Web Irish Pub - iscriviti e crea il tuo blog ;)
Dentroadunsognomalconcio

Sabato, 26 Marzo 2011, 11:45

"Mi senti ancora o fai finta di dormire?
Hai sù quella faccia la solita espressione
da burlone.. ma questa volta non ti si sente il respiro..
ti volti verso di me.. e le lenzuola un pò cadono su un lato..
poi mi guardi negli occhi con l'espressione di chi non sa che dire..
con la bocca povera di parole.. che si incastra in ogni spigolo rosato..
io capisco che non è la solita sera.. è diversa..
forse perchè non c'è la luna e fuori piove? Mi chiedereste.
No.
Lui non ha il suo solito sorriso, e in meno di dieci secondi
si veste con i vestiti dell'altra sera..
piega la testa e farfuglia parole sottovoce..
Non ho neanche il tempo di rincorrerti..
perchè tu sei già lontano anni da me..
e hai sporcato anche l'ultima emozione..
con il tuo addio neanche pronunciato..
il tuo addio vigliacco e scalzo..
 ma poi Ti cerco in tutte le stanze,
arrivo all'ultima, so che non ci sei,
però a me piace pensare che sei nascosto
tra le tue stesse ginocchia..
come fanno i bambini..
si nascondono per essere cercati..
Ma tu vuoi davvero essere trovato da me?
Insomma.. forse preferiresti qualcuno con un'altra faccia,
dal sorriso consumato e la testa piena di ricordi,
io sono piccola e tu lo sai..
non ho rughe.. e i miei pochi ricordi parlano
solo di te..
Ma la testa ora mi scoppia..
il cuore straripa..
e il sangue si raccoglie tutto ai miei piedi..
è freddo..
ma non mi arrendo,
resto per adesso nel mio angolo
con le ginocchia strette
e le spalle piegate..
so che mi verrai a cercare..
ma intanto chiudo gli occhi...
buonanotte amore."

By miriana

Link - commenti
+ * + * +






Venerdì, 18 Marzo 2011, 12:10

E’ strano stare in auto ancora una volta con i miei genitori.  Guardarli discutere simpaticamente dai seggiolini davanti, l’auto romba, sfreccia, poi si ferma tra il traffico di auto accecanti ed impazienti, la pioggia batte sui vetri incessantemente, chiara e fredda si trasforma in un vetro sul quale giocare, disegno iniziali, e poi il mio nome.. non lo so perché ma il mio nome mi sembra importante, io mi sento importante quando qualcuno mi chiama. Ma poi distratta con la musica bassa allo stereo mi accorgo che mi resta ancora poco prima di essere dall’altra parte dei seggiolini, magari sarò genitore, zitella, non so come sarò, e se avrò ancora il posto vuoto accanto al mio che ti strappa il cuore e lo divora, perché ti porta indietro a quando eri davvero felice, quando era tutto messo al posto giusto e non sparso per il mondo. Mi accorgo che è davvero bello sentirsi piccoli piccoli, quasi incapaci di scegliere, seduti male con la testa sul finestrino bagnato e lasciarsi trasportare da qualcuno che non sei tu, da chi mi ha messo al mondo e si occupa ancora di me.

