghi.. fate e streghe.
Voi che mi dite a questo proposito?
Scritto da Tomb Raider il Lunedì, 2 Gennaio 2012 alle ore 17:23

Nonostante il mio esser piccolina e credere alle fiabe se n'è andato presto amo tutt'ora le favole quelle con gli inizi da ''c'era una volta'' e la fine da ''e vissero tutti felici e contenti'', e presto appena imparai a leggere mi rifugiavo nel mio libro di fiabe, mi piaceva perdermi tra quelle parole ed immaginere principesse, castelli, draghi e personaggi cattivi che sarebbero finiti sempre per essere sconfitti dai grandi eroi.
Era bello, ed è bello che questa tradizione di raccontare le fiabe non si perda, che non si smetta di leggere una fiaba "innocente" al proprio figlio prima di dormire, piuttosto che farlo stancare per poi addormentarsi davanti ai videogame.. Dargli un pò di speranza sul ''vissero felici e contenti" e non creare bimbi cinici che fin da piccoli non credono in nulla..
Non ho fiabe preferite cmq, le amavo tutte..
Scritto da _sTëLLÎnä_ il Lunedì, 2 Gennaio 2012 alle ore 17:37


Anche io le amo tutte le favole.. ma dei fratelli Grimm non so come mai..queste tre mi sono rimaste impresse ehehe sarà che nonna leggeva sempre queste!!!..cmq hai perfettamente ragione un videogioco un dvd è un modo per togliere i bambini di intorno un po' come piazzarli davanti alla tv affinchè non "rompano"bruttissima cosa da fare secondo Me!!!
Ormai la tv è accesa perennemente su canali di cartoni alcuni dei quali violenti e brutti...c'è molta differenza tra un libro e un dvd per i bambini...quello che a me interessava delle fiabe è qualcosa che non si può rappresentare.. Pulce i libri che i bambini preferiscono leggere oggi sono “ancora” i classici...secondo me i libri sono uno strumento IMPORTANTISSIMO per i bambini...non esiste mondo più magico e fatato..stimola in modo incredibile la creatività..un modo per imparare a stare con se stessi.
Lo sai meglio di me quello che si può creare con le parole.. che si può leggere con gli occhi e le immagini che si formano nella mente...è una cosa personale ognuno di noi viaggia in maniera diversa con la propria fantasia...in mille avventure..sentimenti già tanti sentimenti e ce ne è uno che tra gli altri non manca mai.. la paura..i mostri i pericoli sono necessari nelle favole..heheh le favole sono come quei vaccini e quelle punture che si fanno da ragazzini per premunirsi contro certe malattie.
L'avventura è sempre là che ci aspetta.. ogni giorno..ogni mattina..buona giornata Me!!! Heart

Vorrei ricopiare alcune favole in questo post chissà rileggerle potrebbe essere interessante soprattutto se poi ognuno di Noi mette la sua ...proviamo!?!
Scritto da Tomb Raider il Martedì, 3 Gennaio 2012 alle ore 9:41

La Sirenetta...




C'era una volta, una sirenetta di nome Ariel, figlia del re del mare.
Abitava in un fantastico regno sottomarino, ma il suo sogno era vivere sulla terra.
Re Tritone scoprì che spesso la figlia saliva in superficie per osservare gli uomini, anche se era vietato

"Ariel ha bisogno di qualcuno che la sorvegli e la tenga fuori dai guai!" ordinò allora al granchio Sebastian.
Nessuno però poteva fermare Ariel! Un giorno si avvicinò ad una barca, dove vide Eric, un bellissimo principe.

Improvvisamente, scoppiò una terribile tempesta e il giovane precipitò in mare.
Sarebbe sicuramente annegato, se la sirenetta non fosse corsa in suo aiuto, portandolo a riva.
"Com'è bello!" esclamò accarezzandogli il volto e gli cantò una tenera canzone d'amore.



Poi, quando il principe riaprì gli occhi, si tuffò veloce in mare.
"Papà, io lo amo!" confessò la sirenetta.
Poi andò da Ursula, la strega del mare, che promise di trasformarla in donna, ma aggiunse:
Se avesse saputo che era stata lei a salvarlo!
Eric non era riuscito a scordare il canto della fanciulla che lo aveva salvato
Ariel comunque gli piaceva e la portò a fare una romantica gita in barca.


Quella fanciulla senza voce era proprio graziosa ed Eric stava per baciarla... quando due orribili murene, al servizio di Ursula, rovesciarono la barca.
La strega del mare, temendo che Ariel riuscisse a farsi baciare, si trasformò in una deliziosa ragazza:
al collo la conchiglia che custodiva la voce.


Non appena il principe la vide e ne udì il canto, credette di riconoscere in lei la fanciulla dei suoi sogni e la
volle sposare il giorno stesso.
Ma gli animali amici di Ariel, scoperto il piano di Ursula, aggredirono la sposa a bordo della nave nuziale, impedendo il matrimonio.
Durante la lotta, la conchiglia si ruppe:
Ariel riebbe così la sua voce, ma, proprio allora, il sole del terzo giorno tramontò e lei ritornò sirena.
Immediatamente Ursula, riprese il suo aspetto, afferrò Ariel e la trascinò con se in mare.
Ma il principe l'inseguì negli abissi marini e, dopo una terribile lotta, riuscì ad avere la meglio sulla crudele strega del mare.
I due giovani erano salvi!
Ariel però sedeva triste su uno scoglio:
Eric era un uomo e lei invece una sirena. Non sarebbero mai potuti stare insieme... Ma ecco arrivare Re Tritone:
"Sembra sul serio molto innamorata, non è vero Sebastian?" osservò.
E, commosso trasformò nuovamente Ariel in donna.
Il matrimonio fu celebrato a bordo della nave nuziale.
Gli uomini e le creature del mare, felici che il sogno di Ariel fosse divenuto realtà,
festeggiarono insieme agli sposi




The End...
Scritto da Tomb Raider il Martedì, 3 Gennaio 2012 alle ore 10:54

come ti sciacqui?dillo con un bidet

La sirenetta



C'era una volta un'automobolina di nome Cop, figlia del re Questore. Il suo regno aveva a disposizione strade a 4 corsie, lei nulla d'urgente da fare, ma il suo sogno era correre nelle corsie dei bus e passare nelle zone pedonali, anche se era vietato.

"Il re Questore ci sorveglia e ci tiene fuori dai guai" diceva Sebastien, aveva sicuramente preso un granchio e il re Questore lo scelse per tenere a bada Cop, così tutti nel regno cantarono "Viva viva i nostri eroi, viva Cop e Sebastien"

Era sicuramente un popolo di allocchi, per Cop era il paese dei balocchi, così non si vergognava d'essere una fortunata asinella e visse felice e contenta urlando per strada "Ih Oh Ih Oh"

... ... ...

Si può essere bimbi per sempre e vivere nel mondo delle favole con questi fantastici personaggi, oppure lasciarsi andare alla realtà e diventare adulti con Ariel e Trilly

Scritto da UtentE il Martedì, 3 Gennaio 2012 alle ore 13:12

ehehehe.. LO SAPEVO..ecco perchè avevo scelto la Sirenetta Razz ( per il post cancellato)..Naggia!!! Ut la Sirenetta è' una storia bella..pulita e allegra con l'immancabile lieto fine... e tu che fai la modifichi???...eheheh..è una storia che ti insegna a credere nei sogni a impegnarti per raggiungerli e a fare sempre la cosa giusta anche quando sarebbe più facile fare quella sbagliata.
Rolling Eyes Mai pensato di scrivere favole?...ehehehe sai che carriera!! Rolling Eyes penso che sia veramente godibile come favola così eheheh..
Ok OK...ora però voglio mettere altri grandi miei miti di infanzia come la Bella e la Bestia..Il gatto con gli stivali...Cenerentola.. la Bella Addormentata nel Bosco..Biancaneve..Aladdin..La piccola fiammiferaia..I tre porcellini..e tantissimi altri...vediamo come modificherai anche queste.. Guy with axe
Scritto da Tomb Raider il Martedì, 3 Gennaio 2012 alle ore 13:19

Aladdin







Tutto ha inizio in una notte d'oriente quando il malvagio Jafar trova il modo per entrare
nella Caverna dei Miracoli dove un enorme tesoro si nasconde.
Un giovane dal cuore puro può entrare in quella caverna. Il Gran Visir, Jafar per l'appunto, con la sua oscura magia
cerca quel giovane dal cuore puro, e lo trova nei sobborghi di Agrabah in uno straccione di nome Aladdin.
Nel frattempo il giovane Aladdin, insieme ad Abu scimmietta compagno d'avventure del giovane,
conosce la principessa Jasmine che, sotto mentite spoglie, aveva deciso di fuggire dal palazzo per vivere come tutta la gente del regno.



