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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Luglio 2013

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Mercoledý, 24 Luglio 2013 Ti sei calata nel mio inferno velato, e ne hai succhiato via il veleno a piccole dosi,hai rallegrato undici lune,  o forse dieci, e hai spento ogni preoccupazione incastrando l'indice e il medio tra il mio pollice. a volte mi sembrava un assurdo sogno, uno di quelli dove ti svegli felice  e sudata, dove disconosci la realta' e vorresti tornare a dormire ancora. L'acqua limpida avvolgeva i nostri corpi, e le onde artificiali ci spingevano all'indietro, mentre le gambe, le schiene, le teste continuavano a lottare contro la corrente.a volte gli schizzi mi appannavano la vista, credo di averti persa  per qualche attimo, ti ho ricercata con gli occhi bendati e il respiro bucato,e poi  riapparivi nelle mie mani. Stesi al sole tra l'ombra e il soleggiato sembravamo eterni quanto alla fine di tutto, c'era silenzio, il silenzio piu' bello della mia vita, quello segreto, quello steso al vento, quello  languido, quello vivo. viva come me con te.  Viva come la notte insonne con te. viva come la tua bocca giovane, il tuo sorriso incastrato, le tue mani leggere. Adesso che non ci sei più anche se in modo apparente, il mondo ha cominciato a scoppiare, la casa pure, i desideri e le manie sono riesplose. Avrei bisogno nuovamente degli abbracci, delle rassicurazioni, della morsa ferma quando il mio corpo inizia a tremare, avrei bisogno di un polpastrello che metta all'asciutto le mie lacrime, di un amico a cui dire che non va niente bene, avrei bisogno del tuo modo di fare, della tua risata da psicopatica che scoppia alle tre di notte, dei tuoi occhi puntati su di me di prima mattina, e dei miei su di te. Svegliarmi tutta sola è una pugnalata a cuore aperto, addormentarmi nello stesso modo pure. Dovrò disabituarmi ancora a te, fino a quando smetterò di reggere la botta. L'inferno è ritornato, e tu dove sei? Ma grazie a te che sono ancora viva.
Scritto da <$Miriana> alle 11:12
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