L'indipendenza [1]

E' da un po di giorni che mi risuona in mente. L'Indipendenza. Alle menti più semplici questa parola porta con sè subito il riferimento ai soldi, l'indipen

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Moavi
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Messaggio 29 Gennaio 2011, 18:50   L'indipendenza Rispondi citando
E' da un po di giorni che mi risuona in mente. L'Indipendenza.
Alle menti più semplici questa parola porta con sè subito il riferimento ai soldi, l'indipendenza economica.
No.. non è quello che stavo pensando io. Mi riferisco ad un'altra indipendenza, quella intellettuale.
Una delle cose che amo della vita da studente è il sentirmi intellettualmente libero. Durerà ancora poco..
Temo infatti che la vita lavorativa porterà a conformarmi ai soldatini della piramide sociale in cui viviamo.

L'indipendenza intellettuale non dipende per forza da quella economica. Per esempio un musicista o uno scrittore "libero" potrebbero in realtà non esserlo per davvero, se piegano il frutto del loro lavoro alle logiche di mercato, oppure al contrario un ricercatore o un docente univ/professore di scuola pur essendo un dipendente pubblico ha una grande autonomia intellettuale. Un altro esempio recente lo sono i giornalisti del Fatto Quotidiano, che sono azionisti del proprio giornale e vivono con gli abbonamenti/copertine e senza finanziamenti pubblici grazie all'amicizia politica.
E meno male ciò, chi lavora con la mente deve essere libero da condizionamenti, in particolare nel caso dei docenti/professori/ricercatori è lo stato (dandogli un lavoro fisso, e non facilmente licenziabile) a farsi carico della sua autonomia intellettuale, e solo così un pensatore può eccellere nelle scienze, nella letteratura, artistica o in qualunque attività umana di pensiero, con profondità, trascendenza e non a tutti accessibile (l'attività umana intendo, non il suo risultato). Dunque una persona libera può essere eccellente solo se come prerequisito si sente libera da condizionamenti economici o politici.
Guardando a noi comuni mortali il discorso non cambia: nessun impiegato di banca si sognerebbe di aprire un blog e denunciare le acrobazie finanziarie, o la spropositata ricchezza di taluni clienti senza buon motivo. Nessun operaio di fabbrica si sognerebbe di farsi intervistare e denunciare la propria azienda perché inquina o anche perché licenzia ingiustificatamente. La maggior parte delle professioni oggi lega una persona con un doppio filo, uno di andata con la provvigione economica e uno di ritorno formato da un patto non scritto di omertà verso qualunque cosa. Ecco perché destra o sinistra o chiunque sia, chi detiene il potere ha negli anni precarizzato il lavoro, man mano destabilizzato certi equilibri nel mondo dell'università, o della scuola. L'obiettivo è il libero pensiero, o meglio l'indipendenza del pensiero.
Esempi di ciò li abbiamo nella storia recente: la strage dell'89 in Cina a piazza Tien'anmen dove studenti universitari che protestano vengono massacrati con barbaria, oppure in Afganistan è nelle università che cercano di formare il pensiero conformato alla dottrina islamica. In tutte le nazioni con un potere forte sui cittadini gli ambienti culturali ed accademici vengono imbagliati o peggio soppressi. Ecco perché l'Italia anche su questo piano si configura come una dittatura morbida. Con l'indipendenza si può quindi misurare anche il grado di libertà di una civiltà, di una nazione.

Uno dei lavori che mi piacerebbe fare è il ricercatore (tralascio citare in cosa..). Darebbe la possibilità di sentirmi libero da condizionamenti ed eccellere in ciò che (sento di essere) bravo a fare. Ma non solo quello, potrei continuare a scrivere sui miei blog, a recensire musica e teatro senza condizionamenti, anzi con lo stipendio fisso ne farei pure di più Very Happy .
Purtroppo so che è difficile, impossibile forse.. anzi sono consapevole che il mio futuro è l'informatico in un'azienda, una pedina, un altro soldato al servizio del potere.
Ma forse.. non è detto. Razz

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Moavi
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Messaggio 04 Febbraio 2011, 15:33   italico Rispondi citando
A proposito di indipendenza.. qualcuno ha fatto caso a cosa sta succedendo in Egitto? La protesta che sta portando alle dimissioni di Mubarak da chi è partita? Dagli studenti universitari, poi si è unita la gente comune.
Qual'è stata la risposta di quel governo? Reprimere le rivolte, poi staccare internet.. Internet è un mezzo dove le libere idee possono circolare ed è pericoloso per il sistema. Poi i militati che occupano le televisioni, e infine in questi giorni anche la caccia ai giornalisti stranieri. Se ci fate caso, tutto ciò che è "indipendente" è sempre il primo obiettivo di una repressione.