Ma poche ore dopo questo incontro giungono le guardie guidate dal loro capo Razoul ad arrestare Aladdin
che scopre quindi la vera identità della giovane ragazza conosciuta al mercato.
Nelle celle viene imprigionato per ordine di Jafar, il quale si fa trovare nelle celle travestito da vecchietto.
Con l'inganno Jafar convince Aladdin, e Abu, a fare una commissione per lui in cambio della libertà.
Nel frattempo anche la principessa viene ingannata perchè le viene detto che il giovane Aladdin è stato condannato a morte.
Dunque Aladdin viene condotto da Jafar travestito alla caverna dei miracoli, dove però gli dice
di non toccare alcun tesoro, l'unica cosa che deve prendere è la lampada che si trova infondo alla caverna.




Dunque sia Aladdin che Abu scendono all'interno della caverna nella quale conosceranno Tappeto, un tappeto volante
che sembra avere vita propria.
Ed è proprio Tappeto a condurli alla lampada che Aladdin si affretta ad afferrare.
Ma proprio mentre Aladdin raccoglie la lampada Abu non resiste alla tentazione di prendere un enorme pietra preziosa (rubino?)
e la grotta comincia a crollare. Di nuovo Tappeto gli da una mano trasportandoli verso l'uscita.
Jafar vedendoli arrivare chiede immediatamente la lampada ad Aladdin che, stupidamente, subito gliela consegna.
Jafar finalmente soddisfatto di questo suo successo cerca di sbarazzarsi di Aladdin che ancora
non è riuscito ad uscire dalla Grotta, ma, per la fortuna dell'ingenuo Aladdin, Abu riesce a rubare la lampada a Jafar


poco prima che sia lui che Al cadano nella grotta che sopra di loro si richiude.
Al suo risveglio il giovane straccione si trova al suo fianco, oltre ad Abu ed a Tappeto, la lampada che aveva consegnato a Jafar.
Curioso di capire il motivo per cui quel vecchio (che ricordiamo era Jafar travestito) desideri tanto la lampada, comincia ad esaminarla.
Ma qualcosa accade solo quando la sfrega e dalla lampada uscirà un genio.
Così comincia la storia di Aladdin che grazie ai poteri del genio riesce ad uscire dala grotta, intrufolarsi a palazzo
e cercare di far colpo sulla principessa Jasmine.
Naturalmente Jafar non rimane con le mani in mano, e con l'aiuto di Iago un pappagallo molto furbo
anche se poco coraggioso, riesce a rubare la lampada ad Aladdin.




E proprio quando tutte le speranze sembrano ormai morte, con l'inganno, Aladdin convince Jafar di non essere il mago più forte del mondo perchè il genio sarà sempre più forte di lui, e così il gran Visir si fa tramutare nel più grande genio mai esistito e finisce rinchiuso nella sua lampada che Genio spedisce nel Deserto.



Così si concludono le peripezie di Aladdin che con il suo ultimo desiderio chiede al Genio di rendersi libero.


Scritto da Tomb Raider il Martedì, 3 Gennaio 2012 alle ore 17:36



//www.youtube.com/watch?v=KwHYh4S1OiY&feature=player_embedded

Tutti conoscono la fiaba de “I tre porcellini” ma forse non tutti sanno che si tratta di una storia popolare inglese giunta a noi attraverso la versione di uno scrittore britannico. Si tratta di uno dei racconti di animali di maggior successo nel mondo.. talmente famoso da essersi meritato innumerevoli versioni anche sul grande schermo..gustosissimo.. ad esempio il cartone animato della Walt Disney con i porcellini canterini..che potrete rivedere (spero con piacere) grazie al video scovato su You-Tube...l'idea mi è stata data.. Rolling Eyes
Scritto da Tomb Raider il Martedì, 3 Gennaio 2012 alle ore 17:49

come ti svesti?dillo con un maiale

I Tre Porcellini



C'erano una volta 3 porcellini di nome Timmy, Tommy e Gimmy, che cercavano moglie per mettere su casa. I primi due, impazienti di andare a divertirsi suonando l'uno il piffero e l'altro la tromba, scelgono delle fragili mogliettine rispettivamente cattolica e protestante. Il terzo, invece, sacrifica il suo tempo libero per trovare un harem di valchirie e una moglie odinista, molto più solida. Finito il loro lavoro, i primi due porcellini vanno a canzonare il loro fratellino che sta ancora sudando mentre loro si possono divertire. Ma lui li ignora, ammonendoli che quando il Parroco sarà alla loro porta non avranno scampo. Mentre i due ridono a crepapelle di questa raccomandazione, il Parroco compare e sferra loro un primo tabù, che però non ha esito quando i due porcellini si rifugiano nelle rispettive case. Ma la moglie cattolica viene presto assalita dai moralismi del Parroco, che sentenzia potentemente su di essa; il primo porcellino è dunque costretto a sfogarsi con quella protestante di suo fratello, che a sua volta viene assalita dai moralismi dopo un fallimentare tentativo da parte del Parroco di partecipare sotto le spoglie di un innocuo guardone.



I due porcellini scappano allora dalle valchirie del loro fratellino più saggio, che ha avuto ragione sin dall'inizio di questa storia. Infatti, dopo un secondo travestimento da rappresentante di cerette (ovviamente subito scoperto), il Parroco tenta di soffiare moralismi anche sulla terza moglie, ma ovviamente non ci riesce. Tenta quindi di introdursi passando dal bidet, ma qui trova uno splendido lato b, che lo fa eia**lare violentemente. Il Parroco è quindi castrato definitivamente, e i Tre Porcellini possono danzare tutti assieme.

Scritto da UtentE il Martedì, 3 Gennaio 2012 alle ore 19:14

oddeio uhauhauhauhauhauhauhauhauhauha ke mito!
Scritto da BlackJoker il Martedì, 3 Gennaio 2012 alle ore 21:32



//www.youtube.com/watch?v=l7UT6NEdW2M&feature=related


Chi non si è mai sentito..almeno una volta nella vita un “brutto anatroccolo” alzi la mano?!?!

Una bella fiaba da leggere...

Il brutto anatroccolo




L’estate era iniziata; i campi agitavano le loro spighe dorate, mentre il fieno tagliato profumava la campagna.

In un luogo appartato, nascosta da fitti cespugli vicini ad un laghetto, mamma anatra aveva iniziato la nuova cova.

Siccome riceveva pochissime visite, il tempo le passava molto lentamente ed era impaziente di vedere uscire dal guscio la propria prole… finalmente, uno dopo l’altro, i gusci scricchiolarono e lasciarono uscire alcuni adorabili anatroccoli gialli.

- Pip! Pip! Pip! Esclamarono i nuovi nati, il mondo è grande ed è bello vivere!-

- Il mondo non finisce qui,- li ammonì mamma anatra,- si estende ben oltre il laghetto, fino al villaggio vicino, ma io non ci sono mai andata. Ci siete tutti? – Domandò.

Mentre si avvicinava, notò che l’uovo più grande non si era ancora schiuso e se ne meravigliò.

Si mise allora a covarlo nuovamente con aria contrariata.

- Buongiorno! Come va? – Le domandò una vecchia anatra un po’ curiosa che era venuta in quel momento a farle visita.

- Il guscio di questo grosso uovo non vuole aprirsi, guarda invece gli altri piccoli, non trovi che siano meravigliosi?-

- Mostrami un po’ quest’uovo. – Disse la vecchia anatra per tutta risposta. – Ah! Caspita! Si direbbe un uovo di tacchina! Ho avuto anche io, tempo fa, Questa sorpresa: Quello che avevo scambiato per un anatroccolo era in realtà un tacchino e per questo non voleva mai entrare in acqua. Quest’uovo è certamente un uovo di tacchino. Abbandonalo ed insegna piuttosto a nuotare agli altri anatroccoli!-

- Oh! Un giorno di più che vuoi che mi importi! Posso ancora covare per un po’. – Rispose l’anatra ben decisa.-

- Tu sei la più testarda che io conosca! – Borbottò allora la vecchia anatra allontanandosi.

Finalmente il grosso uovo si aprì e lascio uscire un grande anatroccolo brutto e tutto grigio.

- Sarà un tacchino! – Si preoccupò l’anatra. – Bah! Lo saprò domani!-

Il giorno seguente, infatti, l’anatra portò la sua piccola famiglia ad un vicino ruscello e saltò nell’acqua: gli anatroccoli la seguirono tutti, compreso quello brutto e grigio.

- Mi sento già più sollevata, – sospirò l’anatra, – almeno non è un tacchino! Ora, venite piccini, vi presenterò ai vostri cugini.-

La piccola comitiva camminò faticosamente fino al laghetto e gli anatroccoli salutarono le altre anatre.

- Oh! Guardate, i nuovi venuti! Come se non fossimo già numerosi!… e questo anatroccolo grigio non lo vogliamo! – Disse una grossa anatra, morsicando il poverino sul collo.-

- Non fategli male! – Gridò la mamma anatra furiosa – E’ così grande e brutto che viene voglia di maltrattarlo! – Aggiunse la grossa anatra con tono beffardo.- E’ un vero peccato che sia così sgraziato, gli altri sono tutti adorabili, – rincarò la vecchia anatra che era andata a vedere la covata.

