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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Settembre 2021

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Domenica, 05 Settembre 2021
Da piccola sognavo di essere una fuorilegge. Volevo amare e farla franca, amare e dividere il bottino per due, una volta fatta sera. Avevo l’età giusta per sognare me e lui in sella ad una moto, sfuggendo alle sirene, alle vecchiette arrabbiate, ai genitori che ci avrebbero ripetuto fino allo sfinimento che quello non è essere dei bravi ragazzi. Ci vedevo in piedi ai colonnati, delle vecchie case cadute, a baciarci ogni centimetro di pelle, sentire le sue mani frugare sotto i miei vestiti, e le mie perdersi lungo la sua bellissima schiena. Ci vedevo con le pietre preziose al collo, a giocare al re e alla regina di un regno che in realtà non esisteva affatto. Ci immaginavo, in piedi, con l’adrenalina nelle ossa, a colpire barattoli vuoti di coca cola, c’entrare lo stesso buco, non perdersi d’animo, sentire le sue mani scorrere sulle mie, così calde da sembrare estate in pieno inverno, il suo respiro sul lobo dell’orecchio, le sue parole confondersi e tintinnare sui miei orecchini di metallo. Immaginavo che vento freddo ci avrebbe colpiti in sella alla nostra moto, come saremmo sfrecciati tra le auto, in mezzo ai pedoni, sentendo miagolare i gatti, ululare i cani, ascoltare le donne del quartiere fare discorsi assurdi di noi. Sentire la libertà nei polmoni, regalarne un po’ a lui, nel nostro centesimo bacio del giorno, perché l’uno non sarebbe esistito senza l’altra. Ci immaginavo ridere sul cofano dell’auto, a sfondare i vecchi cancelli arrugginiti delle strutture private. Correrci incontro, fare il bagno a mezzanotte dentro pi***ne di fortuna, nudi, con il mio petto incollato al suo, sentire il tintinnare della porta di servizio, il ticchettio dell’orologio al polso. Il boom del cuore, che diventa sparo, fiato, carne. Un sali e scendi bagnato, fare due bracciate e poi tornare indietro, ammassati in un mezzo buio, dentro le luci d’emergenza, smezzare una sigaretta, passandola con la destra, guardarlo fumare, con il suo sorriso beffardo, sentirsi potenti e impuniti, con la polvere in tasca, le banconote nella biancheria intima. Sarei cresciuta col suo odore addosso, con la voglia di vedere il mondo sempre dall’alto, su una ruota panoramica, dove i giusti non arrivano, dove i ladri migliori non ci assomigliano. Quando avrei mostrato il volto, sotto la pioggia, lui avrebbe fatto lo stesso, a voce alta gli avrei giurato amore eterno.
Da piccola sognavo di essere una fuorilegge, ora che sono grande, ho dimenticato com’è che si fa.

Scritto da <$Miriana> alle 21:01
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