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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Giovedý, 31 Ottobre 2013 Perdo via il respiro come si perdono le rondini che partono via, e via restano. Esigenza di andarmene da me, da andare via da tutto, non cercare più un perché. Chiedersi del niente quando il niente è tutto, e pregare a un Dio buono come il pane, che il nome mio sia in cima alla lista. Paura che il buio mi divori i sogni, e ancora di più le ossa e tutto ciò che avevo un tempo, ma se la Pace bacia il buio, come un campo di grano e un papavero rosso, allora spero presto che si innamorino da oggi e si perdano da mai. Perdere il mio tempo adesso, che son giovane e inesperta, non ho voglia di capire né di mettere apposto le grida, ciò che va messo da parte è il mio cuore, che duole, e muore, mentre un sorriso è una vacanza, una vacanza che non compro mai, mentre la notte è un’amica buona, che copre il sole col suo vizio di mancare alla realtà. Che di reale non c’è niente, neppure la mia faccia, che ho comprato in una svendita in città, di reale neppure la mia vita, perché vita non esiste quando tu rincorri Morte. Che sciagurata che svendo ad un diavolo l’anima mia, va a nozze col mio dispiacere e con l’angoscia di una luna calante. L'aria si precipita sui miei piedi nudi, che di un salto mettere a tacere le incudini, quando manchi te manca vita e sogno, e l'equilibrio insano che mi porto dentro cade a picco dentro un mare di veleno.
Scritto da <$Miriana> alle 18:06
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Mercoledý, 30 Ottobre 2013 Credo di avere ancora tredici anni. Non mi sembra di essere cresciuta, la carta d’identità segna 93 come anno di nascita, bella cosa se fossimo ancora nel novantatre. Preferirei avere sei anni, ma mi accontenterei anche di averne ancora tredici. Vorrei tornare indietro, e rimediare a tante cose. Vorrei poter essere una ragazzina meno complicata, vorrei poter fare le cose che facevano tutti, vorrei tornare indietro e vivere a pieno, senza aver bisogno di realtà digitali, né di amori fallimentari. A quell’età ho fallito in molte cose, mi sono innamorata di un Fantasma, irriconoscente e folle, ho rinunciato alla mia felicità per donare la stessa a qualcun altro, sono stata carnefice di persone che ambivano al mio dolore, mi sono data colpe senza appartenenza, colpe che nel mondo reale neppure esistevano. Son diventata grande con tutte le forze che avevo, dimenticandomi di essere bambina, adolescente, irresponsabile e indolente. Mi sembra ancora di essere in partenza per Rimini, mi sembra di avere ancora quelle amicizie multiple con persone che conoscevo da una vita, mi sembra di essere ancora minuscola e avere il diritto di non pensare al domani. Il tempo mi ha ingannata, si è preso a grandi morsi tutto quello che avevo lasciato per pigrizia sparso per la mia stanza, per il mondo, in fondo alla mia testa. Mi son ritrovata grande senza capirci molto, son grande ed ho già fatto tutto e provato tutto quello che c’era da provare adesso. L’amore, l’abbandono, la felicità, la malinconia, lo spasmodico bisogno di vivere per qualcosa, per qualcuno. Nichilista di me stessa, guerriera per necessità, amante del vacuo senso di vivere, potrei avere ancora tredici anni, a volte chiudo gli occhi e mi sento ancora la stessa, la stessa che ride e piange di troppe cose.
Scritto da <$Miriana> alle 17:09
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Domenica, 20 Ottobre 2013
Pioggia che di freddo c'è il mio cuore alla deriva,
pioggia che son fermo, e son sordo di una scusa,
annego in mezzo metro su una barca di cristallo,
e tengo il conto saldo di una vita senza eroi.
Pioggia che è già pronta ad affondar le nostre dita,
che come un onda fresca si addormenta sulla riva,

che come un punto fermo rimandiamo il nostro Sogno.

Scritto da <$Miriana> alle 16:56
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Sabato, 19 Ottobre 2013
''Prima di conoscerti portavo fardelli inimmaginabili, con fierezza, rassegnazione, poi ho imparato a liberarmene soltanto quando sei arrivata tu.
Era tutto in chiaro scuro, un bianco e nero che ti allontana dalle cose belle, dall'erba ruvida dei prati di campagna, dalle piogge fresche vissute a piedi nudi. Ero un matto che faceva esperienze a mano armata, rubavo a me stesso del tempo significativo, mi lasciavo cadere su un salotto umido e una coperta di ciniglia. Prima di conoscerti credevo che la gente fosse tutta finta, che portasse dei mascheroni di Carnevale trecentosessantacinque giorni all'anno, poi ho scoperto che mascherarsi  può  essere un orbello felice. Prima di conoscerti i giorni belli lo erano di meno, perchè c'era qualcosa che mancava, un orologio che correva all'impazzata, un spillo sotto i miei cuscini comodi. Ero impotente dinanzi all'infelicità, uno zombie socio fobico. Le feste erano presagi di cuori rotti. Poi ti ho conosciuto, e ho imparato qualcosa anche senza i miei stupidi libri, ho imparato ogni riga del tuo ventre, e ci ho letto con le dita, come fanno i ciechi, una storia bellissima, un modo surreale di passare i nostri giorni. Ci siamo lanciati dai tetti, abbiamo preso una mongolfiera in affitto, nell'aria eravamo due uccelli senza ali, ma senza paura di cadere. Ho imparato che conoscerti è stato un privilegio disumano, troppo grande per un anima fragile come la mia, ma grazie, perchè anche se non lo sai, tu ci sempre stata.''

