Web Irish Pub - iscriviti e crea il tuo blog ;)
Dentroadunsognomalconcio

Venerdì, 29 Dicembre 2017, 15:59

Se fossimo stati più bravi a quest’ora sarebbe diverso. Non è che siamo così scarsi o così pigri, è che gli eventi della nostra vita ci hanno sempre travolto troppo: non c’era un respiro a pieni polmoni prima che potessimo ritrovarci un’altra onda sbattuta in faccia. Così abbiamo temporeggiato, ci siamo presi un po' di tempo, che poi quel po’ è diventato –ancora un po’- e poi si è trasformato in una porzione consistente di vita che ci ha messi in pausa.
Allora i nostri problemi, pensieri o responsabilità, ci hanno sempre tenuto l’uno distante dall’altra, e senza accorgercene la marea ci portava sempre più al largo, nelle direzioni opposte si intende.
Allora quell’- ancora un po’- è diventato infinito, fino a perdere la cognizione delle cose, ma poi, il mondo ha iniziato a fare dei giri veloci su stesso, fino a perdere l’equilibrio, con un tonfo pazzesco siamo caduti in fondo alla frana, ma fortunatamente ci siamo accorti di essere caduti vicini.
Non ci sembrava vero, non dopo tutto quel tempo, e non dopo tutte quelle cose, ma certe cose non le cambi, sono scritte precise su un foglio che nemmeno le burrasche più violente riescono ad affondare.
Ma se il mare si fosse asciugato, e la tempesta si fosse placata, avremmo fatto un giro più rapido, e una caduta più veloce.
E tra qualche giorno saremmo stati insieme, mentre l’anno si chiude e si riapre allo sfregarsi di coppe di vetro allo spumante.
Io sarei stata felice, di quella felicità che mi si legge in faccia, perché io rido sempre, la gente mi chiede di continuo se la mia vita è perfetta, perché raramente lascio trasparire fuori quello che ho dentro, ma quella volta sarei stata felice e basta, come quando ti svegli e sai di andare a fare una passeggiata nel posto che adori. Felice perché non avrei avuto paura dei fuochi accanto a te.
Non credo di averlo mai detto, ma sono come una bambina spaventata: io adoro i fuochi d’artificio, ma detesto con tutta me stessa tutti gli altri botti, quelli che fanno vibrare i vetri mi mettono paura, tanto che non riesco a tenere gli occhi bene aperti, mi tappo le orecchie e faccio qualche passo all’indietro.
Le cose che fanno rumore mi spaventano, quelle che si mostrano in silenzio, e sono belle da morire, invece, come i fuochi di artificio mi piacciono a dismisura.
Allora ti avrei abbracciato, tu saresti stato carino abbastanza da prendermi la testa tra le mani e dirmi – che è tutto apposto- avvicinarmi alla finestra e mostrarmi i colori tenendomi per mano.
Avremmo brindato, facendo a gara a chi beve di più, perché le cose con le bollicine sono le mie preferite. Ti avrei trascinato nella mia stanza, nel buio pesto della camera fredda, fino a farti toccare con la schiena il muro, per darti uno…due…tre baci. Tutti di fila, per lasciarti senza fiato, per dirti senza parlare, -quanta voglia c’è di sentirti addosso.- Le mie mani si sarebbero frenate, e avrei tenuto ferme le tue.
Con gli occhi mezzi bagnati dall’emozione ti avrei guardato mangiare con gusto, sorriso, se mi allontanavo un po', ascoltato parlare, perché quando parli reggi discorsi perfetti, e tieni a bada la noia.
Avremmo giocato con quello che vuoi tu, avremmo ballato, dopo mezzanotte saremmo scappati da qualche parte, solo io e te, come due bambini folli che si nascondono dagli altri.
Il mio nascondiglio sarebbe stato il tuo cappotto, il tuo anche solo le mie braccia.
Ti avrei tenuto stretto stretto guardandoti come un tesoro, quando dal televisore ci sarebbe stato il countdown.
Che poi che cosa buffa, un momento prima siamo in un anno, e un momento dopo siamo in un altro, come un viaggio nel tempo istantaneo che ti cancella gli errori e ti regala l’amore.
Allora facciamo che un momento prima nell’anno che è stato sei da un’altra parte, e un momento dopo, sei qui con me.
Non è così difficile, almeno non lo sembra.
Basta provare a chiudere gli occhi e pensare che sia possibile anche così, anche se è strano, anche se è difficile.
Ma noi siamo difficili, e non si sa perché, ma siamo una difficoltà che passa, che trova momenti di quiete che riescono a valere il resto della guerra.
Saresti stato il primo bacio dell’anno, e il secondo, e il terzo, e l’ultimo ogni volta. Come un rewind di bocche e speranze, anche in mezzo alle folle, in mezzo al freddo e agli orologi.
Fermi così, come una cartolina di altri tempi. Fermi e basta, perché è buffo, ma conosciamo il nostro posto da anni, senza riuscire a sederci.

