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Rizla



Il vento alza parole...come il fetore di carogna d'un cane

Rizla, Martedý, 13 Novembre 2007 23:28
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dediche....

topodifogna
Rizla, Giovedý, 01 Novembre 2007 17:42
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Ma bravo!!!... vuoi fare l'artista...stai li e ti metti a giudicare...questo è bello, questo è brutto, le cose vanno cosi', le cose vanno coli'...ti prendi il lusso di aver capito...di essere giunto....ma di essere giunto dove?aver capito cosa?e forse ti senti pure poeta di sto ca**o, presumi che la tua esistenza sia utile, ma utile a chi? a cosa?
Magari pretendi pure che ti capiscano, che devono pensarla come te, che dovrebbero essere magari come te.E' vero al mondo ci sono tante me**e, ma come fai a non pensare che magari invece sei da quella parte?
Prendi le tue decisioni, anzi meglio, le tue decisioni le pretendi dagli altri, e nn ti rendi conto che magari sei un po' grandicello per pensare che ancora una mammina ti metta la sua rassicurante tetta in bocca....
Vuole fare l'artista lui!!! resti chiuso e ragiona....e lui ragione bene eh....assai...tutte cagate, e poi ti nascondi dietro a ste cagate, ti senti artista, giudicchi le cagate e sai benissimo che tu stesso come artista nn vali un ca**o, e ti nascondi dientro un "nn capirebbero" mentre sai benissimo che nn lo mostri perchè csai he la maggior parte delle cose che pensi sono delle cagate.Diciamo che sei una persona in + a questo mondo che pensa e nessuno lo sa, vive e nessuno lo sa, campa e nessuno sa come campa, insomma, una persona praticamente inutile.
Non riesci proprio a guardare alla tua vita, guardi le cose succedere attorno e resti li fermo, come un ca**o, nn ti proponi, nn ti esponi, credi di aver vissuto, e con 4 ca**i in **lo ti credi di aver capito qualcosa, credi che hai il diritto di abbandonarti, di nasconderti a questa vita, e cerchi ancora sicurezza da qualcosa o qualcuno come un pupetto, sempre nascosto e nn ti esponi minimamente, mentre le persone campano cn 100 ca**i in **lo, i meno esperti, i + esperti ne sopportano pure 1000, e pretendi pure che magari ti crei il tuo mondo, le tue amicizie, e nn credi minimamente che invece le persone a stare nel tuo mondo proprio nn ci passa nemmeno per il ca**o, e ti chiedi pure perchè muuhauhuhaua....che co**ione!!! muuhauhauh
Stare nel tuo mondo squallido, pieno di debiti di vita che manco te ne rendi conto, avvicinarmi solo mi viene la depressione, squallido, magari ti senti pure gesucristo che vuole i sui discepoli del ca**o, e nn ti rendi conto che sei un co**ione e come discepolo hai solo te stesso, infatti sei l'unico co**ione che ti da retta...
...mo devo andare che deve venire mio cugino...dopo torno e continuo a offenderti....stron*O!!!!

Rizla, Sabato, 20 Ottobre 2007 23:49
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una aspra sentenza ti giunge
ibridi di mille altre sensazioni
di mille altri ricordi
che siano annuali o mensili o settimanali
o addirittura di ore
vali + di quel niente che ti sei creato
e tutto torna a ricordartelo
torna pure quello che credi vita
ma è solo una girare di cose
un rigiro di esperienze
quasi ti sembrano vendicative
canute come il volto della morte







il cielo era azzurro e privo di nuvole
i passi svelti portavano il tempo del tuo respiro
le foglie morte si appiccicavano al tuo correre
l'odore della putrefazione delle foglie
il caldo penetrava i rami
e dalla terra saliva un odore di mondo
di quel mondo che è ovunque
e te ne accorgi
e cosi' lo regoli
una cosa che è ovunque
e te nn sei immune da esso
i passi dietro di te erano quasi visibili
col **lo ancora scoperto cerchi una cavità
che ti abbracci e ti protegga
un albero cavo morto
che ti dia sicurezza
quel cielo cosi' azzurro
quel bosco cosi' vivo
una barba tanto crespa
delle voci cosi' inumane
sei uomo o donna?
perche lo facevi?
le termiti e il legno putrefatto si avvinghiavano
la macchina partiva
partiva e portava dietro te
portava dientro quella persona che tu ora nn potrai mai essere
e di tutto questo
ti senti conseguenza
ma il mondo gira
gira
e tra te ed esso
ci sono miliardi di chilometri
tra te e quello che speri che sia
nn c'è che un singolo filo d'erba
cosi' grande da parerti insormontabile
cosi' piccolo
che è invalicabile






io spero e vivo come tutti
le cose ti scavano la carne come scavano la carne a tutti
le cose succedono e nn le spieghi
le stesse cose che succedono a tutti
come perdere una persona cara
come credere che una persona ti ami
come credere di essere al sicuro
sei l'unica cosa di cui hai bisogno nella vita
ma a volte
quell'unica cosa
ti sembra cosi' vuota.