By miriana

Link - commenti (2)
+ * + * +






Lunedì, 07 Marzo 2011, 20:40

Ero proprio una bambina. Minuscola, timorosa, imperfetta e tremendamente indecisa, le cose però tutto sommato andavano bene, qualche problema con le amicizie, le prime delusioni dall’amica che credi eterna, poi scopri che non è così che ti eri fatta mille film, però a parte a questo ero felice, insomma era una bella famiglia la nostra, ogni tanto qualcosa che non andava c’era, ma è normale, quelle perfette non esistono, almeno non qui. Le prime esperienze fuori casa, le prime serate d’estate passate sulla panchina del paese a scherzare con le amiche, il primo trucco e le prime bugie che poi non sapevo tenermi in gola, tornavo a casa e con una faccia da cane bastonato raccontavo tutto a mia madre, ed anche i primi schiaffi, ma anche la prima sottile soddisfazione che non mostravano i miei genitori ma che sicuramente avevano sotto sotto, stavo crescendo, ed erano orgogliosi di me, certo dovevo studiare, ma era importante che io iniziassi ad avere la mia cerchia di amici, le mie uscite, e i miei film al cinema. Ero indecisa si, ma su un'unica cosa non lo ero, l’amicizia. A quella ci tenevo parecchio.. chiunque dicesse qualcosa sui miei amici diventava mio nemico, erano intoccabili e perfetti. Anche lui lo era per me. Era un amico importante, neanche l’avevo mai visto in faccia eppure a me importava cosa facesse, dove fosse, quali fossero i suoi problemi. Li volevo tutti io, volevo risolverli io i suoi problemi, volevo trovare la soluzione ad ogni cosa e sentirmi dire :”Brava”. Il suo complimento valeva più di dieci 8 a scuola, cercavo di accaparrarmeli tutti, lasciavo qualunque cosa stessi facendo per aiutare lui nei suoi mille problemi,e nelle sue difficoltà, ero piccola, tredici anni, ma cercavo di nasconderli tutti i miei anni, mi guardavo allo specchio e mi odiavo, non era una semplice crisi adolescenziale, io volevo essere grande per lui, perché non mi bastava il bacio sulla fronte, io volevo di più, e mi arrabbiavo se qualcuno sottolineava gli anni che avevo, impazzivo di rabbia, la mia faccia si faceva di mille colori, e il più delle volte preferivo chiudere il discorso, spegnere il computer e far finta che non fosse successo nulla, ma quelle parole rimanevano tutte ferme lì, era vero che ero giovane, ma non volevo accettarlo, odiavo gli anni che avevo, li odiavo dal primo all’ultimo, per strada guardavo spesso le ragazze più grandi, cercavo di prendere spunto, c’era la moda della pancia scoperta all’epoca, allora le imitavo, rossetto rosso, pancia scoperta, minigonna rosa e capelli sciolti, nel mio immaginario chi li portava legati era un maschio, è un idiozia lo so, eppure ci credevo, ed evitavo tutte le cose da bambina, forse ho bruciato la tappe, si le ho date fuoco, tutte. A volte me ne pento, ma io ero accecata d’amore, completamente innamorata persa, di ogni suo pregio ma anche di tutti i suoi difetti, di tutto quello che diceva, ma anche di quello che ancora non aveva detto, sapevo già cosa avrebbe pensato, me ne accorgevo da come si muoveva, da come rispondeva gli altri, a volte era nervoso, e bastava una mia parola per calmarlo del tutto.  Poi la dichiarazione, fu davvero faticosa, pensata, immaginata, ma più mi sforzavo nel nascondere il mio amore, più sembravo fredda e distante, non volevo accadesse questo, era l’ultimo mio desiderio, e allora presi coraggio, le parole tutte di fila gli rivelarono il mio amore, una dichiarazione inaspettata e fulminante, non volevo neanche sapere cosa ne pensasse, ero troppo paurosa, troppo nervosa e troppo piccola per sopportare il prevedibile no. Ricordo ogni istante, corsi nel lettone dei miei genitori a guardare un programma che neanche mi piaceva per non dare nell’occhio, il mio cellulare fermo sulle lenzuola pulite improvvisamente si illuminò, era un messaggio, il suo.. pensai di tutto in quel momento, avrebbero potuto essere insulti,  domande. Non avevo il coraggio di leggerlo, non volevo farlo.. ma più cercavo di concentrarmi sul televisore, più la voglia di leggerlo diventava forte, con uno scatto improvviso afferrai il cellulare e lessi tutto d’un fiato, le parole nella mia testa scorrevano veloci, era un si. Era un proviamoci, una speranza, un sogno per una ragazzina, il suo primo si, quello più importante, quello sognato in mille sogni notturni, l’immaginabile speranza che neanche avevo più. I giorni volavano veloci, non me ne accorgevo neanche di tutte le notti che passavo a fissare la sua foto, era così bello per me, il migliore, il ragazzo migliore del mondo, il mio primo vero amore, così bello che a volte come se fossi dotato di un istinto soprannaturale mi svegliavo, e mentre controllavo il display mi arrivava un messaggio, un abitudine che ancora non riesco ad estirpare,  mi sveglio di soprassalto come se ci fosse ancora qualcosa da leggere, oggi non c’è nulla, ma la mia mente da ancora quei vecchi ordini. Forse sono stati 7 giorni, non lo so quanti sono stati, ne ho perso davvero il conto, forse la mia memoria ha adottato una sorta di autodifesa che per non soffrire è riuscita a cancellare almeno l’umiliazione di quei pochi giorni. Quella speranza di felicità era svanita nel nulla. Io ero troppo piccola.. la gente parlava, criticava e discuteva su di me, ero sbagliata per lui, non potevamo stare insieme.. per un qualcosa deciso da qualcuno che non eravamo noi, l’amore c’era,  ma non potevamo, era stata questa la mia risposta, questo il congedo. Chiunque sentisse il mio racconto diceva: ma che razza di uomo è se non sta con la ragazza che ama solo perché hai qualche anno di meno? Solo perché alla gente non sta bene? Io non riuscivo a dare una risposta, per me lui non si toccava, scuotevo le spalle e cambiavo discorso, per me anche se era nel torto, aveva fatto la cosa giusta, paradossalmente riuscivo a pensare che lasciarsi era una cosa giusta, ma quella che stava male ero io. Perché riuscivo a farlo? E’ l’amore che ti tappa gli occhi? Io credo di si. Iniziò una sorta di