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Dentroadunsognomalconcio

Venerdý, 23 Settembre 2011, 17:35

Diciamo solo che non sono in forma.

By miriana

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Mercoledý, 21 Settembre 2011, 10:43

E’ stato tutto calcolato, tutto messo lì con uno scopo preciso. In quel calcoli c’era il mio nome, e tutta la voglia del mondo di dirmi: “Ehi basta, non voglio avere più niente a che fare con te! Guardami, sono felice!” Waw. Non credevo che ancora oggi potessi ricevere di queste piacevoli sorprese, neanche potevo immaginare ci fosse ancora qualcosa per cui disperarsi, e qualcosa che fosse più peggio del peggio, e invece c’è, ed è ancora qualcosa che fa parte della mia vita, qualcosa che non ha alcuna intenzione di liberarmi dalla sua stretta morsa. E’ maniacale, lo so bene, ma non credo sia così brutto interessarsi a qualcuno, non credo sia la cosa più spaventosa del mondo provare dell’affetto incondizionato, peccato però che lo si provi molto spesso per qualcuno che non ci pensa due secondi prima di schiacciarti con un piede. Io ci soffro, poi mi riprendo e sorrido, poi scappo anche se non mi piace farlo, ma certe vicende non possono far altro che metterti in fuga, è una sorta di protezione per sé stessi, e l’alternativa alla fuga è morire, allora preferisco prendere le mie cose, infilarle in un piccolo zainetto e re iniziare ogni volta tutto da capo, tutto scorre perfettamente fluido per gli altri, invece la mia vita è un continuo fare, disfare le valigie, riprendermi gli affetti, riporli nell’armadio, mettere la firma, cancellare ogni traccia del mio passaggio, credere in qualcosa, fingere che sia bello, ammettere alla fine che è tutto un diabolico gioco del destino.

By miriana

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Sabato, 10 Settembre 2011, 20:31

Mi tiene compagnia questo posto. Questo è il mio mondo e non si discute.

Che assurde pretese per una come me vero? Ma è il mio mondo e basta perché è giusto che lo sia, è giusto che io torni qui a mettere nero su bianco tutto quello che penso, anche la più piccola e acuta nostalgia. Ma è che ho la mente bloccata, ancora una volta, anche questa volta le parole non mi escono fuori, mi sembra di tirarle fuori con la pinza e mi faccio del male con l’aggeggio di ferro che sbatte in ogni punto. Non mi va di iniziare la scuola, non mi va e basta. Mi tocca incontrare miliardi di facce di ca**o che mi chiederanno tutte la stessa cosa: “Le vacanze?” Io risponderò come al solito:”Tutto bene si, sono stata in giro!”. E quel ‘’in giro ’’ non corrisponde altro a :”Si sono rimasta un altro anno a casa mentre voi eravate con il sedere nell’acqua fredda, anche quest’anno non ho potuto, anche quest’anno non c’è stata l’occasione giusta, il prezzo buono, la compagnia adatta”. Ma tirerò fuori il mio più bel sorriso e cambierò discorso, perché non mi fanno altro che rabbia il loro ostentare una vita sfarzosa se neanche poi sanno che significa esserlo. La verità, una delle tante mie verità è che me la faccio sotto, il quinto anno è una cosa che vedevo lontana, un qualcosa che vedi dal binocolo e la poni nella stanza dei “domani si vedrà”. Quel domani è arrivato, ed io mi sento ancora troppo piccola per affrontare la mia ‘’maturità’’, ma maturità di cosa se poi arriviamo davanti a quella commissione impauriti come pulcini, con gli occhi bassi e lucidi e le mani tremanti? Sarà come mettere la parola fine a quel percorso intricato di relazioni umane e faccende difficili e strane da risolvere. Poi ora si sto delirando.. è che sono tanto depressa quanto annoiata, e questo post neanche ha tanto senso, ma è giusto che io sia qui, lo dicevo all’inizio, e lo ripeto anche adesso, questa è casa mia. Non mi piacciono i miei pensieri, sono strani e si avvicinano tutti ad una strana cosa, una delle cose che in giovane età non si dovrebbe pensare, non mi capisco, e mi faccio paura da sola, perché non dovrei avere quei desideri, non dovrei pensarle certe cose, non dovrei neanche lontanamente immaginarle, e invece una volta al giorno ci penso, poi magari piango, poi magari mi passa dando un solo calcio al muro, poi magari aspetto, ma cosa poi?

