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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Luglio 2015

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Mercoledý, 08 Luglio 2015 Le sei di mattina mi tormentano, sono una sveglia repentina che mi sbattono la realtà in faccia, mi ricordano che sono sola e non posso più svegliarti. Mi piaceva svegliarti, non si arrabbiava mai, anzi pensava che fosse un modo dolce per passare più ore insieme, non parlavamo mai degli altri, a noi non importava. Passavamo tutta la notte, e quelle ore rubate al mattino parlando di noi, dei nostri progetti futuri, delle cose che ci avrebbe fatto piacere fare insieme. Non spariva mai in preda ad un colpo di sonno, era sempre pronta per restare a parlarmi. A noi non interessava dormire, non ci interessavano un sacco di altre cose, ciò che ci piaceva più di tutto eravamo noi. Non importava di quanta gente ci fosse intorno, ignoravamo tutti e restavamo a guardarci negli occhi. La notte non mi pesava, non mi pesava neanche il mattino, neanche il pomeriggio, neanche la sera. Era un cercarci di continuo, un bisogno costante l'uno dell'altro. Non ci spaventava il futuro, lo affrontavamo a testa alta, con una sola certezza, che non ci saremmo mai detti addio. Lungo questi anni è successo, io non l'ho mai detto, l'ho sempre ascoltato, ricevuto, letto. Ogni volta mi sembrava di impazzire, non poteva essere vero che un punto spigoloso mettesse a tacere tutte le gioie della nostra vita passata insieme. Non mi sembrava vero, le prime volte restavo calma, chiedevo, ascoltavo, le ultime invece sono impazzita di dolore. Non so se l'ha mai immaginata una vita senza di me, io ci ho provato e mi sembra così estremamente triste. Niente messaggi, niente chiamate, niente risate, niente partite, niente progetti, niente canzoni, niente carezze, nessun bacio, nessun sentimento, niente più noi. Solo l'ombra di un giorno che passa e finisce, solo un terremoto infinito che prima o poi getta il cuore a terra come un vaso di cristallo. Correva da me, correva con me, le sue gambe mai mi sorpassavano nè mai restavano indietro. Non volevamo fare nulla di fretta, nè arrivare in ritardo, passeggiavamo lungo la strada della vita tenendoci per mano senza paura. Le sei di mattina mi uccidono. Apro gli occhi e penso che non ci sei più, penso che ho paura da morire, che prima o poi tornerà in sè e mi dirà scusami di tutto, avevo smarrito la strada. Posso essere la tua bussola se vorrai, quella che ti accompagna a tutti i concerti, anche a quelli noiosi. Posso essere la tua ancòra di salvezza, posso essere il tuo ''ancora'', posso essere quella con cui mangiare schifezze, quella che ti sorride quando avrai paura, posso essere quello che fa il primo passo al buio prima di te, anche se il buio mi spaventa. Posso essere l'ago della tua bilancia, il cerotto della tua ferita, posso essere la compagnia più divertente, quella migliore di tutti, posso essere il tuo oggi, il tuo domani. Posso essere ciò che vuoi, se tu sarai ciò che sei sempre stata per me, la felicità.
Scritto da <$Miriana> alle 19:31
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