- Non sarà bello adesso, può darsi però che, crescendo , cambi; e poi ha un buon carattere e nuota meglio dei suoi fratelli, – assicurò mamma anatra, -

-La bellezza, per un maschio, non ha importanza, – concluse, e lo accarezzò con il becco – andate, piccoli miei, divertitevi e nuotate bene!-

Tuttavia, l’anatroccolo, da quel giorno fu schernito da tutti gli animali del cortile: le galline e le anatre lo urtavano, mentre il tacchino, gonfiando le sue piume, lo impauriva.

Nei giorni che seguirono, le cose si aggravarono: il fattore lo prese a calci e i suoi fratelli non perdevano occasione per deriderlo e maltrattarlo.

Il piccolo anatroccolo era molto infelice. Un giorno, stanco della situazione, scappò da sotto la siepe.

Gli uccelli, vedendolo, si rifugiarono nei cespugli. “sono così brutto che faccio paura!” pensò l’anatroccolo.

Continuò il suo cammino e si rifugiò, esausto, in una palude abitata da anatre selvatiche che accettarono di lasciargli un posticino fra le canne.

Verso sera, arrivarono due oche selvatiche che maltrattarono il povero anatroccolo già così sfortunato.

Improvvisamente, risuonarono alcuni spari… le due oche caddero morte nell’acqua! I cacciatori, posti intorno alla palude, continuarono a sparare. Poi i lori cani solcarono i giunchi e le canne. Al calar della notte, il rumore cessò.

Il brutto anatroccolo ne approfittò per scappare il più velocemente possibile. Attraversò campi e prati, mentre infuriava una violenta tempesta. Dopo qualche ora di marcia, arrivò ad una catapecchia la cui porta era socchiusa.

L’anatroccolo si infilò dentro: era la dimora di una vecchia donna che viveva con un gatto ed una gallina. Alla vista dell’anatroccolo, il micio cominciò a miagolare e la gallina cominciò a chiocciare, tanto che la vecchietta, che aveva la vista scarsa, esclamò:

- Oh, una magnifica anatra! Che bellezza, avrò anche le uova… purchè non sia un’ anatra maschio! Beh, lo vedremo, aspettiamo un po’!-La vecchia attese tre lunghe settimane… ma le uova non arrivarono e cominciò a domandarsi se fosse davvero un’anatra! Un giorno, il micio e la gallina, che dettavano legge nella stamberga, interrogarono l’anatroccolo:

- Sai deporre le uova? – domandò la gallina;

- No… – rispose l’anatroccolo un po’ stupito.

- Sai fare la ruota? – domandò il gatto;

- No, non ho mai imparato a farla! – rispose l’anatroccolo sempre più meravigliato.

- Allora vai a sederti in un angolo e non muoverti più! – gli intimarono i due animali con cattiveria.Improvvisamente, un raggio di sole e un alito di brezza entrarono dalla porta.

L’anatroccolo ebbe subito una grande voglia di nuotare e scappò lontano da quegli animali stupiti e cattivi.

L’autunno era alle porte, le foglie diventarono rosse poi caddero.

Una sera, l’anatroccolo vide alcuni bellissimi uccelli bianco dal lungo collo che volavano verso i paesi caldi. Li guardò a lungo girando come una trottola nell’acqua del ruscello per vederli meglio: erano cigni! Come li invidiava!

L’inverno arrivò freddo e pungente; l’anatroccolo faceva ogni giorno un po’ di esercizi nel ruscello per riscaldarsi. Una sera dovette agitare molto forte le sue piccole zampe perchè l’acqua intorno a lui non gelasse: ma il ghiaccio lo accerchiava di minuto in minuto… finchè, esausto e ghiacciato, svenne.

Il giorno seguente, un contadino lo trovò quasi senza vita; ruppe il ghiaccio che lo circondava e lo portò ai suoi ragazzi che lo circondarono per giocare con lui. Ahimè, il poveretto ebbe una gran paura e si gettò prima dentro un bidone di latte e poi una cassa della farina. Finalmente riuscì ad uscire e prese il volo inseguito dalla moglie del contadino.

Ancora una volta il brutto anatroccolo scappò ben lontano per rifugiarsi, esausto, in un buco nella neve.

L’inverno fu lungo e le sue sofferenze molto grandi… ma un giorno le allodole cominciarono a cantare e il sole riscaldò la terra: la primavera era finalmente arrivata!

L’anatroccolo si accorse che le sue ali battevano con molto più vigore e che erano anche molto robuste per trasportarlo sempre più lontano. Partì dunque per cercare nuovi luoghi e si posò in un prato fiorito. Un salice maestoso bagnava i suoi rami nell’acqua di uno stagno dove tre cigni facevano evoluzioni graziose. Conosceva bene quei meravigliosi uccelli! L’anatroccolo si lanciò disperato verso di loro gridando:

- Ammazzatemi, non sono degno di voi!-

Improvvisamente si accorse del suo riflesso sull’acqua: che sorpresa! Che felicità! Non osava crederci: non era più un anatroccolo grigio… era diventato un cigno: come loro!!

I tre cigni si avvicinarono e lo accarezzarono con il becco dandogli così il benvenuto, mentre alcuni ragazzi attorno allo stagno declamavano a gran voce la sua bellezza e la sua eleganza.

Mise la testa sotto le ali, quasi vergognoso di tanti complimenti e tanta fortuna: lui che era stato per tanto tempo un brutto anatroccolo era finalmente felice e ammirato.


PS:Le storie trasmettono sempre qualcosa...
Scritto da Tomb Raider il Mercoledì, 4 Gennaio 2012 alle ore 14:25

Eccomi a scrivere il seguito sui cartoni della mia adolescenza..

Pollicina



C'era una volta una donna non più giovanissima, che si sentiva tanto sola ed avrebbe voluto avere un bambino: andò da una strega del suo villaggio, che le diede un granello d'orzo, raccomandandole di seminarlo in un vaso e di curarlo.
Alcuni giorni dopo sbocciò uno splendido fiore, simile ad un tulipano: i petalisi aprirono e ne uscì una bambina bellissima, piccola come un pollice.La donna le diede il nome di Pollicina.
Per un po' di tempo Pollicina visse felice con la sua mamma umana. Una brutta notte entrò nella camera della donna, dove Pollicina dormiva in un guscio di noce, un brutto rospo femmina, che decise di rapire la ragazza per farne la moglie di suo figlio.
L'indomani Pollicina si risvegliò e vide cosa le era successo. Saltò su una foglia e si lasciò trasportare dal fiume, lontano dai due rospi.Ad un tratto giunse ronzando sopra Pollicina un maggiolino, che la afferrò e laportò via dalla foglia, nel suo nido. Ma gli altri maggiolini iniziarono aderiderla, perchè era diversa da loro.
Pollicina se ne andò ed iniziò a vagare nella foresta. Visse tutta l'estate nella foresta, intrecciandosi le foglie per fare il letto, mangiando le bacche e bevendo la rugiada per dissetarsi. Ma poi arrivò l'inverno, cominciò a nevicare e Pollicina non trovò più niente da mangiare e da bere.
Stremata, uscì dalla foresta ed andò a bussare da una famiglia di topi, che viveva vicino ad un fienile. La accolsero con affetto, e Pollicina potè lavorare per loro per pagarsi vitto ed alloggio. Il vicino di casa della famiglia dei topi era una talpa, che si innamorò di Pollicina ma preferì per il momento stare zitto ed aspettare che lei si accorgesse di lui.
Nel frattempo Pollicina andava periodicamente a tenere in ordine anche la sua casa. Un giorno, fuori dalla casa dei Topi, trovò una rondine che sembrava morta. Pollicina la prese, la mise nel suo giaciglio, e cercò di scaldarla e di darle da mangiare.La rondine si riprese e ringraziò Pollicina.
Per tutto l'inverno Pollicina e la rondine vissero fianco a fianco. Alla fine dell'inverno la moglie del Topo le annunciò che doveva cominciare a prepararsi la dote, perchè avrebbe sposato la Talpa. Pollicina era disperata.
Ritornò la primavera e la rondine ormai stava bene: Pollicina le confidò che non voleva sposarsi con la talpa.
Il giorno della partenza, la rondine, che era ormai forte, prese Pollicina sulla sua schiena,e la portò lontano, verso il cielo più azzurro.Ad un tratto la rondine arrivò in un regno fantastico, dove c'erano palazzi sontuosi, splendidi giardini, vie trafficate, tutte all'altezza di Pollicina.
C'era anche degli esseri, identici a lei in tutto e per tutto.
C'era un principe in quel regno, bellissimo, che chiese a Pollicina se voleva sposarlo. Pollicina capì di aver trovato la sua gente, finalmente. Diventò la regina di quel regno e visse felice e contenta con il suo principe.
La principessa sul pisello C'era una volta un principe che voleva sposare una principessa, ma doveva trattarsi di una principessa vera! Perciò si mise a viaggiare in lungo e in largo per il mondo, ma ogni volta non riusciva a decidersi: principesse ce n'erano un po' dappertutto, ma erano principesse vere? Non si riusciva mai a saperlo con sicurezza: ogni volta sembrava mancare qualche cosa. Alla fine decise di tornare a casa sua, ma era pieno di tristezza per non essere riuscito a trovare una principessa vera.
Una notte che c'era un tempo orribile, con fulmini, tuoni, e acqua a catinelle, qualcuno bussò alle porte della città, e il vecchio re andò ad aprire.
Fuori dalle mura c'era una principessa: Dio mio, la pioggia e il brutto tempo l'avevano conciata proprio bene! L'acqua le picchiava sui capelli e sui vestiti, entrava nelle scarpe dalle punte e ne usciva dai tacchi: eppure lei sosteneva di essere una vera principessa. "Questo si vedrà", pensò la vecchia regina, ma non disse nulla: andò in camera, tolse il materasso dal letto e mise sul fondo un pisello; poi prese venti materassi e li mise sul pisello, e sopra i materassi mise ancora venti grossi cuscini di piume. Quella sera la principessa dormì lì.
La mattina dopo le chiesero come aveva dormito. "Malissimo!", si lamentò la fanciulla, "non ho praticamente chiuso occhio per tutta la notte! Chissà cosa c'era in quel letto! Ero coricata su qualcosa di duro e mi sono fatta un enorme livido blu e marrone. È stato terribile!" Così capirono che era una principessa vera, perchè aveva sentito il pisello attraverso venti materassi e venti grossi cuscini di piume.
Solo una principessa poteva avere una pelle così sensibile! Così il principe la prese in sposa, convinto finalmente di avere incontrato una vera principessa, e il pisello andò a finire in un museo, dove, se nessuno è venuto a rubarlo, lo si può vedere ancora.