By miriana

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Giovedý, 08 Settembre 2011, 11:58

Lo so bene che non dovrei cercarti, ma puntualmente nella lotta tra ragione e istinto, tra mente e cuore vincono sempre i secondi, non perché siano più forti, semplicemente perché sono veri, sono quelle cose che prevalgono e basta senza una ragione precisa, senza un perché logico. Forse bloccarli sarebbe giusto, ma non è semplice, ed occorre molto allenamento, forse occorre anche una buona dose di sangue freddo. Io non ci riesco, è più forte di me, passa una settimana senza cercarlo e mi sento un Dio, poi passano due, tre, un mese, due mesi, poi ricado nella trappola e mi sento nuovamente una me**a, è un ciclo abituale ormai, il mio sentirmi Dio dura al massimo un mese per poi ripiombare nello stesso baratro di sempre. Lo so che a te forse non importa niente di me, anzi forse non ti importa e basta, ma una risposta sarebbe carina. Una risposta alla tua vecchia amica sarebbe gentile. Anche una del tipo “Senti non cercarmi più!” Me la farei bastare, mi andrebbe bene davvero. Il tuo non rispondermi, la tua acuta indifferenza mi fa stare male, e non voglio farti sentire in colpa, l’hai detto tu che i miei erano disperati tentativi di farti sentire in torto, no ti sbagli, io ti ho sempre riposto un gradino più in alto, sei sempre stato l’apice dei miei pensieri, il biscotto più buono che continuavo a conservare. Ma tu dici che io voglio farti sentire in colpa. No. Semplicemente per una volta ti ho detto quello che pensavo, per una volta ti ho raccontato di tutto quello che lasciavi indietro mentre continuavi la tua marcia lasciando paesaggi in rovina, ed io ne ero dentro, ero un abitante di quei popoli che sconvolgevi, poi tornavi indietro come se niente fosse e mi cercavi il pane. No. Il pane non c’è solo quando ne hai voglia, o c’è o non c’è. Forse mi hai vista diversa e ti sei spaventato, per una volta una delle ragazze che conosci ti ha parlato con la voce grossa e le parole dure, per una volta ti sei sentito spiazzato da una donna che ancora non aveva neanche diciotto anni, da una donna che conoscevi fin da bambina, ed ora sono qua. forse sei rimasto quasi allibito dal mio essere forte, dal mio alzare la testa e dirti tutto, sono cresciuta cavolo sai? Ho diciotto anni, ma questo tu forse neanche lo sai, non sai più niente di me, e a te sta bene così, a me non sta bene, io non solo il tipo di persona che mangia in un piatto, ti dà la sua amicizia e dieci giorni dopo ti dà l’addio senza un motivo valido, senza una ragione precisa. Tu scappi, l’hai sempre fatto, ed io ti giustificavo, continuo ancora a farlo ma non so se te lo meriti, non so se una persona che sbandiera affetto nei tuoi confronti e poi per mesi neanche più ti risponde ad uno squillo si merita il mio rispetto, la mia stima e il mio bene incondizionato. Se sei felice io sono contenta per te, te lo giuro, sono felicissima, perché è la cosa che mi ripeto ogni notte, che tu sia felice e basta, e nelle preghiere che dedico a te il mio nome non compare mai, non mi importa se tu mi voglia nella tua vita, non mi importa se non vuoi ritornare questa volta, ma non lasciarmi in mezzo al mare, dammi una risposta e basta, io andrò via con i miei piedi, ma dimmi una sola parola, anche solo un “ non voglio più parlarti”, non motivarmi le scelte che prendi, non darmi una ragione, ma parlami e dimmi cosa intendi fare, non lasciare che il vuoto porti via anche il nostro ricordo, non lasciare che il silenzio mangi anche l’ultima briciola della nostra vecchia amicizia, pensaci su anche solo per un attimo, pensa di quando ridevamo insieme, e di come ogni volta che ritorni io non ti dica mai di no, ma ti accolga a braccia aperte perché ti voglio bene, e questa stupida testona lo farà per sempre. Se puoi ti chiedo l’ultimo favore, non dimenticarmi, ti prego non farlo, non chiedo nulla in cambio, ma tu ricorda sempre il mio nome. Non c’è bisogno di dire  di chi sto parlando, chi mi conosce sa a chi sono indirizzate queste parole che forse neanche leggerai, ma a me piace scriverti, come piaceva anche a te un tempo, mi piace perché sembra essere tornati indietro, quando io ti scrivevo qualcosa e tu con le lacrime agli occhi mi dicevi che non dovevo, che ti venivano le rughe. Non la leggerai, so che non lo farai, ma forse un po’ di vento te la porterà sotto la porta della tua casa, e allora tu riderai di me, ma non mi importa neanche questo, credo di averti dato tutto di me.

By miriana

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Giovedý, 01 Settembre 2011, 17:54

Tu non li hai mai visti i miei occhi per davvero.

Non ti sei mai accorto della loro grande luce quando per un attimo si perdevano a guardarti. Non conosci la loro paura, di quando si schiudono e diventano enormi, di quando liquidi si preparavano a dirti addio. Non riesci ad immaginare la loro profondità e le loro cadute sull’asfalto, e non li raccoglievi, li lasciavi li a portata di mano, per regalarli ad un passante. Non conosci le loro traiettorie vuote e i giri enormi che compiono solo per venirti a cercare. Non puoi sapere delle loro lacrime calde che si avvinghiano alle ciglia per poi lasciarsi cadere. Non conosci il loro mondo e il loro assurdo modo di comportarsi quando straripano di pensieri, e di quando si lasciano chiudere dicendo addio ai colori.

 

By miriana

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Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ci˛ che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte pi¨ o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virt¨, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno giÓ un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrÓ bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di pi¨ quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


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