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Dentro un sogno malconcio

Qualcosa di me

Ho 27 anni, sono un Un leone in gabbia e vivo a ancora sulla Luna

Ho letto:
Tutti i libri del mondo

Ho visto:
Persone giurare amore e mentire.

Ascolto:
Cose che mi fanno stare bene e male, tutto il giorno.

Amo:
Poche cose, ma fin in fondo.

Odio:
Dover dimenticare, ed essere dimenticata.

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Marzo 2012

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Marted́, 20 Marzo 2012

Non è vero che sono brava.

Continuano tutti a ripetermelo, l’avrò sentito un milione di volte nel giro di cinque anni.

Non è vero che tutto mi verrà dato perché sono brava.

Cosa significa essere bravi in fondo? La bravura corrisponde forse ad un dieci in pagella? Ad una madre orgogliosa? Ad un dipinto, una canzone, una fotografia fatta più o meno bene?  Essere bravi corrisponde ad essere i migliori o ad uno tra i tanti che fa il suo dovere? Forse tutte le cose messe insieme, forse neanche una di queste, essere bravo vuol dire saper correre veloce quando il mostro della tua vita inizia ad inseguirti, per poi fermarti al primo incrocio ed affrontare i tuoi demoni tutti di pancia, tutti di cuore, senza paura che per l’ennesima volta cadrai a terra, senza vergognarti se anche stavolta ti tremano le gambe, se anche questa sera la passerai con le spalle ad un muro freddo del tuo balcone aspettando che il tuo corpo diventi ghiaccio puro, e tu smetta di sentire qualcosa, qualcosa che ti faccia stare bene, male, qualcosa di umano che ti rende inevitabilmente fragile e calda, e vulnerabile all’ennesima potenza. Essere bravi è la capacità di amare senza alcun freno, senza il timore di sentirsi dire ciao, la voglia e l’incoscienza di rincorrerlo per strada anche se il cielo ha iniziato a rumoreggiare con i suoi lampi e la sua pioggia fredda, è l’istinto di aggrapparti alle sue spalle e di dirgli quando meno se lo aspetta che è tutta la tua vita, ma che se dovesse finire da un momento all’altro tu sarai ancora in piedi, ancora lì sulla porta ad aspettarlo mentre continuerai in qualunque modo possibile la tua vita anche senza di lui. Si è bravi dal momento in cui si sorride anche quando le pareti della nostra vita iniziano a cadere giù, una dopo l’altra, loro ti si frantumano in una mano, sulle spalle, tra le dita, dentro ogni ciocca dei tuoi capelli e non puoi che inalare quel forte odore di polvere, misto all’amara conclusione che anche l’ultima parete si è addormentata sul pavimento di casa tua. Io non sono brava, nonostante tutti continuino a ripetermelo, non ci credo, non voglio neppure esserlo, perché esserlo corrisponde a tutte una serie di responsabilità che ancora non ho voglia di portarmi nelle tasche insieme al mio vecchio cellulare, non sono brava e forse neanche mai lo sono stata perché spesso non sono stata capace di voltare le pagine della mia vita con facilità, l’indice finiva sempre per sfogliare il libro alla rovescia, a ritornare alle vecchie e ormai ingiallite pagine di una storia infinita che neanche sembra più appartenermi. Non sono brava perché non sono capace neanche di parlare alle persone a cui voglio bene, le parole mi rimangono tutte in gola, come missili inesplosi, ruvide caramelle che non scendono ma neanche puoi buttare via, non ne sono capace perché vado in confusione, perché ho sempre troppe cose da dire, e mai il tempo necessario per riempire quelle cinque righe della mia vita e schiacciare il tasto invio del mio cellulare, per dare voce alle mie corde vocali, semplicemente per sentirmi viva ancora solo per un attimo, e poi basta.

Non sono brava perché nell’opinione comune corrisponde ad essere la migliore, io non sono la migliore, non lo sono mai stata, e molto probabilmente non lo sarò mai, per il semplice fatto che non ho la vanità e il coraggio di essere sopra gli altri senza qualcuno che mi faccia compagnia, senza qualcuno che mi tenga per mano.


Scritto da <$Miriana> alle 19:20
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