Scritto da Tomb Raider il Domenica, 8 Gennaio 2012 alle ore 17:07

Quanti di noi ha delle fiabe.. cartoni..che sono rimasti nel cuore piu'di altri?

Io ne ho tantissimi.. in particolare serie animate..che posso dividere nelle fasi della mia crescita.. l'infanzia.. l'adolescenza e...il presente Wink


Questo post dovrebbe parlare di un viaggio fantastico verso il regno delle meraviglie..vediamo se ci riesco..



//www.youtube.com/watch?v=Hvn3Vpn9HTM

Cenerentola è la storia di una bellissima giovane che alle seconde nozze del padre.. viene privata del ruolo che le spetta nella famiglia e costretta a una vita di schiavitù domestica dalla crudele matrigna e dalle sorellastre che la odiano al punto di chiamarla solo col nomignolo "Cenerentola" (dalla cenere di cui la ragazza si sporca pulendo il camino).

Ed ora invece vi metto questo...




//www.youtube.com/watch?v=N-LhLFjmVz4&feature=player_embedded

Rapunzel..ovvero.. una rivisitazione in chiave umoristica ma anche romantica.. della fiaba dei fratelli Grimm Raperonzolo.

Ed ora la mia favola eheheh...




Biancaneve finisce a fare la cameriera a casa del principe e gli unici inca**ati sono i setti nani che hanno perduto una sguattera.

Eh si adoravo Ariel.. la sirenetta..ma oggi spererei che fosse Eric a diventare un mezzo-pesce.. invece di vedere lei trasformata in una bipede umana.
Oggi tifo per la strega di Biancaneve ed i nanetti che picconavano in miniera mi insegnavano quel concetto di proletariato che poi.. anni dopo.. ho compreso davvero.
Purtroppo mi sono dovuta arrendere al romanticismo di quella buffa utopia che chiamano "lieto fine".
Chissà se mia mamma mi metteva il valium nella bottiglina.. invece del latte e mi cantava "Bella ciao" invece della ninna nanna.
Poi..per fortuna è arrivato Tim Burton. E finalmente.. sono rinata...ehehehe

Ora mi chiedo ma perchè spesso vincono i cattivi nella realtà? e i buoni vincono solo nei cartoni animati...
Ve la immaginate Biancaneve incatenata al letto mentre Strega e Principe Azzurro se la spassano in qualche strano giochino sado-masochista? eheheh

OddiOddioOddio....Uttttttttttttttt adesso pure io ho stravolto le favole.
Scritto da Tomb Raider il Giovedì, 23 Febbraio 2012 alle ore 13:49

Io ho sempre amato i cartoni disney, mi ricordo che ogni domenica mattina da piccola mettevo le cassette VHS nel lettore e decidevo cosa guardare a seconda della giornata! Smile
Comunque i cartoni che mi piacevano da matti e che mi piacciono ancora sono..

LA BELLA E LA BESTIA



LA SPADA NELLA ROCCIA



Poi LA SIRENETTA



Il mio preferito però è IL RE LEONE!! Amavo e amo ancora Mufasa e Simba Heart Heart !!!



PS Piango ancora a vederlo! Razz

Poi ce ne sarebbero tanti altri, ma quelli più significativi per me erano questi....

Un bacio!
Scritto da ArcoDea il Giovedì, 23 Febbraio 2012 alle ore 19:12

non dico certo che sia in malafede, però ...

... torniamo seri, non mi sembra il caso di modificare la favola di

Biancaneve e i sette nasi



Morale: col piccone ti accontenti dello spinello, la neve è per i figli di papà.

La sirenetta



Morale: con una fìga, godi meglio e non abbocchi all'amo.

Il comunismo



Morale: se la rivoluzione non parte dalle quote rosa, la finite come i nasi di biancaneve.

La bella e la bestia



Morale: non è strano che ti piaccia il sesso orale, lo è aver bisogno di un confessionale per ammetterlo.

Cenerentola



Morale: se considerate ogni ragazza come una sorellastra, quando approverete l'incesto passerete la vita a bruciare ormoni e non basterà una carrozza o una principessa a salvarvi, perchè ormai vivete di càzzate, tipo che le principesse siano feticiste.

La testa nella sabbia



Morale: strunzi, potete suonare il clacson e scappare a 100 all'ora, tanto la fantasia per tenersi una spada nella roccia c'è l'ha quel coyone che gode meglio e non abbocca all'amo.
Scritto da UtentE il Giovedì, 23 Febbraio 2012 alle ore 22:54

Bravooooooooooooo Utttttttttttttttt Applause cmq devi scrivere...anche la lista della spesa ma...scrivi perchè qualunque cosa esca dalla tua testolina è semplicemente fantastico!!!



Vediamo se invece la favola era così...eheheh



Biancaneve una ragazza buona..dolce e obbediente.minacciata.. piange e scappa e si rincuora capitando in una casetta ai limiti dell'anarchia.. ecco che può consolarsi pulendo e rassettando.

I nani vanno a lavorare e la sfamano..lei per ripagarli fa da badante e casalinga..con evidente attitudine materna.

E del resto.. è così bella..così dolce li impietosisce a tal punto che non possono non lasciarsi convincere ad ospitarla.

Così buona e ingenua che cade per due volte negli inganni della strega Grimilde.. adulta..perciò diabolica venendo salvata dall'intervento dei nani.. finchè la terza volta non ci cade con entrambe le scarpe.
Curioso notare la dicotomia dei personaggi femminili.. se sei giovane sei bella e buona...se hai qualche anno in più..sei diabolica e facilmente orrenda (la cattiveria si riflette sui loro volti).

Biancaneve viene salvata da un principe che impersonifica l'amore.. a malincuore lascia i sette nani..sa che il suo destino è quello di diventare moglie e regina..

E continuare la carriera di casalinga.
Il bacio che risveglia la fanciulla è un'invenzione della Disney.. nella fiaba era una caduta accidentale della bara che faceva saltare fuori il boccone avvelenato.

Ancora una grattuggiatina di miele..
Invece..mentre nella versione cinematografica la strega cade da un dirupo inseguita dai nani.. nella versione ufficiosa della fiaba.. Biancaneve sarà l'unica a fare visita a Grimilde.. caduta in disgrazia perchè "i buoni non conoscono l'odio" (!).
Per finire.. nella versione ufficiale Biancaneve si vendica della matrigna facendole calzare delle scarpe di ferro arroventate ehehehe e costringendola a ballare fino alla morte (Perlomeno curioso!). Mr. Green

(Annedoto off topic ma irresistibile.. sapevate che Gobbels voleva bandire il cartone dalla Germania?)
Scritto da Tomb Raider il Venerdì, 24 Febbraio 2012 alle ore 9:21


Shrek è un orco verde e burbero che vive da solo in una palude nella foresta. Un giorno la palude è invasa dai personaggi delle fiabe.. ricercati e banditi da Lord Farquaad..signore di Du Lac.
Un asino parlante..Ciuchino..si rifugia da Shrek..ma l’orco è infastidito dalle creature fiabesche e va con Ciuchino in città per chiedere a Farquaad di sgombrare la palude.
Intanto lo Specchio Magico dice al Lord che per diventare re deve sposare una principessa..Farquaad sceglie la Principessa Fiona..da tempo imprigionata in un castello sorvegliato da un drago.
Shrek arriva in città con Ciuchino e s’impegna a liberare Fiona a patto che Farquaad sgomberi la palude.
Shrek salva Fiona e durante il viaggio di ritorno se ne innamora.
Si scopre però che la principessa è vittima di un sortilegio che di notte la trasforma in orchessa.
Shrek consegna Fiona a Farquaad e torna alla solitudine della palude..ma Ciuchino lo convince che la principessa ricambia il suo amore e lo convince a sventare le nozze.