Scritto da <$Miriana> alle 10:30
Grazie per i Link - commenti

Domenica, 13 Ottobre 2013
Tu credi sia possibile
lasciarsi un vuoto dentro
come uno sparo che ti uccide e poi...
Immaginare di rinascere
sul fondo di un bicchiere,
una bugia nata da una canzone.
Ed essere il carnefice,
di una storia senza porte,
dove non si esce.
Credimi, se a dirtelo ridendo
è proprio quella donna che un tempo ero io,
un fulmine deserto, 
un grido alla deriva,
ti dico adesso che è finita.

Scritto da <$Miriana> alle 16:06
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Mercoledý, 09 Ottobre 2013
Apnea perchè mi tieni col fiato sospeso,
irruenta, illogica,
trattieni l'aria per farne dei bei fiori.
Un gioco di parole non dette,
per non sprecarne altre,
un gioco di polmoni già spenti,
come bambole rotte.

Apnea sarai se scegli di cadere,
sono un pozzo senza fondo,
nel cuore neppure una candela.
Non ho aria da offrirti,
per quest' amore senza sete.

Scritto da <$Miriana> alle 16:12
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Domenica, 06 Ottobre 2013
Bevi la mia vita,
lascia che io scorra in te
come un fiume in piena,
come un pozzo senza fondo
da cui trarre piacere.

Lasciati cadere sul ventre nudo,
simile a volare,
la stessa felice agonia.

Tu sei,
una ferita per cui rido,
morte per cui non piango.

Scritto da <$Miriana> alle 15:52
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Venerdý, 04 Ottobre 2013
Quando ero piccola tutti mi scambiavano per un maschietto, portavo i capelli molto corti perchè avevo paura dell'acqua. L'acqua poi mi è diventata amica, mi è tornata utile quando avevo bisogno di scappare lontano, di affrontare squali e onde altissime. Qualcuna l'ho domata, qualcun altra mi ha sopraffatto, ma non uccisa. Quando ero piccola avevo paura del buio, continuo ad averne ancora oggi, del silenzio, della solitudine che ti si infiltra nelle ossa. Ero vivace, ogni giorno una festa. Non esistevano temporali che riuscissero a mettermi K.O, tranne che per le malattie, quelle mi sfidavano di continuo, ed io di riflesso sfidavo loro. Mi inchiodavano a letto, ma non fermavano la mia immaginazione che continuava a fluttuare. Quando ero piccola sognavo di non crescere più, di restare tale e quale a quel giorno, di poter indossare le stesse magliette sciocche, di avere le stesse codine spettinate.
Quando ero piccola scrivevo poesie stupide, con pessime rime, e pessime parole. Non avevo paura del giudizio altrui, ero una bambina forte, testarda.
Quando ero piccola qualche volta avrò sognato di essere così, da grande.

Scritto da <$Miriana> alle 16:07
Grazie per i Link - commenti

Mercoledý, 02 Ottobre 2013
Romeo e Giulietta è un dramma vecchio quanto il mondo, finzione, realtà, tragica storia d'amore. Seppur sia tutto finto o tutto maledettamente vero ci ritroviamo nella stessa malvagia condizione. Le nostre famiglie si odiano, e forse in segreto ti ho odiato anche io, e tu hai odiato me senza conoscermi, senza guardarmi mai realmente negli occhi. Ma se questa magia è vera, e se tu adesso sei seduto nel salotto di casa mia, forse potrei affermare che niente è finto, e niente è definitivo. Tu mio finto Romeo sei strisciato in casa mia per prenderti gioco di me e della mia famiglia, e dilettandoti sotto la tua mascherina di carnevale intendevi trarmi in inganno. L'inganno sarò io per te, uno di quelli buoni. L'amore è un inganno, dove uno cattura l'altro in modo bonario, senza coltelli ne fiumi di sangue. Abbiamo ballato per ore, un lento, malgrado il nostro secolo sia quello della disco-dance. Non mi piace dimenarmi, preferisco sentire il tuo corpo che scivola sul mio, coperto di vestiti e di bugie. Hai finto di essere un altro, ma quando poi con le dita ti ho derubato della maschera il tuo sorriso mi ha rivelato tutto. Non hai più un piano, il nostro odio, quello che ci ha nutrito per anni, e ridotto a reietti e bombardieri, adesso non esiste più. Nei tuoi occhi da selvaggio c'è una speranza, la stessa che nutro anche io. Spero di essere la tua Giulietta, di non aver bisogno di quarantadue ore di morte apparente, spero di essere sempre viva al tuo fianco.
Il balcone è pronto, la notte pure ad oscurare il tuo cattivo nome. Perchè ci siamo odiati senza un motivo per così tanti anni? Perchè precluderci una buona stella. Ma se tu sei Romeo ed io son Giulietta sarò pronta anche a morire per vivere con te, che sia pure una bara.

Scritto da <$Miriana> alle 16:12
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