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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Marzo 2013

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Domenica, 10 Marzo 2013

Dai dillo a tutti di quanto io sia una bomba ad orologeria, che posso scoppiare da un momento all’altro e investire passanti, bambini, donne in attesa, e uomini stravaganti, dillo al mondo di quanto io sia bella fuori e marcia dentro, accodati ai pescatori che avendo al loro amo soltanto pesci piccoli hanno detto che il nostro, che il mio è un mare morto, dillo quanto sia cattivo e spietato il mostro che ti ha accolto in casa, che per anni si è preoccupato di te, che si è schierato dalla tua parte, che ha sopportato i tuoi capricci infantili e creduto, anche invano, alle tue promesse. Chi promette non può sbagliare, e chi sbaglia ha sbagliato a promettere, perché non sa farlo, perché non capisce di quanto sia lunga l’eternità, di quanto un ‘’sempre’’ sia duro come la creta, e indivisibile come le biglie di due ragazzini. Raccontalo al mondo, raccontalo di quanto io sia il Mangiafuoco, di come mi arricchisca delle sofferenze altrui, di quanto amore a vuoto mangi a colazione, e di quanto ne getto nel pattume arrivata alla sera, estremamente sazia, estremamente annoiata. Peccato che io non lo sia, peccato che non sia neanche Pinocchio, il ruolo di chi mente non è affar mio, io sono Geppetto, che ci rimette sempre, che ci rimette in ogni caso, che perde la giacchetta per comprare un libro, che perde il tempo, i sogni, le speranze, Il Geppetto che perde anche la vita inghiottito da una spietata fame animale. Raccontalo, dillo a tutti di quanto io ti abbia ferito, schernito, di come mi prendevo gioco di te, raccontalo perché nella tua testa è un racconto vero, uno schema preciso che hai imparato da qualcuno così bravo a mentire che sarebbe impossibile salvarti. Non c’è più da salvarti, quella da salvare adesso sono io, che mi barcameno tra fanghiglia e rhum di poco valore, salvarmi da spietati tentativi di farmi cadere, ma non cado, non posso cadere. Mi resta una sola carta in mano, spero sia un jolly, probabilmente lo è, sicuramente, credo che non importi il numero di quante carte tu abbia in mano, se la somma di tutte quelle belle soltanto fuori neanche supera di un punto il jolly. Mi salvo. Vado via. Scacco matto al Re.


Scritto da <$Miriana> alle 12:04
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