a volte ti senti talmente inutile.................
Rizla, Mercoledý, 17 Ottobre 2007 01:23
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salve....si ritorna dopo un po' di tempo. A me è sembrata un eternità, in un luogo dove ho conosciuto delle persone e ho passato molto del mio tempo, senza pentirmene, con un ricordo dolce e perpetuo, di litigi, di ban, di persone stupende, inutile elencarle, TUTTI mi hanno dato qualcosa, dalle persone + pessime a quelle + perfette, ma è a quelle + pessime che dono il mio ricordo, hanno dato tanto, come io, pessimo tra i pessimi, credo di aver dato.....mi mancate....mancate a me come manca un vero amico, mi mancano i nostri momenti da soli, la nostra solitudine come una fortezza, quella che sembrava + indistruttibile di tutte, quella catena creata con la nostra forza e il nostro volere, di nottate, di un amico che nn ti parla e ti tiene la notte sveglio per ascoltarlo, fino alle 11 del mattino, un amico, un amico che vuoi che si apra ma che rispetti, rispetti il solo fatto che lo conosci, e sai perchè nn ti parla, conosci la sua fragilità, conosci l'uomo, è questa l'aria che ricordo, il prenderci uno per uno e metterci su di un vassoio di tristezza e verità, senza ipocrisia, senza falsità, io ricordo un luogo, dove voi, GENTE NUOVA, nn immaginate nemmeno che sia potuto esistere, un luogo dove ora echeggiano le nostre amarezze, un luogo costruito da persone unite, senza nessuno scopo, tranne che quello di colmare un eterno vuoto, il vuoto che ora mi affligge, di quel ricordo, dolce come una femmina, dolce come un sogno in cui rifuggiarsi, era bello, una volta era bello, e VOI GENTE NUOVA nn saprete mai nulla di quello che è successo qui', tra queste braccia che anno cullato le nostre notti, nn ne avete idea, dell'immane grandezza che ha vissuto questo luogo, senza persone, senza niente, eravamo grandi,eravamo grandi, eravamo la cosa + bella che si potesse vedere nel web, come una leggenda, noi ora restiamo, come leggenda, di un luogo splendido ormai decaduto, un luogo di PERSONE, e noi eravamo tali perosone, NOI SIAMO LEGGENDA, nn avete idea di quanta bellezza, di quale abbraccio ha fornito questo luogo, ma noi ormai siamo morti, e nn resta niente, soltanto un deserto di ricordi, di ricordi, e di lacrime date a un luogo, che apparentemente nn daresti 2 lire, ma che per parecchi è stata la salvezza, un deserto di opportunità e di speranza,VOI NUOVI NN SAPETE, la grandezza ti tale luogo, nn sapete dell'amicizia, della fratellanza, dell'amore nato qui, tutto questo sembra leggenda, un leggenda nata per morire come ora la sto guardando morire, e tutto questo è una terribile agonia, vedere sfiorire i ricordi, vedere morire, A QUEL TEMPO CHE NOI ERAVAMO ALZO IL CALICE, IL CALICE DELLA SCONFITTA.

Rizla, Sabato, 18 Agosto 2007 01:29
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Il tempo è un vecchio rinco**ionito, e noi siamo tutti i suoi cateteri.

Calda l'aria,  sembra l'alito dell'uomo barbuto, il tuo vecchio ricordo si rafferma col calore e l'odore degli stessi giorni, quei giorni... da sventato ragazzino.

Il tuo dì ti regala immutevoli sensazioni, immutevoli albe, la costanza del tempo a darti torto, la costanza del tempo a renderti ridicolo, incostante, spregievole, obsoleto.

Sei prigioniero del cerchio delle cose, immutate come la vecchia collina, in un sibillio di patetiche giornate, e tutto attorno a te sembra uno scavo pompeiano, una rovina.

Non vi è piu' la barba incresposa di tuo padre, lo scoppiettio del motore fuori dalla finestra, oggi vi è un vecchio, represso, che scalda i suoi sabati nel letto di un innevato e vecchio ricordo polacco.

Il volto canuto di tua madre, stasera l'hai vista senza dire nulla, l'hai vista asciugare la sua mestizia ai bordi d'un tovagliolino.

E tu, ancora in cerca del tuo urlo migliore, nessun orecchio su cui posare la tua amarezza, e aspetti, almeno  una clemenza, che ti lasci morire in pace, usurarti, con la ragione di farlo, senza l'illusione, mai la presenza, solo illusione, senza certezza. Avrai un senso dopo, forse, quel senso che oggi nn trovi, inutile il picchittare sulla spalla del prossimo la tua presenza, nn vi è orecchio che ti ascolti, solo occhi che ti leggono, milioni di occhi che ti guardano, ti guardano e ti lasciano morire nella tua solitudine.

                               

Rizla, Lunedý, 25 Giugno 2007 22:53
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...pero' che bello sentirla tagliare la soppressata....
Rizla, Giovedý, 24 Maggio 2007 02:09
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Rizla, Domenica, 13 Maggio 2007 05:52
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Rizla, Giovedý, 10 Maggio 2007 01:22
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Rizla, Domenica, 06 Maggio 2007 06:02
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