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Dentroadunsognomalconcio

Domenica, 17 Maggio 2020, 18:11

Sono passate 111410 ore, 56 minuti e 12 secondi più o meno dalla prima volta che ti ho incontrato. Le ho contate, e solo oggi mi accorgo di quanto tempo sia trascorso da quel giorno, anche se sembra soltanto ieri. Eravamo lì in piedi, come soldatini spensierati che avevano voglia di far festa, incapaci di pensare al bene o al male, nuovi nelle nostre vesti, pienamente nella nostra generazione: volevamo cantare, ballare, parlare di cose leggere che ci portassero lontano. Volevamo progettare le feste e gli incontri più divertenti: io nel mentre, progettavo la mia vita con te. Una persona normale non si metterebbe a contare le ore, e forse non avrebbe nemmeno in testa il primo giorno che ha incontrato un altro. Quando incroci qualcuno non sai se sarà un passante, o la parte più importante del tuo futuro, non ci pensi, e non lo segni su alcun diario. Eppure, quelli che contano, riesci subito a beccarli. Li trovi a giocare con la tua vita, a pizzicare le corde dei tuoi desideri, e tu li lasci lì, nella stanza segreta del tuo cuore, senza paura che quella persona la metta sottosopra. Poi a volte, proprio lui ti delude, e mette un gran baccano in trenta metri quadri dove prima riusciva a starci tutto. La sua presenza diventa così invadente, che in mezzo al casino, i sentimenti che inizi a provare per quell’essere umano, fanno tremare le pareti. Poi alla fine lui decide di andare via, e dimentica la chiave dentro la stanza, richiudendosi la porta alle spalle. Quelle stanze non le apri più, non le sfondi, non ci puoi entrare dalla finestra. Non le bruci nemmeno, perché sono antiincendio. Allora quel gran baccano finisce per condizionare la tua vita. La mia stanza sottosopra è ancora lì. Non posso entrare e non posso nemmeno far finta che non esista. Ma quando ti ho visto sapevo pienamente che avrei dovuto tenere il conto, sapevo che ci saresti stato sempre, sapevo che nei miei racconti futuri il tuo nome sarebbe comparso in quasi tutte le righe. Parlavo di te, parlavo solo di te. E quando non ero intenta a farlo, parlavo con te: volevo fare questo, poi quello, volevo prendere e partire con te. Volevo superare le mie paure, volevo sfidare il tempo e lo spazio, credendo che avresti fatto lo stesso. Per amore mi sono svestita più volte, lasciando cadere la mia pelle e le mie esigenze, per farmi carico di tutto, anche se il peso mi lasciava curvata sulle spalle. Ma li abbiamo sprecati quei secondi, li abbiamo buttati via quei minuti, e le ore le abbiamo lasciate cadere nel vuoto. Solo i secondi faccia a faccia sono quelli che non si sprecano. Solo i minuti mano nella mano sono quelli che vale la pena di vivere. Per le ore c’era bisogno di fare l’amore: tutto il tempo, intrecciati in un abbraccio, a sentire il sudore colare nella schiena, a sentir le ossa quasi gracchiare perché il corpo cede alla fatica. Sapevo che eri tu, anche dopo dieci secondi. E tu sapevi che ero io? E adesso, riesci ancora a ricordarlo?

By miriana

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Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ci˛ che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte pi¨ o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virt¨, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno giÓ un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrÓ bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di pi¨ quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


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