Shrek è la parodia delle fiabe classiche infatti il cartone iniza seguendo la formula dei film Disney tratti da fiabe classiche mostrando un libro di fiabe.. che però Shrek usa come carta igienica eheheh...
Di solito nelle fiabe l’orco è il cattivo.. si lega cioè ad atti violenti discendenti da miti arcaici.. Shrek invece non è violento o carttivo anzi è lui la vittima sacrificale rifiutata dalla società.. infatti Shrek..stanco di essere rifiutato..si allontana dagli uomini che lo giudicano solo per le apparenze.
Alla fine Shrek diventa l’eroe.
L’aiutante dell’eroe è il Ciuchino non è un prode e fido destriero..ma un asino petulante che unisce in sè un soldato spaccone e buffone.
Sul piano tematico..Shrek celebra gli emarginati..l’imperfezione e l’orgoglio della differenza.
Oscar come miglior film fiaba d’animazione. Wink
Scritto da Tomb Raider il Venerdì, 24 Febbraio 2012 alle ore 9:47


Mi sono messa a gironzolare su google ho trovato questa eheheh..


"C'era una volta una ragazza che domandò ad un ragazzo se voleva sposarsi con lei.
Il ragazzo le rispose: "NO!"
Da quel giorno, la ragazza visse felice per sempre, senza lavare, nè cucinare, nè stirare per nessuno, uscendo con le sue amiche e facendo l'amore con chi voleva, lavorando e spendendo i suoi soldi come voleva.
FINE


Il problema è che fin da quando eravamo piccoline..nessuno ci ha mai raccontato questa fiaba.
Invece ci hanno fregato ben bene con questo cavolo di principe azzurro! eheheh...
Vi è piaciuta? o meglio le fiabe tradizionali? eheheh
Sognare non ha mai fatto male a nessuno... o si?
Scritto da Tomb Raider il Giovedì, 1 Marzo 2012 alle ore 11:17

hihiihihih[/b]
Scritto da Daniela89 il Giovedì, 1 Marzo 2012 alle ore 11:30

eheheeh bellissima questa vignetta Dani
Scritto da Tomb Raider il Giovedì, 1 Marzo 2012 alle ore 11:59

La favole sono uno spasso nel nuovo film Biancaneve e la vendetta degli 007 nani. Il cartone animato, in uscita al cinema il 2 ottobre, è la parodia dei classici Disney ed è è il sequel di Cenerentola e gli 007 nani. Stavolta al centro della storia c’è Biancaneve, alle prese con Lady Vain, la nuova moglie di suo padre. Ci sono anche Cappuccetto Rosso, Riccioli d’oro, la Bella Addormentata nel Bosco, Pinocchio…. Le loro storie non sono più quelle di una volta!

Scritto da Daniela89 il Giovedì, 1 Marzo 2012 alle ore 22:55

[/b]C'era una volta un falegname di nome Geppetto. Aveva costruito un

burattino di legno e l'aveva chiamato Pinocchio. "Come sarebbe bello se fosse un bambino

vero!" sospirò quando finì di dipingerlo. Quella notte, una buona fatina esaudì il suo desiderio.

"Destati, legno inanimato, la vita io ti ho donato!" esclamò toccando Pinocchio con la bacchetta

magica. "Pinocchio, dimostrati bravo, coraggioso, disinteressato," disse la Fata, "e un giorno

sarai un bambino vero!" Poi, rivolta al Grillo Parlante: "Io ti nomino guida e consigliere di

Pinocchio," aggiunse prima di svanire tra mille bagliori di luce. Figurarsi la gioia di Geppetto

quando scoprì che il suo omettino di legno poteva muoversi e parlare! La mattina dopo lo

mandò a scuola. "Addio figliolo, torna presto!" Pinocchio, disubbidiente, andò invece da

Mangiafuoco, un burattinaio che promise di renderlo famoso. Si divertì molto a cantare e

ballare con le altre marionette. Ma, finito lo spettacolo, Mangiafuoco lo chiuse in una gabbia.

All'improvviso, ecco apparire la Fata Azzurra: "Perchè non sei andato a scuola?" gli chiese.

Pinocchio rispose con una bugia e subito il suo naso cominciò a crescere... Solo quando disse

la verità, la Fata lo liberò e il naso ritornò normale. Tornando a casa, Pinocchio vide una

diligenza carica di ragazzi festanti. Il postiglione gli disse che era diretta al Paese dei Balocchi,

dove i bambini potevano fare tutto quello che volevano. "Pinocchio, torna indietro!" lo rincorse

il Grillo. Ma il burattino non lo ascoltò. Lì Pinocchio fece amicizia con Lucignolo: i due

mangiavano dolci a più non posso e si divertivano moltissimo. Ma ben presto scoprirono che i

ragazzi svogliati e maleducati che finivano in quel paese venivano tramutati in asinelli.

Quando anche a lui spuntarono due orecchie lunghe e la coda, Pinocchio scappò disperato,

seguito dal fedele amico Grillo. Insieme, tornarono poi alla casa di Geppetto, ma non

trovarono nessuno. "Chissà che cosa gli sarà accaduto!" In quel momento, una colomba portò

loro un messaggio: Geppetto, mentre cercava Pinocchio, era stato inghiottito da una balena e

adesso era suo prigioniero. "Voglio salvarlo!" decise il burattino. Giunto al mare, si tuffò e sul

fondo trovò il babbo nella pancia della balena. Ma come uscire di là? Accesero allora un gran

fuoco: il fumo fece starnutire la balena, che spalancò la bocca. Pinocchio e Geppetto

scapparono su una zattera. Il burattino aiutò il suo babbo a nuotare in mezzo alle altre onde:

giunti a riva però, per il grande sforzo svenne. Addolorato, Geppetto lo portò a casa. Ma la

Fata risvegliò Pinocchio e, come promesso, premiò il suo coraggio e la sua bontà

trasformandolo in un bimbo vero!



Scritto da Daniela89 il Giovedì, 1 Marzo 2012 alle ore 23:09

POLLICINO

Un boscaiolo e sua moglie, non avendo più di che sfamare i loro sette figli, decidono di abbandonarli nel bosco. Il più piccolo dei fratelli, Pollicino, avendo udito per caso la conversazione dei genitori, si riempie le tasche di sassolini bianchi. Il giorno dopo, quando i genitori conducono i figli nella foresta con una scusa, Pollicino lascia cadere i sassolini dietro di sè; seguendo questa traccia riesce a riportare i fratelli a casa. Il giorno dopo la cosa si ripete, ma questa volta Pollicino ha a disposizione, per segnare il sentiero, solo briciole di pane, che vengono mangiate dagli uccelli.



I sette fratellini, perduti nel bosco, chiedono ospitalità in uno stupendo palazzo. La padrona di casa decide di accoglierli, ma li avverte che il marito è un Orco che mangia i bambini, e nasconde i sette fratelli con cura per proteggerli. Quando il marito rientra, però, sente odore di "carne fresca" e presto scopre gli intrusi, decidendo di mandarli a morte il giorno successivo.Nel frattempo Pollicino scopre che l'Orco ha sette figlie, che egli ama tanto da aver donato a ciascuna di loro una coroncina. Nottetempo, si introduce nella camera delle orchette, sottrae loro le corone, e le appoggia sulla testa dei propri fratelli.



L'Orco, svegliatosi nella notte con l'intento di sgozzare i bambini, viene tratto in inganno dalla "sostituzione" e sgozza le proprie figlie. Pollicino e i suoi fuggono e l'Orco, avendo scoperto della tragedia avvenuta a causa dell'astuzia di Pollicino, indossa gli stivali delle sette leghe per raggiungere i bambini in fuga. Anche questa volta Pollicino lo supera in furbizia; aspettando che l'Orco si addormenti, Pollicino gli ruba gli stivali e torna dalla moglie dell'Orco. Le racconta che l'Orco è stato rapito dai briganti che vogliono un riscatto. La donna dà tutto l'oro che possiede a Pollicino, che può tornare con i fratelli dal padre con denaro sufficiente a liberarli per sempre dalla fame.