Saremmo stati perfetti, anche in quel momento, se solo fosse stato diverso, se solo tu fossi qui.
Bellissimi come i fuochi d’artificio, silenziosi e colorati, e non come i botti che fanno tanto rumore, ma che ti lasciano solo il fumo alle finestre e la puzza di bruciato sui vestiti.
Non facciamo fumo,
ne mettiamo paura.
Siamo fuochi speciali che non si spengono nemmeno sotto la pioggia.

Ma ho un segreto da dirti, anche se tutto questo non è stato, del duemila diciassette ricorderò poche cose belle, ed una di queste sei tu: lì in mezzo al niente, con le mani tra i miei capelli, a darmi il bacio più dolce del mondo, a dirci: -che non siamo stati solo un sogno.-

By miriana

Link - commenti
+ * + * +






Mercoledì, 13 Dicembre 2017, 19:53

Qualcuno una volta si è inventato una strana teoria, e l’ha inventata per me, un ammasso di teoremi semplici e frasi compatte, che tutto insieme va poi riassunto con un solo titolo: -la teoria dell’oltre te stesso-.
Il suo enunciato principale dice che: “se un essere umano o inumano fa o dice qualcosa per un altro essere umano o inumano, che vada oltre le sue possibilità, oltre i suoi vecchi desideri e le sue ambizioni sentimentali, probabilmente ha azionato il cuore, e quasi sicuramente è innamorato perso.”
In parole povere, se l’essere Y ha sempre preferito ad esempio, dormire al caldo con dieci magliette le une sulle altre, accanto ad un camino, a finestre serrate, ma d’un tratto per dormire accanto all’essere X, decide di svestirsi delle sue dieci magliette per sentire il calore della sua pelle, e a camino spento, perché il buio è più bello, allora il primo essere è andato oltre se stesso.
Non c’è una spiegazione logica, né un algoritmo da seguire: c’è solo la regola base secondo la quale se uno ha il cuore zeppo di sentimenti e l’altro pure, per una certa durata di tempo, allora i cuori faticheranno a svuotarsi, anche col passare del tempo.
Non è difficile andare –oltre se stessi- quando si ama, ma non è neppure semplice.
Non si tratta di abitudini che vanno cambiate o di una rieducazione di base, è che quando si va oltre il confine di ciò che eravamo c’è il rischio anche di perderci e farci male.
Se l’essere X ad esempio non apprezzerà il contatto con l’essere Y, allora il secondo si sarà svestito inutilmente, potendo anche morire di lì a poco assiderato.
Il rischio fa parte di tutte le cose brutte, ma anche di tutte le cose belle, in sintesi delle cose importanti.
Se qualcosa ti interessa è perché è importante, e se è importante vale tutto il rischio.
Ma non è difficile capire che se riesci ad andare oltre te stesso, è forse perché hai sentito una strana corda vibrare nel petto, e se vibra non puoi sbagliare.
Allora l’uno non avrà freddo, e l’altro non avrà troppo caldo. Essere vicini tutta la notte, e anche il mattino dopo, sarà un’idea grandiosa e profondissima, che non si può chiamare errore.
Si va oltre se stessi anche quando tiri giù le difese: quando l’aria non ti entra nei polmoni è perché non stai più respirando, e se non respiri è perché c’è qualcosa che non va: un paio di occhi intralciano il cammino dell’ossigeno, e non puoi più difenderti, anche a volerlo.
Ogni barriera viene tirata giù senza nemmeno pensarci: tanto che tocchi e ti lasci toccare, e mentre intrecci le dita con dolcezza, vorresti che le mani riuscissero a toccare tutti i punti della tua pelle in successione, senza tregua e paure.
Vorresti andare –oltre te stessa- svestirti di tutto, sentirti stretta in un abbraccio, sentire il respiro nei capelli, e il calore di una guancia infrangersi all’altezza del collo e poi del petto.
Allora laddove c’è la –decenza- non arrivano ad esserci –occhi chiusi- .
Con gli occhi racconti cose che con la bocca non sai dire o non puoi dire.
Con gli occhi sfondi i muri, e tagli i ponti, arrivi alla bocca in modo preciso, senza troppe curve in asse, e segni punti senza nemmeno troppa fatica.
Con gli occhi continui a dire –muoio dalla voglia di restare con te, per minuti interminabili- a fare l’amore, o ad abbracciarsi forte fino a sentire le ossa, a mordersi la pelle, a scambiarsi l’aria senza respirare più.
Con gli occhi sazi e ti lasci saziare.
E parli..parli.. continui a parlare: tanto che vorresti dirgli:- rubami, e non lasciarmi andare.- E –torna indietro a prenderti i tuoi baci, le tue carezze dietro al collo, e le strette tra i capelli.
-Torna e insegnami a tornare, che io ti insegnerò a non andare via.-
Alla fine non c’è camera d’albergo che tenga, non c’è doccia calda e acqua tra i capelli, non c’è stretta sulla pelle nell’accappatoio di fortuna, tanto che poi ti si allaga la testa, e la tua bocca inizia a fare acqua da tutte le parti.
Un acquario nel cranio, un acquario nel petto, e un acquario negli occhi.
Il cuore galleggia e sbatte di qua e di là, la parola inizia a mancare, e fa spazio alla risata schizofrenica.
Non chiedi, ma continui ad aspettare, quando poggi la tempia sul suo petto arrivi a sentire una morbidezza profonda, di quelle che chiudi gli occhi e ti lasci andare, quelle dove non hai paura, e non ti fai domande.
E quando ogni goccia d’acqua si è poi essiccata, trentotto minuti di –amplessi invisibili- si fanno da parte.
Preghi che il trentotto si azzeri, e torni tutto da capo, fino a quando l’infinito legnoso delle lancette non vada in tilt e si spezzi.
Bloccati in uno spazio senza tempo, dove ogni cosa si può fare, dove ogni cosa si può dire, dove si cammina in mezzo agli altri, dove la macchina non fa fatica, e le strade non sono difficili da ricordare. Uno spazio dove l’aria entra, e l’acqua si arresta. Una bolla di vetro dove restare a fare l’amore.
Ogni secondo, e per ogni secondo.
E allora si va oltre se stessi, perché non c’è da fare altrimenti, perché il cuore è impazzito e la ragione pure, perché per troppi anni si è negato a sé stesso, che adesso può prendere solo il volo, e assecondare se stesso.

