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Dentroadunsognomalconcio

Domenica, 27 Novembre 2011, 18:18

E’ stato bello parlarti, mi è sembrato  di stare meglio anche se è soltanto una stupida illusione. E’ un illusione, è un inganno perché è passato un solo giorno e già mi sembra un eternità che io e te non parliamo. In fondo cosa potrei dirti? Cosa potrei raccontarti? Che la mia vita fa schifo te l’ho già detto, per il resto io ho il mio mondo, tu hai il tuo, che molto probabilmente neppure si assomigliano, no non si assomigliano per niente. E’ stato bello perché io parlavo, tu mi ascoltavi, ed era come se le cose fossero ritornate ad essere come prima, le cose che amavo di più in questo mondo, il mio sorriso, il tuo sorriso, la mia felicità, il tuo stare bene, le nostre cavolate, la capacità di cambiare discorso nel giro di dieci secondi. Mi spiace, non hai colpe tu, scusami, ma  credo di non avercele neanche io, sono stata solo troppo buona, ho voluto bene troppo e male, tu eri solo la persona sulla quale ricadeva tutto. Dici che bisogna pensare a sé stessi, altrimenti si cade sempre più giù, hai ragione, io non sono sprofondata… di più quando hai deciso di andare via, mi sembrava di non poter più vivere come fanno tutti gli altri, ma ora che so che stai bene posso stare tranquilla, posso posare la testa sul cuscino senza il timore delle tue azioni, stai bene, sei felice, e penso che ‘’lei’’ è proprio bella, è una buona scelta. Ora che tutto è tornato al suo posto tu puoi essere felice, alla mia felicità penserò più avanti, è la legge delle priorità che mi sono messa in testa, e vengono prima le persone a cui voglio bene, poi in fondo alla lista ci sono io, so che a te non sta bene, dici che dovrei pensare a me prima di ogni altra cosa, è vero, ma non ci riesco. Spero che per una volta io abbia insegnato qualcosa a te, di come si possa volere bene a qualcuno incondizionatamente.

 PS:Mi metto a studiare, promesso!

Magari potrai essere fiero di me.

By miriana

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Martedý, 22 Novembre 2011, 20:00

Non mi è possibile parlare come scrivo. No professoressa non ne sono capace.
Quando scrivo sono un miliardo di cose messe insieme, sono cento e sono una,
sono esplosione di pensieri. Mi libero da ogni parola mal pronunciata,
da ogni frase bisbigliata, da ogni esitazione di chi parla gridando,
quando scrivo sono esattamente ciò che vorrei essere.
Non si aspetti più niente da me di più di quel che sono senza penna.

By miriana

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Martedý, 15 Novembre 2011, 19:25

fan**lo a chi dice che bisogna vedersi per concretizzare i rapporti. Ma cosa significa la parola concretizzare? Mettere punti laddove non ci sono?  Guardarsi negli occhi e avere minore paura di essere imbrogliati? Andare al cinema e dire a tutti si, eravamo lì quel giorno, insieme? Concretizzare per fare l’amore? Concretizzare per smetterla di prendersi in giro? Sono tutte idiozie. I sentimenti non si concretizzano, o ci sono  o no, non possono esserci punti di partenza dai quali iniziare rapporti senza provare neanche un minimo di curiosità, non possono esserci parole vere se prima non ci si sente realmente veri e legati. Non può esserci cinema capace di legare due cuori che neanche si assomigliano. Tutto questo viene prima, tutto questo turbine d’emozioni viene molto prima del vedersi, dello stringersi le mani, del dirsi ciao per davvero, dell’addormentarsi nello stesso letto dopo aver fatto l’amore.

Concretizzare è una fo**uta eresia.

By miriana

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Domenica, 06 Novembre 2011, 17:22