Diamo un senso moderno alla favola in questione: Pollicino fa venire in mente le ingiustizie che ancora oggi troppi bambini subiscono, tutta l’infanzia abbandonata, tradita, maltrattata dai più forti, dagli adulti, in molte parti del mondo. Anche dietro l’angolo di casa nostra a volte si può nascondere un bambino che chiede aiuto in silenzio, con il suo sguardo. Anche dietro agli alberi del nostro parco cittadino si può nascondere un orco. I nostri bambini devono avere la possibilità di attraversare il bosco senza paura, devono imparare a superare le difficoltà, anche con la fatica e superando delle prove inevitabili nel percorso di crescita. Il nostro compito è quello di dare loro un “pezzo di pane” da poter sbriciolare per non perdersi e tanto amore e comprensione. Una volta superato il bosco il distacco è inevitabile, ma se i nostri insegnamenti ed i nostri consigli sono stati buoni…il finale della favola di Pollicino si realizzerà: i bambini non vivranno più di stenti fisici, affettivi e morali, ma torneranno a trovarci con il loro “tesoro”. attraverso i racconti , i bambini riescono ad affrontare con serenità paure interne ed esterne e si rivelano istruttivi per la risoluzione di problemi interiori e delle pulsioni vissute attraverso l’acquisizione delle proprie risorse. Attraverso la trattazione di temi attuali delle favole e fiabe, il bambino trova risposta al suo stato emotivo di quel preciso momento e ha chiarimenti sulla propria vita reale. Non bisogna nascondere gli aspetti negativi di favole e fiabe da parte di chi le racconta, perchè il bambino nella sua realtà non vivrà “rose e fiori” , ma si troverà a dover gestire ostacoli ai quali dovrà essere preparato.E’ importante considerare che versi i sei anni, il bambino inizia a strutturare il Super Io , quindi entra in gioco l’etica, la morale: il bambino deve capire la morale della favola per poterne fare uno strumento di educazione; per questo si immedesima nel protagonista, che è portatore di morale. Fiabe e favole vengono considerate come lezioni di vita: anche se raccontano di pericoli imminenti e episodi violenza, il bambino può conoscere il senso del bene e del male. La fine delle fiabe “e vissero felici e contenti” porta rassicurazioni sulle difficoltà: sono presenti ma superabili anche grazie all’aiuto degli altri.


Le fiabe non sono semplici racconti, ma insegnano molto...


Scritto da Daniela89 il Giovedì, 1 Marzo 2012 alle ore 23:17

IL RE LEONE



Benvenuti nella Terra del branco, dimora di alcuni dei più gloriosi animali dell'Africa. Io Sono Rafiki e voglio raccontarvi la storia di un leone, un leone che occupa uno spazio molto particolare nel mio cuore.Ogni mattina, quando il sole spunta all'orizzonte, un gigantesco sperone roccioso cattura i primi raggi di luce. E' la "Rupe dei Re", dimora del mio buon amico, il Re Mufasa e della sua adorata sposa la Regina Sarabi.
Una mattina, tutti gli animali provenienti da ogni angolo della Terra del Branco, si erano radunati alla Rupe del Re per onorare la nascita del loro primogenito, Simba. Io Presi parte alla cerimonia con un compito speciale. Spaccai in due una zucca, vi immersi il dito e feci un segno sulla fronte di Simba. Quindi sollevai in alto il futuro re perchè tutti potessero vederlo. Gli elefanti fecero squillare le loro proboscidi come trombe, le scimmie saltellarono su e giù e le zebre batterono con gioia i loro zoccoli sul terreno.



Non lontano dal luogo della cerimonia, in una caverna dietro la Rupe dei Re, un accigliato leone dalla nera criniera bonfonchiava:"La vita a volte è ingiusta, non è vero? io non diventerò mai re". Era Scar, il fratello di Mufasa, geloso della posizione di Simba quale futuro sucessore al trono. Pochi istanti dopo, Mufasa giunse all'ingresso della caverna." Sarabi ed io non ti abbiamo visto alla presentazione di Simba". Comparve anche Zazu, il fidato consigliere di Mufasa. "Avresti dovuto essere in prima fila". "Ero il primo della fila finchè non è nato quel micio spelacchiato". Detto questo, Scar uscì sprezzante dalla caverna. In poco tempo, Simba divenne un leoncino robusto e giocherellone.



Una mattina presto lui e Mufasa salirono sulla sommità della Rupe dei Re. Mentre osservavano il sorgere del sole, Mufasa indicò i raggi che andavano illuminando la Terra del Branco. "Guarda, Simba. Tutto ciò che è illuminato dal sole è il nostro regno". Simba percorse l'orizzonte con lo sguardo e notò in lontananza una macchia scura. "Ed i posti all' ombra, allora?" "Quelli sono oltre i nostri confini. Non ci devi mai andare, Simba". "Ma credevo che un re potesse fare ciò che vuole". "Essere re vuol dire molto di più che fare quello che vuoi. Tutto ciò che vedi coesiste grazie ad un delicato equilibrio. Come re, devi capire questo equilibrio e rispettare tutte le creature, dalla piccola formica alla saltellante antilope. Siamo tutti collegati nel grande cerchio della vita". Più tardi, rimasto solo, Simba incontrò Scar. "Ehi, zio Scar, indovina? Io sarò re della Rupe dei Re. Il mio papà mi ha appena fatto vedere il regno. E io lo comanderò tutto quanto". Scar guardò astutamente il cucciolo di leone. "Ti ha fatto vedere cosa c'è dietro l'altura del confine Nord?" "beh, lì no. Ha detto che non ci posso andare". "Una decisione assolutamente sensata. E' troppo pericoloso. Solo i leoni più coraggiosi ci possono andare. Promettimi di non andare mai in quell'orribile posto". Quando simba tornò a casa, vi trovò la sua amica Nala e la madre di lei, Serafina, venute a far visita a Sarabi. "Vieni! Ho appena saputo di un posto fantastico". Le madri diedero ai due cuccioli il permesso di uscire, a patto che con loro ci fosse anche Zazu. Simba e Nala si misero a correre per la Terra del Branco nel tentativo di distanziare il loro baby-sitter, facendosi inseguire in mezzo ai branchi di animali finchè non lo seminarono. Liberatisi di Zazu, i cuccioli cominciarono a giocare alla lotta. Nala, con una finta prese Simba alle spalle e lo atterrò. insieme ruzzolarono giù per il pendio finendo in un oscuro crepaccio pieno di teschi e ossa di elefante. "Whoa!" Simba si guardò intorno e trasalì. "Ci siamo! Ce l'abbiamo fatta!" Ma Prima che i cuccioli potessero iniziare l'esplorazione, furono raggiunti da Zazu. "Oh, Accidenti!" "Avete superato largamente i confini della Terra del Branco. Ed al momento direi che siamo tutti in grave pericolo".



D'un tratto tre iene sbucarono fuori dagli occhi di un teschio d'elefante. Spaventati, Simba, Zazu e Nala fecero un balzo indietro. Erano Banzai, il suo compare Shenzi e lo sghignazzante Ed. Banzai ridacchiò."Un trio di intrusi". Zazu cercò di portare i cuccioli in salvo, ma Banzai lo afferrò per le penne della coda e lo bloccò a terra. Le iene circondarono le loro prede leccandosi i baffi. "Che fretta c'è? Saremo molto felici di avervi a cena". Mentre le iene discutevano su chi mangiare prima, Simba, Nala e Zazu sgusciarono via quatti quatti. Ma le iene non rimasero distratte a lungo. Si misero al loro inseguimento costringendo Simba e Nala a correre a più non posso. Alla fine i cuccioli tentarono di nascondersi in mezzo ad alcune ossa d'elefante. Ma inutilmente! E proprio quando per i due sembrava essere giunta la fine, Comparve Mufasa che con una zampata mandò le tre iene zampe all'aria. "Se vi avvicinate di nuovo a mio figlio...". Le iene sgusciarono via con la coda tra le zampe e Mufasa guardò Simba. "Hai disobbedito a tuo padre. Mi hai molto deluso". Mufasa mandò a casa Nala e Zazu per poter parlare da solo con suo figlio. Simba sbirciò su verso suo padre. "Stavo solo cercando di essere coraggioso come te". "Essere coraggiosi non significa andare in cerca di guai". "Papà? Siamo amici, vero? E staremo sempre insieme. vero?" Mufasa guardò il cielo stellato. "Simba, lascia che ti dica una cosa che mio padre disse a me. Guarda le stelle. I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo, ricorda che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io".