Vi ricorda qualcuno di puramente italico ?
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Messaggio 04 Febbraio 2011, 17:03   Rispondi citando

Vorrei uniziare con il risponderti ....il cristo del terzo millennio non direbbe mica andate e moltiplicatevi ma penso che direbbe dateve na regolata visto quello che sta accadendo nel mondo..Moa vediamo come posso risponderti e mi unisco al tuo pensiero....anche se non sono molto afferrata sull'argomento ma leggendo sui giornali e ascoltando il telegiornale..cosa vediamo che l'Egitto è al centro dell'interesse internazionale la popolazione continua a ribellarsi al regime di Hosni Mubarak affinché il presidente egiziano lasci subito l'incarico...eh si sono giorni di proteste giorni di tensioni giorni che hanno tenuto con il fiato sospeso le diplomazie mondiali.. c'è solo da augurarsi che la diplomazia internazionale intervenga e fornisca concrete garanzie....Se non ci fosse stata una pulizia etnica..se ci fosse una costituzione ed una capitale allora si potrebbe parlare di democrazia. Israele è una base per la conquista del mondo non è una vera nazione. Gli ebrei sionisti si sono guardati bene nel trasferirsi tutti in Israele. I sionisti hanno mantenuto i loro posti di potere in Europa e in America. Senza il supporto delle lobbies ebraiche che fanno confluire investimenti nelle industrie ad alta tecnologia denaro oltre ad un infinità di armi... Israele non esisterebbe. Un paese ed un popolo storico non merita governanti criminali..
Ciao Moa buona giornata rosa
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Messaggio 04 Febbraio 2011, 17:16   Rispondi citando
caro moavi se ti rileggi la storia dai tempi dei carbonari fino ad oggi
ci sono casi esemplari simili
non è una novità cambiano i partiti, che siano di destra o di sinistra
cambiano le nazioni , che siano sotto anarchia , democrazia o dittatura
quindi non mi stupisco dell'agire dell'uomo
i fatti si ripetono ................. agli uomini di giudizio larghe sentenze
a te grandi riflessioni
io rimango nella mia modesta capacità di ignorare






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Messaggio 05 Febbraio 2011, 00:51   certo ma... Rispondi citando
Ciao Tombina, personalmente credo poco alle teorie lobbistiche e tantopiù massoniche. Anzi spesso le cose che mi è capitato di leggere a proposito delle cose che scrivi le trovo non proprio assurde ma, ragionevolmente esagerate rispetto alla realtà. Nel post su quello che sta succedendo in Egitto era un esempio per chiarire meglio con un esempio l'idea generale del primo post sull'indipendenza (e gli indipendenti) di pensiero, evidenziando come essi siano obiettivo prediletto dei sistemi di potere ogni qual volta si abusa su un popolo.
Dico genericamente "sistema di potere" perché mi riferisco sia alle dittature più o meno dichiarate (egitto, cina, myamar, e tante altre) e sia nazioni teoricamente democratiche come la nostra se non "liberali" come gli USA.
Non è una questione di nazione la mia, è il sottolineare il fatto che in un sistema (generale sia esso di una nazione o anche più piccolo e vicino a noi come un'azienda, un ufficio) chi ha potere e desidera preservarlo ad ogni costo anche contro il buon senso o la meritocrazia o qualunque criterio del buon vivere civile, tra i suoi primi obiettivi ci sono gli indipendenti, perché rappresentano il potenziale pericolo per l'emergere delle malefatte del potente, perché pensano con la propria testa senza condizionamenti e senza interessi particolari.

Questa in sostanza era l'idea.

Esempi del genere non ce ne sono molti nella storia dell'uomo perché fino a qualche decina di anni fa le persone che avevano accesso alla cultura erano poche e in genere sempre provenienti dagli ambienti di potere o come nel caso europeo, della Chiesa.
Sulla chiesa e l'indipendenza del pensiero si potrebbe scrivere un post a parte, perché anche la Chiesa (che per certi versi è un sistema di potere) trova a scontrarsi con diverse menti indipendenti al proprio interno, e spesso ha preso e prende tutt'ora diversi comportamenti in reazione al loro agire. L'unica differenza magari la potremmo vedere nel modo tutto particolare di reagire della Chiesa, dovuto sia al fatto che la Chiesa è un'istituzione abbastanza monolitica, piramidale e la cui dottrina è abbastanza autoreferenziante (si pensi ad esempio il dogma dell'infallibilità del papa), e al modo di come cerca di abbracciare le varie divergenze filosofiche e teosofiche sotto uno stesso ombrello dottrinale, (si pensi per esempio l'istituzione della "prelatura personale" come l'Opus Dei o pensate per esempio alle c.d. Chiede particolali come la chiesa copta ). Ma è un caso credo unico.

In generale credo che continui a valere il fatto che chi abusa del potere cerca di sopprimere qualunque ostacolo, compreso e soprattutto chi pensa con la propria testa.
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Messaggio 05 Febbraio 2011, 01:27   Rispondi citando
moavi
alla fine ci sei arrivato hihihihiiihhi
non è cambiato nulla
io sono partito dai carbonari
ma se andiamo indietro
possiamo iniziare dalla preistoria
si cambia solamente i modi
ma la sostanza e sempre la stessa



Citazione:
In generale credo che continui a valere il fatto che chi abusa del potere cerca di sopprimere qualunque ostacolo, compreso e soprattutto chi pensa con la propria testa.

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