lotta con me stessa, il mio nemico ero soltanto io a quel punto, ero io quella sbagliata, io quella con i chili di troppo, io quella che non era abbastanza donna, io che desideravo essere uomo così non sarebbe stata colpa mia se lui non mi voleva più, io che odiavo esistere. Non volevo più fare nulla. Non sono capricci di una ragazza, in cuor mio pensavo anch’io che era così, ti passerà mi dicevano, me lo dicevo anch’io. Era una convinzione che non ha trovato riscontri nel corso degli anni. Perché sono passati anni in cui il mio unico errore ero io, non riuscivo a darmi pace, la vita non contava più niente, la mia vita non era più niente. Era diventato un punto di riferimento così forte che non potevo farne a meno, non riuscivo ad andare avanti, a voltare pagina. Nonostante la mia giovane età però, ero capace di restare in silenzio ed osservare tutti i suoi vieni e vai di nuovi amori, mandavo giù grosse pillole, mentre la mia vita vuota mi inghiottiva tutta. Avevo perso il sorriso, lui mi chiese scusa, ma delle scuse non me ne facevo nulla, io desideravo lui almeno come amico, mi sarebbe bastato, me lo avrei fatto bastare, ma il silenzio non lo volevo più, mi aveva dato una dose di indifferenza che proprio non mi meritavo, forse mi odiava, forse aveva paura di me, del mio amore, non lo so. Ma a me sarebbe piaciuto una sua mano per uscirne fuori, non c’è stata. Il nostro era un girarci intorno all’infinito, e se per caso qualche volta avevo un pizzico di voglia di andare avanti, innamorarmi ancora, il suo ricordo veniva a cercarmi nelle mie stanze vuote, e puntualmente mi sbarrava la strada. Era geloso. Anch’io lo ero. Ma non potevo stare insieme. Che follia, che banale motivo per logorarsi. Poi a volte ritornava nella mia vita, a piccole dosi, ed io ero felice, non mi facevo film, neanche ci speravo più di tornare insieme, ma la sua presenza era un qualcosa per cui avrei pagato con dieci anni della mia vita, la sua voce, i suoi occhi, i suoi discorsi, mi davano una forza immensa, in quantificabile, che neanche riesco a descrivere. Volevo il mio migliore amico indietro, tante volte mi chiedevo se la mia dichiarazione fosse stato un errore, forse lo è stato, forse mi sarebbe passata davvero ed oggi avrei il mio amico al mio fianco. Poi sono cresciuta, i miei tredici anni li ho lasciati tutti dietro le spalle, ma lui non è capace di restare buono li tra i ricordi, mi cammina accanto, ed è un misto di piacere e dolore, perché quando ritorna non lo è mai per sempre, poi sparisce ancora, e nelle sue assenze ci ritrovo tutti i miei anni persi e mai più ritrovati, tutti i miei sorrisi, tutte quelle mancanze trasformate in errori che io poi regalavo a me stessa, tutti i mancati respiri, tutte le lacrime notturne che non riuscivo a trattenere, tutte quelle parole che leggevo e rileggevo per trovarci un senso, non riuscivo ad andare avanti, a cambiare vita come tutte le mie coetanee facevano, io ero diversa, il mio amore lo era, io e lui eravamo legati da un qualcosa di speciale che un giorno qualcuno si è divertito a rovinare, a strappare via. Qualcuno di ignobile. Era l’amicizia più pura del mondo, stramba tra una tredicenne e un maggiorenne, io nel pieno delle mie esperienze, lui qualche passo davanti a me, il mio modello da seguire, il mio mito, il mio amore più bello che racconterò forse ai miei figli, quello che non dimenticherò mai seppur faccia male. Ricordare non è semplice, a volte ho avuto paura di dimenticare la sua faccia, che le foto che salvavo sul computer non bastassero più, che dormendo non sarebbe più venuto a bussare ai miei sogni, ed ero così contenta se per caso sognavo solo che mi stava accanto, nessun bacio, nessuna carezza, solo la sua presenza accanto a me era un regalo del signore.  Non conosco persone migliori di lui, forse non esistono, è un pensiero personale, per alcuni forse è il più egoista del mondo, lunatico, pericoloso e bastardo, io non sono mai riuscita ad odiarlo, mal grado tutto il male che mi hanno procurato le sue scelte e i suoi capricci, io ho imparato ad amare, un amore sofferto, quasi da romanzo rosa, un amore fulminante ma che tutti ricorderanno, perché non ci sono persone più in sintonia di noi. Ho avuto paura lui riuscisse a dimenticarmi del tutto, io non pretendo nulla, ma semmai si sentisse dire il mio nome sarebbe bello lui riuscisse a ricordare di una giovane ragazza folle che per lui avrebbe dato il mondo. Perché non ci sarà mai una persona che lo amerà più di come abbia fatto io, gli ho regalato tutto quello che avevo, tutti i miei giovani anni, tutte le mie prime insicurezze, tutte le lacrime che avevo, tutti i bei sogni, tutti, ogni tenue e piccolo pensiero parlava di lui. A volte mi abbracciavo da sola pensando fossero le sue di braccia, non ho desiderato altro che un suo abbraccio, nient’altro, solo questo, eppure se per caso riuscivo ad immaginare che lui fosse davanti a me iniziavano a tremarmi le gambe, quasi mi scoppiava il cuore, non lo so se sarei riuscita a guardarlo più negli occhi, non so se avrei avuto quella forza al punto tale di guardarlo dritto in faccia e sorridergli, non lo so, non lo so. A volte le domande mi assillavano del tutto, mi riempivano la testa. Dov’è? Cosa fa? Con chi è? Starà bene? La mia unica preoccupazione è che lui stesse bene, non potevo saperlo se era davvero così, non volevo disturbarlo al cellulare, son sempre stata così, non riesco a ritagliarmi buchi nelle vite delle persone, non riesco ad essere invadente, e allora mi tenevo le mie domande, le mie speranze, e soprattutto i miei desideri, perché il mio unico desiderio era la sua di felicità, prima della mia, non è altruismo, era una vera e propria necessità. Avrei dato qualunque cosa affinché lui potesse realizzare ogni suo desiderio, affinché trovasse l’amore della sua vita, affinché fosse felice e basta, e semmai avessi dovuto scegliere tra la mia e la sua di serenità, non avrei mai avuto dubbi tra le due, avrei scelto sempre la sua, perché se la merita tutta, forse più di me.

