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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Gennaio 2013

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Marted́, 29 Gennaio 2013

Odio incontrare in giro quel falso moralismo da suora internata, non è così che vanno le cose, non è così che siamo davvero, tutti in un modo o nell’altro crediamo di valere per qualcuno o anche di saper fare qualcosa, tutti sappiamo tenere un pennello tra le dita, una penna, un cacciavite, un coltello da cucina, o un arma da fuoco, è impossibile  gettarsi dentro un’autocommiserazione pari a quella di Calimero, non siamo così, ed odio quelli che provano ad esserlo per davvero. Mi è capitato di leggere in giro che una grande mestierante in materia dicesse:’’ Io non so scriverlo un libro, preferisco facebook’’. Io non ci credo, non ci credo, perché è impossibile non saperne scrivere uno quando per tutto il resto del tempo si spalma in vetrina quel talento smisurato. Io credo invece che le persone davvero umili, quelle veramente incapaci neppure ci provano a diventare noti, neppure hanno il coraggio di esporsi così tanto come potrebbe essere una pagina face book o una lettera pubblica ad un personaggio famoso, quelli veramente incapaci restano con la testa nel loro guscio, rimangono nella loro dimensione e lo fanno senza alcuna vergogna. Quelli che mi fanno sorridere invece sono quelli che in un modo o nell’altro si reputano incapaci e poi conquistano il mondo, quella è ipocrisia, quella non sono io. Io lo so scrivere un libro, ne ho scritti già tre, e per quanto possano essere grammaticalmente scorretti, poco originali o troppo lineari, so che quello ha un aspetto simile a quello dei romanzi da libreria, so che se qualcuno si accorgesse di me, finirebbe sulla mensola di tutti, perché qualcuno proverebbe curiosità nell’immergersi nel mio piccolo mondo. Non mi piace dire che non so scrivere, non è così, non so se lo faccio bene, ma so che lo faccio, e questo basta per affermare la mia capacità tecnica di farlo. Io le righe le prendo a morsi, gli spazi pure, i punti sono isole contro le quali sbatterci la testa dura e ritornarmene indietro, ma non a casa, a casa ci torno solo per un buon piatto di pasta o per l’abbraccio di mia madre, fin quando devo lottare, lotto. So che i miei personaggi sono strani, a volte mi somigliano, so che qualcuno è spietato, qualcun altro completamente fuori di testa, so che tutti sono la sintesi di quello che ho dentro, e a volte anche fuori. Sono imbranata come Silly, spietata e dolce come Amers, vivo d’arte come Gionni, e vivo al confine di quello che potrei essere come Cloe, ho vissuto un amore che mi ha consumata come Chiara e Alex, e qualche volta ho detto anche di no a dei sentimenti veri come Dado. Inutile continuare ad annegare nel falso buonismo, inutile raccontarvi che questo è soltanto un hobby, vi mentirei.


Scritto da <$Miriana> alle 18:54
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