Sarebbe bello se dall’altra parte del mondo ci fosse l’anima di ognuno di noi che di tanto in tanto torna dall’altra parte del confine, la parte dei cattivi, la parte di chi non si fa scrupoli, il regno di chi ama poco e in modo errato, o troppo e male. Sarebbe bello perché è materialmente impossibile e fuori da ogni logica umana, eppure a me piace pensare che sia davvero così. Credo nella predestinazione, credo nei segni del destino, nei numeri che sommati prevedono cose, credo nell’eternità della luna, e credo per sino in quello stupido oroscopo che da una serie di linee guida per la settimana, sono tutte cose sciocche ma che danno quel tocco speciale alla vita mortale di ognuno di noi, quel tocco surreale di cui ha bisogno la mia esistenza per non sentirsi troppo nel grosso catalogo dei già visti. Credo di essere fuori dal comune non perché ho strane visioni o faccio sogni premonitori, sono fuori dal comune perché ho un istinto così forte che se non gli do ascolto tutte le cose mi si rivoltano contro. So benissimo che quando mi sento strana probabilmente accadrà qualcosa di brutto, non solo a me, forse anche lontano in chissà quale parte del mondo. Apro gli occhi al mattino e mi sento inquieta, e allora capisco subito che qualcosa non va, che forse mi arriverà un messaggio che non mi aspetto, che qualche idiota tornerà a bussare alla porta del mio cuore, so che molto probabilmente si metterà a piovere e che forse prenderò un brutto voto a scuola, so che le cose in quel momento girano male e se non do ascolto a quello che le sottili voci della mia mente mi sussurrano le cose non potranno che peggiorare. E allora su una strana isola dove il cielo e il mare sono un unico blocco sui toni del grigio azzurro, dove c’è continuo silenzio e di tanto in tanto c’è un via vai di evanescenti aloni biancastri, dove non si mangia, ne si dorme e dove ognuna di esse sa quando è il momento di far visita a qualcuno ci sono esseri spirituali che neanche esistono fin in fondo senza di noi. E allora ieri chissà quale delle anime perse è venuta a trovarmi nella mia stanza. Ascoltavo una canzone ‘’Apolgize’’ quella che parla di un certo tizio che chiede perdono, e ad un tratto la manopola del volume si è girata senza che neanche la sfiorassi fino a toccare il volume 60, ed io in preda al panico e la confusione ho premuto il tasto per lo spegnimento senza neanche realizzare cosa fosse successo. Qualcuno potrebbe dire semplicemente che si è trattata di una coincidenza tecnologia, di un intrigo di fili e corrente. Ma io non ci credo.  Non mi pare una cosa successa tanto per, io credo sia un messaggio, un messaggio dato da qualcuno che si è sentito in debito con me, un messaggio dato da una di quelle anime di quell’isola deserta ai confini della ragione, l’anima di qualcuno che ha deciso di farsi perdonare, qualcuno che ha fatto un viaggio di ore ed ore fino ad arrivare nella mia buia camera, e alzare il volume così forte da farmi capire che è realmente pentito. Ma si, chiamatemi pure pazza, visionaria, stupida e sognatrice, ma le cose che non puoi sapere ne vedere  molto spesso sono quelle di cui devi aver maggior certezza, quelle che quando meno te lo aspetti assalgono i tuoi pensieri e in meno di sette secondi stravolgono la tua vita.

By miriana

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Martedý, 01 Novembre 2011, 18:43

I piedi che battono sul chiaro pavimento di marmo a chiazze grigie e sui toni del nocciola, l’ascensore rimbomba nella testa di chi distratto ascolta quel giorno. C’è chi passa e sorride chi quasi si ferma a chiedere il perché, poi c’è il cornuto che corre su per le scale per assicurarsi che accanto a sua moglie non c’è anima viva. Poi c’è una donna sui trenta che si fissa le scarpe, i lacci cadenti rimangono sfatti, ha le braccia conserte del coraggio mai perso, non ti guarda negli occhi, lei li affida alla luna, la pupilla castana neanche si agita più, uno strapiombo di nero inghiottisce chi le si avvicina. A tratti mastica frasi non si capisce neppure una parola, sembra essere pazza o forse solo bruciata nel petto. La fine che fece fu saltare burroni, fino all’ultima porta che si chiuse silente, lei lasciò la sua casa piena zeppa di libri, neanche più scrive sogni, i viaggi li tiene in testa. Sembra dondolarsi ogni cinque minuti, è grande all’anagrafe ma quella faccia mai cambiata racconta il contrario,  i capelli più corti di quando fu sveglia  quasi sembrano rame e le coprono il viso, poi le alza la testa, non ti dice parole se ne resta nel mondo di chi male non vuole. Ha gli stessi vestiti lei non li cambia mai, sono scuri e ingialliti da quel che lei chiama guai. Neanche morte è nemico, spesso gli dà la mano, non si lascia acciuffare ma neanche scappa lontano. Nulla più fa paura a chi ha visto tempesta, neanche l’acqua che arriva e ti annega i pensieri. C’è chi passa e poi ride, lei neanche si accorge, ma poi lascia le scale e parte senza una meta. Lei voleva dei figli, pure amore sincero, quando il sole tarda il suo arrivo si dovrebbe cambiare, ma lei non vuole e allora dorme col niente su un tappeto di macchiato di nero. Lei vive in un bianco quadrato spigoloso e solo pensato, incosciente bambina, solo una pazza già grande, questo è quel che si pensa se si arriva a domani.

By miriana

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Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ci˛ che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte pi¨ o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virt¨, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno giÓ un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrÓ bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di pi¨ quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


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