By miriana

Link - commenti
+ * + * +









 

Il mio Blog

Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic

Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ciò che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte più o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virtù, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno già un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrà bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di più quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


I miei amici

Mia Pagina FB<3


332682 visite


Il passato da ritrovare

ultimi giorni
Dicembre 2018
Giugno 2018
Dicembre 2017
Novembre 2017
Ottobre 2017
Agosto 2017
Luglio 2017
Giugno 2017
Febbraio 2017
Gennaio 2017
Dicembre 2016
Novembre 2016
Ottobre 2016
Giugno 2016
Maggio 2016
Aprile 2016
Marzo 2016
Febbraio 2016
Dicembre 2015
Ottobre 2015
Settembre 2015
Luglio 2015
Aprile 2015
Febbraio 2015
Dicembre 2014
Novembre 2014
Ottobre 2014
Settembre 2014
Agosto 2014
Luglio 2014
Giugno 2014
Maggio 2014
Aprile 2014
Marzo 2014
Febbraio 2014
Gennaio 2014
Dicembre 2013
Novembre 2013
Ottobre 2013
Settembre 2013
Agosto 2013
Luglio 2013
Giugno 2013
Maggio 2013
Aprile 2013
Marzo 2013
Febbraio 2013
Gennaio 2013
Dicembre 2012
Novembre 2012
Ottobre 2012
Settembre 2012
Agosto 2012
Luglio 2012
Giugno 2012
Maggio 2012
Aprile 2012
Marzo 2012
Febbraio 2012
Gennaio 2012
Dicembre 2011
Novembre 2011
Ottobre 2011
Settembre 2011
Agosto 2011
Luglio 2011
Giugno 2011
Maggio 2011
Aprile 2011
Marzo 2011
Febbraio 2011
Gennaio 2011
Dicembre 2010
Novembre 2010
Ottobre 2010
Settembre 2010
Agosto 2010
Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009
Agosto 2009
Luglio 2009
Giugno 2009
Maggio 2009
Aprile 2009
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008
Agosto 2008
Luglio 2008
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Febbraio 2007

Categorie



Feeds


Ringraziamenti

Layout&Template by Arkvallish
Host by Splinder
Image: Link

Brushes
Thanks to:
//dead-brushes.deviantart.com
//spiritsighs-stock.deviantart.com


Adesivi

Metti i tuoi adesivi