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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Ottobre 2014

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Mercoledý, 01 Ottobre 2014

C'è stato un momento in cui ho perso tutto.

Non so come sia successo, nè perchè è stato, 

quello che so è che uno dopo l'altro gli eventi

si sono tenuti per mano scaraventandomi in un mare in burrasca.

Ho sempre saputo nuotare, so nuotare,

ma farlo per ore di fila viene difficile a tutti.

Così ho messo di agitare le braccia, di contercermi,

di sperare in un salvaggente, in una barca.

La corrente mi trascina ovunque decida di andare,

ho visitato i porti più tetri dell'anima,

quei luoghi che quando arrivi non ne esci viva,

ho viaggiato per torrenti di lacrime,

visto fiori maligni,

assaggiato bocconi avvelenati,

tenuto per mano cose bellissime

che poi non sono potute restare con me.

L'acqua salata ha corroso la mia luce,

con i suoi denti invisibili ha portato via gran parte di me.

Per molti posso essere la stessa,

per i pochi sono solo l'involucro che mi conteneva.

Non è facile capire i motivi della mia distruzione,

non è semplice essere dalla mia parte,

non è facile capire quando respiro male e inbarco acqua,

quando passo le notti tra gli incubi, sudando, piangendo,

quando le piccole cose che vorrei sono troppo lontane.

Non è facile capire che per mettere a tacere l'uragano che si ha dentro

occorre più forza di ciò che lo ha scatenato, e se di per sè è già potente

abbastanza da lasciarti senza fiato, è umanamente possibile combatterlo.

Non si hanno armi pari.

Non è facile neanche farsi aiutare,

è tutto un mondo in cui tu sei la biglia sbagliata,

la boa affondabile,

l'ago chiuso,

il mare che si asciuga,

il cielo che non rilascia pioggia.

Sei tu, marcia, e tutto intorno è un mondo migliore.

La cosa migliore però sarebbe stringersi ad un petto,

ascoltarne il rumore,

respirarne il profumo,

gridare in una stanza vuota,

affidarsi alla forma che hai e che non vorresti,

far finta di niente,

sperare che passi anche se già sai 

che queste cose non passano mai.


Cercando disumanamente la tua compagnia leale,

le tue frasi leggere, la tua voce in pentagramma,

il buio sicuro della tua ombra che si accosta alla mia.



Scritto da <$Miriana> alle 16:03
Grazie per i Link - commenti