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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Marzo 2013

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Domenica, 03 Marzo 2013

“Devi morire un po’ di volte, prima di iniziare a vivere davvero” Diceva  Bukowski

E’ vero, bisogna morire cento volte o forse di più prima di capire il reale senso delle cose, la giusta strada, il giusto andamento, eppure se ne avessimo la possibilità faremmo esattamente le stesse cose, ripeteremmo gli stessi errori, rimetteremmo le stesse scarpe dai lacci bianchi e faremmo lo stesso biglietto aereo, pur sapendo che di lì a poco crollerà ancora nei cieli dei Caraibi. Qualcuno la chiama idiozia, qualcun altro semplice corso delle cose, io invece lo chiamo amore. Amore per la vita, amore per gli errori, amore per qualcuno, anche se quel qualcuno ci ha già sbattuto la porta sulla punta del naso infinite volte. Lo chiamo amore, perché altro non può essere quel sentimento brulicante di ottimi propositi, di furie incontrollate, e di pazzie stupide ed irrefrenabili. Anche lo stesso morire così frequentemente è amore, lo è nel momento in cui si è scelto di vivere anche quella sensazione cattiva, anche quella giornata triste e uggiosa. Moriamo quando smettiamo di amare, e moriamo anche quando continuiamo a farlo, moriamo per mille cose, a volte stupide, moriamo per quella tiritera che ci prende in giro, per la cassetta delle lettere sempre vuota e asciutta, moriamo per quel drink preso in solitudine su un bancone di un bar malconcio, moriamo quando il telefono tace, e quando invece prende vita, e magicamente dall’altoparlante si sente un addio che fa rumore, un tonfo in fondo al pozzo, uno splash disperato in una pozzanghera d’inverno. Moriamo ogni volta che smettiamo di scendere dal letto, di indossare i soliti vestiti, ed improvvisarci il cantastorie del gruppo, lo facciamo quando decidiamo di accontentarci di un amore mediocre, e quando invece non raggiungiamo neanche quello. Forse non basterà morire cento volte per vivere davvero, forse neanche mille, forse neanche illimitate volte, è che la vita inizia senza preavviso, parte come un colpo di un fucile a piombini e ti si piazza tra la nuca e il collo stropicciato dai baci. Parte e va. Parto e vado.


Scritto da <$Miriana> alle 16:32
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