Nel frattempo le iene ricevettero la visita di Scar, che adirato emerse dal buio della loro tana. "Vi avevo consegnato quei cuccioli su un vassoio d'argento e non siete stati capaci di sistemarli a dovere". "Beh, non è che quei cuccioli fossero proprio soli, Scar". Banzai sghignazzò. "Già cosa potevamo fare, uccidere il re?" Scar lo fulminò con lo sguardo. "Esattamente". Il giorno seguente, Scar invitò Simba ad accompagnarlo nella gola. Quando vi giunsero, Scar si voltò verso il suo giovane nipote. "Ora aspetta qui. Tuo padre ha una magnifica sorpresa per te". Poco dopo averlo lasciato, Scar ordinò alle iene di lanciarsi contro un branco di gnu, per spingerlo verso Simba. Da lontano Mufasa notò il polverone sollevato dagli animali in fuga. Scar comparve al suo fianco. "La mandria è impazzita! Nella gola! Ho visto Simba laggiù!" Senza aspettare un secondo, Mufasa si lanciò in soccorso del figlio. Mufasa Balzò giù nella gola lanciandosi in una corsa forsennata contro il tempo. Trovò Simba e lo afferò, mettendolo in salvo su una vicina sporgenza rocciosa un attimo prima che il branco degli animali arrivasse a travolgerlo. Quindi venne investito dalla valanga impazzita degli gnu. Disperatamente cercò di issarsi su uno sperone roccioso sopra il quale c'era scar che lo stava guardando. "Fratello aiutami!" Scar si protese verso Mufasa, lo tirò a sè quanto bastò per sussurrargli all'orecchio: "Lunga vita al re!". Quindi lasciò la presa, facendo precipitare Mufasa verso la morte.Simba guardò oltre la sporgenza di roccia proprio nell'attimo in cui il padre veniva travolto dagli animali in fuga. Più tardi, Scar trovò Simba che singhiozzava accucciato accanto al corpo senza vita di suo padre. "E' stato un incidente. Non l'ho fatto apposta". "Ma il re è morto. E se non fosse stato per te, sarebbe ancora vivo. Cosa penserà tua madre?" Simba singhiozzò più forte. "Cosa posso fare adesso?" "Devi scappare, Simba. Scappa lontano e non tornare mai più". Simba fece come gli venne detto, senza sapere che suo zio aveva già dato ordine alle iene di ucciderlo. Scar tornò alla Rupe dei Re per prendere possesso del trono. Nel frattempo Simba si era addentrato nella savana senza cibo nè acqua . E non passò molto tempo che si accasciò esanime al suolo sotto il sole infuocato.



Mentre gli avvoltoi volteggiavano sopra la sua testa, un facocero dal grande cuore di nome Pumbaa, si avvicinò al cucciolo di leone e si rivolse al suo fidato amico Timon, una mangusta dalla parlantina facile "E' così carino, e tutto solo. Possiamo tenerlo?" "Pumbaa, ma sei impazzito? I leonei mangiano quelli come noi!" Ma Pumbaa senza dargli retta, lo prese e lo portò in salvo. Quando Simba si svegliò, il primo pensiero che lo colpì fu la morte di suo padre. Timon gl'insegnò allora l'Hakuna Matata, un motto che significa: "bando alle preoccupazioni". "Devi sempre lasciare il passato dietro di te". E questo fu esattamente ciò che fece Simba. E rimase nella giungla con Pumbaa e Timon per molto, molto tempo finchè non diventò un leone grande e grosso. Ma alla fine gli venne una gran nostalgia del branco. Una notte, mentre guardava il cielo stellato, si ricordò le parole che suo padre gli aveva detto tanto tempo prima. "I grandi re del passato ci guardano da quelle stelle. Perciò quando ti senti solo, ricordati che quei re saranno sempre lì per guidarti. E ci sarò anch'io".



Il giorno seguente, Pumbaa venne sorpreso da una leonessa. Simba accorse in suo aiuto. Ma la leonessa ebbe facilmente ragione anche di lui, atterrandolo con una finta. Fu in quel momento che Simba la riconobbe. "Nala? Che cosa ci fai qui?" "Perchè non sei tornato alla Rupe dei Re? Tu sei il re!" "Non sono io il re. Il re è Scar". "Simba, lui ha permesso alle iene d'impossessarsi della Terra del branco". "Cosa?". "Non c'è più cibo, non c'è più acqua. Se non farai qualcosa, moriranno tutti di fame. Sei la nostra unica speranza". "Non posso tornare". Simba gridò al cielo. "Avevi detto che mi saresti sempre stato vicino. Ma non è così. E' stata colpa mia!" Simba non si sentiva di sfidare Scar, così rimase nella giungla con Nala e i suoi amici. Ma io sapevo che per Simba era venuto il tempo di occupare il suo posto nel cerchio della vita e mi diressi verso la giungla. Quando Simba mi vide, rimase sorpreso. "Ma chi sei?" "La domanda è 'chi sei tu'?" "Credevo di saperlo. Ora non ne sono più tanto sicuro". "beh, io so chi sei. Sei il figlio di Mufasa. E' vivo! E te lo farò vedere. Segui il vecchio Rafiki. Lui conosce la strada". Guidai Simba fino allo specchio di una sorgente. Quando guardò nell'acqua, vide un leone. "Quello non è mio padre. E' solo la mia immagine". "No. Guarda con attenzione. Vedi, lui vive in te". Magicamente apparve lo spirito di Mufasa. "Guarda dentro te stesso, Simba. Tu sei molto più di quello che sei diventato. E devi prendere il tuo posto nel cerchio della vita". Incoraggiato dalle parole di suo padre, Simba s'incamminò verso la Rupe dei re, seguito da Nala, Pumbaa e Timon. Quella che vide arrivando era una terra arida e desolata: le iene ne avevano preso il pieno controllo. In quel momento Scar stava urlando contro la madre di Simba. Sarabi si girò verso Scar. "Dobbiamo lasciare la Rupe dei Re". "Non andiamo da nessuna parte. Io sono il re. Posso fare ciò...". "Se valessi solo la metà di quanto valeva Mufasa, non...". "IO VALGO DIECI VOLTE PIU' DI MUFASA!" Di colpo un lampo illuminò la Rupe sulla quale si stagliava Simba. Scar fece un balzo indietro. "Simba! Sono un po' sorpreso di vederti... ancora vivo". "Dammi una sola buona ragione per cui non dovrei farti a pezzi". Ma Simba fu costretto da Scar a confessare di fronte a tutti i leoni di essere stato lui a causare la morte di suo padre. Scar sogghignò. "Oh, Simba, sei di nuovo nei guai. Ma questa volta non c'è il tuo paparino a salvarti. E ora tutti quanti sanno perchè". Cadde un fulmine e appiccò il fuoco alla sterpaglia secca della Terra del branco. Simba scivolò nel pendio. Pregustando la sua fine, Scar gli confessò di essere stato lui a uccidere suo padre. Con uno sforzo immane Simba riuscì a issarsi sulla rupe e si lanciò contro Scar, mentre Nala e le altre leonesse si univano in battaglia disperdendo le iene. Senza più via di scampo, Scar supplicò suo nipote. "Simba, mi farò perdonare, te lo prometto. Come posso sdebitarmi con te?" "Vattene , vattene via, Scar e non tornare più". Scar fece per andarsene ma di colpo si voltò lanciandosi un'ultima volta contro Simba. Simba evitò l'assalto di Scar che nello slancio precipitò dalla rupe giù nella gola, dove aspettavano fameliche le iene. Zoppicando vistosamente, Simba raggiunse la sommità della Rupe dei Re e lanciò un possente ruggito mentre guardava quello che era il suo regno. Non passò molto tempo che la Terra del branco prese a rifiorire. Nala rimase al fianco di Simba e presto nacque il loro primogenito. Alla presenza di tutti i loro amici, inclusi Zazu, Pumbaa e Timon, ebbe luogo la celebrazione di una nuova vita. Dopo aver fatto un segno sulla fronte del cucciolo, lo sollevai in alto perchè tutti nel regno potessero vederlo.


Scritto da Daniela89 il Giovedì, 1 Marzo 2012 alle ore 23:51

Oggi vi posto una favola che ho letto piaciuta moltissimo!..si intitola..

IL SIGNOR TAZZINA



Eccola...

C' era una volta una signora cicciona...» No! Così non va bene! Riproviamo. Ecco, sì: «C'era una volta un bambino con i capelli blu...» Uffa! Non va bene neanche così! Ecco: «C'era una volta un signore freddoloso...» Basta! Oggi non ho idee, non se ne fa niente. Forse è meglio se vado al cinema! Il disegnatore, assorto nei suoi cupi pensieri, uscì di casa sbattendo la porta. Lasciò sulla scrivania una gran confusione di fogli, penne, matite, colori e tante idee abbandonate.

Quando un colpo di vento entrò dalla finestra, gli schizzi volarono per tutta la stanza e poi planarono sul pavimento, piano piano. «Ehi! Che cos'è questa corrente? Qualcuno chiuda la finestra!» La vocina veniva da un tipo buffo, con un berretto in testa e una grossa sciarpa arancione avvolta attorno al collo. Un tipo buffo disegnato e colorato su uno dei tanti foglietti volanti. Il personaggio creato dal disegnatore era pronto ad affrontare l'avventura della sua vita. Ma non sapeva ancora qual era la storia che doveva interpretare... Sì, era un personaggio senza una storia.

E senza un' altra cosa, anche. Se ne accorse subito, non appena si guardò allo specchio: gli mancava un orecchio! «Vuoi vedere» disse il personaggio «che quello sbadato di un disegnatore si è dimenticato di farmelo?» Ma poi, senza più pensare all' orecchio mancante, decise di esplorare la città che il disegnatore distratto aveva immaginato e poi disegnato e colorato. Il personaggio passeggiava per la strada. E si accorse subito che tutti lo osservavano in modo strano.