By miriana

Link - commenti (1)
+ * + * +









 

Il mio Blog

Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic Image and video hosting by TinyPic

Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ciò che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte più o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virtù, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno già un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrà bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di più quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


I miei amici

Mia Pagina FB<3


220090 visite


Il passato da ritrovare

ultimi giorni
Febbraio 2017
Gennaio 2017
Dicembre 2016
Novembre 2016
Ottobre 2016
Giugno 2016
Maggio 2016
Aprile 2016
Marzo 2016
Febbraio 2016
Dicembre 2015
Ottobre 2015
Settembre 2015
Luglio 2015
Aprile 2015
Febbraio 2015
Dicembre 2014
Novembre 2014
Ottobre 2014
Settembre 2014
Agosto 2014
Luglio 2014
Giugno 2014
Maggio 2014
Aprile 2014
Marzo 2014
Febbraio 2014
Gennaio 2014
Dicembre 2013
Novembre 2013
Ottobre 2013
Settembre 2013
Agosto 2013
Luglio 2013
Giugno 2013
Maggio 2013
Aprile 2013
Marzo 2013
Febbraio 2013
Gennaio 2013
Dicembre 2012
Novembre 2012
Ottobre 2012
Settembre 2012
Agosto 2012
Luglio 2012
Giugno 2012
Maggio 2012
Aprile 2012
Marzo 2012
Febbraio 2012
Gennaio 2012
Dicembre 2011
Novembre 2011
Ottobre 2011
Settembre 2011
Agosto 2011
Luglio 2011
Giugno 2011
Maggio 2011
Aprile 2011
Marzo 2011
Febbraio 2011
Gennaio 2011
Dicembre 2010
Novembre 2010
Ottobre 2010
Settembre 2010
Agosto 2010
Luglio 2010
Giugno 2010
Maggio 2010
Aprile 2010
Marzo 2010
Febbraio 2010
Gennaio 2010
Dicembre 2009
Novembre 2009
Ottobre 2009
Settembre 2009
Agosto 2009
Luglio 2009
Giugno 2009
Maggio 2009
Aprile 2009
Marzo 2009
Febbraio 2009
Gennaio 2009
Dicembre 2008
Novembre 2008
Ottobre 2008
Settembre 2008
Agosto 2008
Luglio 2008
Giugno 2008
Maggio 2008
Aprile 2008
Marzo 2008
Febbraio 2008
Gennaio 2008
Dicembre 2007
Novembre 2007
Ottobre 2007
Settembre 2007
Agosto 2007
Luglio 2007
Giugno 2007
Maggio 2007
Febbraio 2007

Categorie



Feeds


Ringraziamenti

Layout&Template by Arkvallish
Host by Splinder
Image: Link

Brushes
Thanks to:
http://dead-brushes.deviantart.com
http://spiritsighs-stock.deviantart.com


Adesivi

Metti i tuoi adesivi