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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Maggio 2012

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Marted́, 08 Maggio 2012

Si potrebbero dire tante cose di un bacio.

"Che è dolce, appassionante, così forte che ti fa mancare il respiro, affamato, tremante, in cerca di un morbido cuscino su cui riposare per qualche secondo, ripetutamente, infinitamente, e ogni volta con lo stesso impeto di sempre. I baci non si vendono, si regalano, li si tiene in una mano, o  nell’angolo della bocca ancora prima di darne uno, un bacio ti resta dormiente sulla faccia fin quando non ne dai uno, ti lascia un dolce sapore nella bocca misto ad un veleno che ti rende immortale ad ogni cosa, un sapore strano che neanche si avvicina a ciò che mangiamo, a ciò che respiriamo, è come sentirsi in bilico per ore, come essere spediti in dieci secondi di orologio troppo in alto per riuscire a tornare giù nel giro di pochi minuti. Un bacio si ruba, si rubano quando non puoi averli, quando non hai il coraggio di chiederne uno, quando manca un respiro, manca un battito, manca un semplice gesto che ti dia coraggio, i baci rubati sono quelli che ti inchiodano alla finestra, ad un portico di una vecchia strada, quelli che si trascinano alle mura di casa tua, a quelle di un negozio, quelli che ti sorprendono ancora prima che tu abbia alzato la testa e ti sia accorta che qualcosa di lì a poco sarebbe cambiato.  Ti resta la delusione quando poi scopri che ‘’LEI’’ ha già dato il suo primo bacio. Perché restarci male, se fino ad allora non ti eri mai fatto avanti? Non si può reclamare qualcosa di cui non si era nemmeno fatto richiesta, forse con la tua ombra sul mio corpo ne sarei stata capace, forse ne avrei dato uno anche a te, forse qualche anno fa saresti stato la prima persona così vicina alla mia bocca da sentirti speciale, forse sarebbe stato diverso, forse non ti saresti arrabbiato, forse non saresti stato l’ennesima volta contraddittorio. Si avvicendano una sfilza di forse che non sanno sostituirsi ad alcuna certezza neppure se volessi, neppure se ne avessi la voglia. I forse ti restano in gola, i forse ti camminano nella testa fino a consumare la parte bassa del cervello, te li ritrovi tra le dita quando ancora cerchi di accarezzare qualcuno, quando smetti di farti domande, quando smetti di vivere nel riflesso di qualcuno che non c’è.

Ho imparato a baciare prima che tu ti avvicinassi a me,  prima che tu decidessi di cambiare strada, di accontentarti di qualcuno che non sono io, quante cose ti sei perso, quante ancora ne perderai."

 

 


Scritto da <$Miriana> alle 19:21
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