Cercò di far finta di niente. Ma la gente parlottava e lo indicava, lo indicava e parlottava.E lui si sentì sprofondare. Sarebbe sparito, se solo avesse potuto. Ma non poteva. Era la sua storia. Alla fine ci fu qualcuno che alzò la voce per dire quello che pensavano tutti. «Guarda, mamma!» urlò un bambino. «Quell'uomo è una tazzina!» Tutti puntarono gli occhi sul personaggio, anche quei pochi che non si erano ancora accorti di niente. Poi puntarono anche le dita. «Ah ah ah, è vero, ha la testa come una tazzina! Ma è un marziano?» E un uomo molto dotto, forse un dottore, aggiunse: «Un rarissimo caso di deficienza auricolare!» Deriso e umiliato, il signor Tazzina (d'ora in poi lo chiameremo così) tornò a casa di corsa. Voleva nascondersi.

Solo e triste, riflettè sul suo destino bizzarro davanti a una tazza di latte. Si affacciò alla finestra mogio mogio e guardò le persone che passavano per la strada. A loro non mancava proprio niente. Però a guardare bene, erano un pò strane... Il signor Tazzina decise di analizzare con cura la situazione.

Quel tipo coi capelli in su, non sembrava una forchetta? E quella lì col mento in fuori e l'aria burbera era senz' ombra di dubbio un autentico bricco. E quell' altra signora con il collo lunghissimo, beh, era proprio identica a un cucchiaino.


In quel momento un urlo terribile echeggiò per la strada. «Aaaah! L'orecchio! Non ti ho fatto l'orecchio!» Era il disegnatore, che era tornato a casa e rovistando tra i disegni aveva trovato il personaggio. «Era ora di svegliarsi! Sempre con la testa per aria, voi che fate i disegni! Bello scherzo mi hai fatto!» disse il signor Tazzina. «Adesso mi chiamano tutti Tazzina!» «Scusa, scusa, hai ragione! Te lo disegno subito, l'orecchio. Aspetta, faccio in un attimo!» disse il disegnatore. «Fermo lì!» intimò il Tazzina. «Ormai il guaio è fatto, è troppo tardi per rimediare. E poi, guarda, quasi quasi comincio a piacermi anche così.» Il signor Tazzina aveva proprio ragione. Ormai era diventato famoso, e proprio per quell' orecchio mancante.


La gente gli si era affezionata perchè era così originale. Il signor Tazzina pensò che poteva approfittare della sua fama per inventarsi un lavoro, e proprio il lavoro che gli piaceva di più. Che lavoro può fare uno che si chiama Tazzina, se non aprire un caffè? E fu proprio quello che fece. Con un' attrazione come lui al banco, il caffè era sempre affollato, a tutte le ore: per la colazione, all' ora di pranzo, per il tè, per l'aperitivo. In breve tempo il caffè del Tazzina diventò un posto molto alla moda. E qualcuno cominciò a portare certi strani berretti tutti ben calzati, per nascondere un orecchio... in perfetto stile Tazzina .
Scritto da Tomb Raider il Venerdì, 30 Marzo 2012 alle ore 15:08

La storia della bambina che andò nel mondo delle Fate

La storia della bambina che andò nel mondo delle Fate



[i]“Vera sentì una voce d’incanto che risuonò argentina e le disse: «Benvenuta nel giardino radioso!» La voce continuò: «Sì, parlo con te bambina bionda, che sei giunta nel mondo dei sogni e di fiaba! Devi sapere che questo è un mondo particolare. Di certo qui non è semplice entrare e molte cose son da imparare. Ricordati allora, ci vuole pazienza, e occorrono anche gioco e innocenza. Guarda nel bosco e vedrai una via, è la prima lezione dell’armonia»”.
“Quando vorrai ritornare in questo mondo dovrai imparare a riconoscere il segreto accesso attraverso il quale tu dovrai passare. A volte questo passaggio è una piccola porta, che magari è nascosta nella cavità di un albero, a volte è la tana di un coniglio tra l’erba verde, a volte è una piccola fessura nel muro, a volte è un arcobaleno che collega il cielo alla terra dopo i temporali, a volte è un sogno che ti permette di uscire dal corpo …”
“Volarono lungamente nello zaffiro e Vera si divertiva proprio a seguire la piccola stella verde che le faceva da guida, che a volte faceva dei lenti girotondi nell’aria, a volte rimaneva ferma ed a volte procedeva spedita come per fare una gara di velocità. Atterrò lievemente sull’erba e vicino a lei fece lo stesso la piccola cometa verde, che appena toccò il suolo prese l’aspetto di Fata Verdina.”
“Dovrai rimanere fedele alla gioia, all’amore ed alla libertà che hai conosciuto. Ed in ogni momento se saprai ascoltare, sentirai la nostra voce e, se saprai osservare, vedrai quello che altri occhi non possono vedere. E forse qualche volta, quando il tuo corpo dormirà immerso in un sonno profondo, potrai venire ancora a trovarci.”


Scritto da Medison il Mercoledì, 11 Aprile 2012 alle ore 11:38

Welcome

Alice nel paese delle Meraviglie



Preferisci leggere la favola o viverla?
Scritto da UtentE il Venerdì, 13 Aprile 2012 alle ore 22:49


ehehe Ut...e vissero tutti felici e contenti..ah nooooooooo...quella è un'altra fiaba pardon..questa immagine mi ha distratta eheheh...era per mostrare la mia linea ispirata ad Alice..semplice e romantica e dolce..eheheh

Chi di noi non ha sognato almeno una volta di essere Alice???

Io si!...trovarmi in quel mondo fantastico e strambo...oddio..a dire il vero neanche qui si scherza ehehehe...mancano solo i conigli parlanti ma in compenso abbiamo tanti asini che volano...quindi non ci lamentiamo eheheh..

Cmq tanti pensano che le favole appartengano solo al pubblico dei più piccoli..invece No.. anche agli adulti piacciono le fiabe.



Era la fine dell'anno faceva molto freddo.



Una povera bambina camminava a piedi nudi per le strade della città.
La mamma le aveva dato un paio di pantofole, ma erano troppo grandi e la povera piccola le aveva perdute attraversando la strada.
Un monello si era precipitato e aveva rubato una delle pantofole perdute.

Egli voleva farne una culla per la bambola della sorella.
La piccola portava nel suo vecchio grembiule una gran quantità di fiammiferi che doveva vendere.
Sfortunatamente c'era in giro poca gente.. infatti quasi tutti erano a casa impegnati nei preparativi della festa e la poverina non aveva guadagnato neanche un soldo.

Tremante di freddo e spossata, la bambina si sedette nella neve.. non osava tornare a casa, poichè sapeva che il padre l'avrebbe picchiata vedendola tornare con tutti i fiammiferi e senza la più piccola moneta.
Le mani della bambina erano quasi gelate.
Un pochino di calore avrebbe fatto loro bene! La piccola prese un fiammifero e lo sfregò contro il muro.
Una fiammella si accese e nella dolce luce alla bambina parve di essere seduta davanti a una grande stufa!

Le mani e i piedi cominciavano a riscaldarsi, ma la fiamma durò poco e la stufa scomparve.
La piccola sfregò il secondo fiammifero e, attraverso il muro di una casa, vide una tavola riccamente preparata.
In un piatto fumava un'oca arrosto.... All'improvviso, il piatto con l'oca si mise a volare sopra la tavola e la bambina stupefatta, pensò che l'attendeva un delizioso pranzetto.
Anche questa volta, il fiammifero si spense enon restò che il muro bianco e freddo.
La povera piccola accese un terzo fiammifero e all'istante si trovò seduta sotto un magnifico albero di Natale.

Mille candeline brillavano e immagini variopinte danzavano attorno all'abete.
Quando la piccola alzò le mani il fiammifero si spense.

Tutte le candele cominciarono a salire in alto verso il cielo e la piccola fiammiferaia si accorse che non erano che stelle.
Una di loro tracciò una scia luminosa nel cielo: era una stella cadente.
La bambina pensò alla nonna che le parlava delle stelle.
La nonna era tanto buona! Peccato che non fosse più al mondo.

Quando la bambina sfregò un altro fiammifero sul muro, apparve una grande luce. In quel momento la piccola vide la nonna tanto dolce e gentile che le sorrideva.

Nonna, - escalmò la bambina - portami con te! Quando il fiammifero si spegnerà, so che non sarai più là. Anche tu sparirai come la stufa, l'oca arrosto e l'albero di Natale!
E per far restare l'immagine della nonna, sfregò uno dopo l'altro i fiammiferi.

Mai come in quel momento la nonna era stata così bella.
La vecchina prese la nipotina in braccio e tutte e due, trasportate da una grande luce, volarono in alto, così in alto dove non c'era fame, freddo nè paura.
Erano con Dio.

Questa fiaba..mi intristiva da morire e non la volevo sentire ora che sono grande la leggo con piacere molta gente..durante l'inverno muore di freddo mentre altri si divertono al caldo il tutto perchè la nostra società rimane insensibile verso queste povere persone..ogni tanto una piccola una riflessione non fa male....ciao Me!!!
Scritto da Tomb Raider il Lunedì, 16 Aprile 2012 alle ore 14:27
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