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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Maggio 2016

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Marted́, 24 Maggio 2016

Ho il blocco dello scrittore. Si dice capiti quando ci si annoia particolarmente, io di noia ne vorrei se in cambio potessi cedere la mia tristezza. Forse starò perdendo il mio super potere, quello che mi forniva la capacità di giocare con le parole, di emozionare, di fermare il tempo ad istanti perfetti, e crearne altri che avrei voluto vivere in futuro. Ho il blocco dello scrittore, perché forse la mia vita, dopo un bel po’ di anni, è di nuovo in uno stato di fermo. Pensavo di aver trovato la strada giusta, la persona giusta, il modo giusto di vivere le cose e la vita, probabilmente mi illudevo di questa o quest’altra cosa, ma in fondo ero rimasta la stessa me, ferma allo stesso incrocio, con le stesse paure, e quell’ irrisoluta voglia di addormentarmi per un secolo o più. Ho il blocco dello scrittore, perché non so più di cosa parlare. Amavo scrivere di ciò che mi accadeva, o di ciò che mi sarebbe accaduto presto o tardi,  tuttavia una vita intrappolata in un cubo di ghiaccio non può essere interessante per nessuno, figuriamoci se sia un ottimo argomento con cui allietare gli altri. Sono ferma perché soffro, perché essere ‘’la ragazza perfetta’’ non mi è servito a un bel nulla. Non importa se non guardi negli occhi un’altra persona, non importa se sei fedele fino ad essere ridicola, non importa se preferisci regalare piuttosto che regalarti, non importa se lasci perdere i tuoi casini per risolvere i suoi, non importa se metti da parte ogni cosa soltanto per vedere spuntare un sorriso bellissimo, non importa se dici sempre la verità, se lasci entrare totalmente qualcuno nella tua vita, se mostri le tue ferite, e sottovoce, dici: sfiorale, se vuoi, ma non saltarci sopra, potrebbe fare male. Se per caso gli capiterà di inciampare nelle tue ferite,  non penserà a quella raccomandazione sottovoce, la ferita si strapperà, e da quel buio cucito che avevi stretto anni prima, ne uscirà un buco nero ancora più grande, che inevitabilmente ti risucchierà. Non serve essere la ragazza perfetta, in un modo o nell’altro ti sentirai sempre dire che non vai bene. Che ami troppo, che non sai amare, che hai pianto troppo sia di dolore che di gioia, che sei stata inopportuna, che sei stata per assurdo persino troppo leale  e fedele. Ti sentirai sbagliata, ti sentirai non all’altezza di mille cose. Dovrai fare a pugni con i tuoi demoni, e farà male, perché non eri più abituata a combattere da sola, non conoscevi più il colore del cielo se non per guardarlo insieme a qualcun altro, non riuscivi a progettare qualcosa che fosse in singolo. Sarai abbandonata perché avrai amato troppo, perché sei stata troppo buona, troppo paziente. Sputeranno sul tuo amore, non vorranno neppure ascoltarti. La tua voce sarà un eco da cui scappare, e nonostante debba essere tu quella da abbracciare, quella da cercare, quella che dovrebbe concedere un perdono, abbraccerai, cercherai e forse un giorno, perdonerai. Ho paura perché sento di aver perso per sempre una parte di me stessa, l’ho persa nel pianto, gridando, quel giorno, scrollandomi di dosso quell’assurdo tremore, ho perso una parte di me quando mi sono coperta gli occhi per non guardare, e quando gli occhi mi facevano male da impazzire. Ho perso una parte di me quando ho visto davanti a me una persona nuova, una brutta copia di chi amavo. Ho perso me stessa quando un pomeriggio mi sono seduta sul letto e ho pensato: e adesso cosa fai? Con chi starai a parlare fino a quando verrà buio?. Non c’era nessuno laddove io c’ero stata. Ci sono notti che mi sveglio di soprassalto, che spero in un miracolo, che qualcuno mi dica che anche io merito l’amore, che ne merito tanto, mi sveglio e spero che qualcuno mi dica che se non dovessi svegliarmi appena sorge il giorno morirebbe di dolore, e il mondo non sarebbe più lo stesso. E’ esattamente questo quello che desideravo, era esattamente questo il mio assurdo e folle desiderio di quando spensi con un soffio le candeline a tredici anni, a quindici anni,  poi, a diciotto anni. Non so più fidarmi, non riesco a provare più nulla. Ogni sentimento mi appare come un demone incappucciato pronto a mandare in frantumi i miei sforzi. Ho il blocco dello scrittore perché ho gettato via il cuore, perché probabilmente, nessuno sarà mai capace di amarmi.


Scritto da <$Miriana> alle 18:28
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