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Dentroadunsognomalconcio

Lunedý, 30 Luglio 2012, 18:47

La conosci la torre più alta?

E’ quella dove le principesse aspettano di essere liberate, io non sono di certo una principessa, e se io volessi potrei liberarmi anche da sola, scavalcare la finestra e gettarmi nel vuoto come un cavaliere, ma non voglio liberarmi da sola, non  credo che sia questa la storia che mi riguarda, né come deve concludersi quella fase della mia vita.

Sono ancora in quella torre dove tu mi hai rinchiusa per la paura che qualcuno mi portasse via, ho visto in faccia il buio il doppio delle volte della stessa notte, ho guardato i miei occhi lucidi così tante volte che potrei descriverteli in qualsiasi momento, anche dormendo, anche se tu fossi proprio accanto  a me. Ho visto la pioggia dalle inferriate battere contro il vecchio muro ricoperto di muffa, e ho visto Primavere rifiorire di un rosso che ho sempre amato ed estati passare rapidamente come se non ci fosse un altro domani.

Sono ancora lì nella torre più alta del castello, prigioniera di me stessa, senza colpe né meriti speciali. Sono lì perché aspetto che tu dia fuoco a tutto quelli che si avvicinano alla torre, loro imbranati che cercano di mettermi in salvo, che sembrano principi ma non vogliono altro che custodirmi come un vecchio gioiello da miniera.

Non è questa la mia storia.

E la principessa non posso essere Io.


By miriana

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Mercoledý, 25 Luglio 2012, 19:08

Ti ho sognato, è stata la prima volta.

Ho sognato proprio te, che ti ricordi della mia esistenza

Solo quando ti senti minacciata, quando hai paura che io

Possa portarti via qualcosa.

“Com’è avere un nemico faccia  a faccia?” Direbbe lo stolto.

E’ stato grandioso, eravamo tutti e tre in un parcheggio sotterraneo,

la luce era bassa, tu mi hai trattata con indifferenza e quasi come volessi

darle soddisfazione, poi le hai sorriso.

Io non ho pianto, non davanti a loro a dire il vero,

era un sogno non so cosa avrei fatto dopo,

dopo averla guardata negli occhi,

dopo aver bucato lo sguardo di quel nemico

mi sono svegliata di colpo e credevo fosse

davvero tutto successo.

Poi mi sono ricreduta, erano le 12,

ed ero ancora a letto, sentivo mia madre stirare

dalla cucina, e il suono del vento che batteva

contro la stanza chiusa.

“Non è un nemico “direbbe il grande saggio.

Ha ragione quest’ultimo, è soltanto una

Che si prende cura di te, e che ti ama riamata.

E’ il corso delle cose.

Semplice.

By miriana

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Martedý, 24 Luglio 2012, 16:47

I have a secret, my secret is You.

By miriana

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Lunedý, 23 Luglio 2012, 21:21

Ero diversa tanto tempo fa, mi manchi sai Miriana? La cosa che più mi manca di te è la tua incontrollabile spensieratezza, quella ti rendeva sul serio invincibile, quella riusciva a farti essere migliore, e concorrenziale. Credo di aver perso per strada tante cose belle, molte facevano parte di un blocco di idee e caratteristiche tipiche dell’infanzia, quelle le ho dovute lasciare per forza. Mi sono lasciata indietro il mio sorriso sincero, oggi sorrido allo stesso modo, ma più che altro è un gesto meccanico, l’allenamento per le mie mascelle, e l’abbronzatura inesistente per i miei denti, sorrido perché è giusto farlo in quella circostanza o a volte cerco di essere gentile e invece di salutare qualcuno gli sorrido e basta. L’ingenuo modo di schiudere le labbra e mangiare il mondo oggi non può che essere molto falsato, condizionato dalle cose, dalle persone, è un sorriso in sella ad un cavallo che segue la traiettoria della bestia e non il suo semplice volere.

Io freno il mio cavallo, destinazione Paradiso, anzi no voglio fermarmi tra il fuoco e la luce, giusto lì in mezzo, voglio poter inebriarmi della luce e del soffice tepore dei cieli, e restarmene a bruciare nel caldissimo fuoco delle fiamme quando magari smetto di essere buona. La fiducia, ecco quella che ho perso per strada, oggi le persone mi sembrano sempre così geniali, così maldestre nel maneggiare i miei sentimenti, tutte sembrano avere uno strano piano diabolico per farmi del male, e lasciarmi sul carro dei buoi già morti a marcire come se fossi carne morta e mente spenta. Non mi fido delle persone, quelle che ancora godono della mia fiducia sono ben poche, e non mi meraviglio, di fregature ne ho prese e continuerò a prenderne a grossi bocconi, manderò giù tanto di quel veleno fino ad esserne immune, fino a quando la morte non mi sarà amica e si piazzerà dietro le mie ginocchia come fosse un paio di calze a righe, farà i miei stessi passi e mi lascerà vivere fino a quando non prenderò la mia ultima boccata d’aria, e ormai vecchia e raggrinzita piegandomi su un lato mi libererò dal peso del mio corpo e sarò bellissima, ed eterna in un posto che neanche ha un nome, neanche ha una direzione, ma che aspetta solo me.

Miriana è morta, e nessuno se ne è accorto, tutti hanno continuato le loro complicate vive, hanno sorseggiato nuovi drink, calcato nuove piste, amoreggiato in nuove auto, avranno respirato la stessa aria per anni fino ad accorgersi che l’aria è quella che hai dentro i polmoni quando nasci e che consumi lentamente trascinandoti tra amori finti e maschere grigie e non quella che maciulli camminando per le strade della nuova New York.

Nessuno si è preoccupato di coprire il mio corpo, né di sotterrarmi sotto l’asciutta terra per preservare il mio corpo dai malanni della pioggia e dal freddo della natura matrigna, nessuno ha mai detto una preghiera per la mia anima, né ha cantato un requiem in onore di una regina guerriera che ha consumato la vita per il semplice fatto di avere amato a vuoto, nessuno ha mai pianto sulla mia lapide invisibile, né ha compianto la mia prematura scomparsa tra il ciliegio dei fiori e l’ambra del mondo.

Io getto qui un fiore bianco perché Miriana, quella vera, è andata via così troppo presto che faccio fatica a ricordarmene adesso, e un altro nero perché il buio era il suo vestito preferito.

Come fenice compiango l'assolutezza delle cose.

By miriana

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Venerdý, 20 Luglio 2012, 21:28

Ne è passato di tempo da quando mi nascondevo e non volevo parlarti, ero timida, ero piccola..

Oggi ho un altro tipo di timidezza, è più maturo, più da donna, una timidezza in cui mi copro la bocca, ti sorrido, poi scoppio a ridere, e ancora cerco di essere sicura nel parlarti quando ad ogni parola quasi mi mancava il respiro.

Ne è passato di tempo da quando io non mi arrabbiavo con te né tu con me, era un semplice capirsi, un semplice esserci a vicenda, e non dirmi che sono le illusioni e gli stupidi viaggi mentali che mi facevo da bambina, era tutto vero e anche adesso lo è, perché c’è stato un tempo in cui nulla che provenisse dall’esterno potesse metterci in crisi, in difficoltà, c’eravamo solo noi e basta.

Ne è passato di tempo da quando nel mio cellulare c’erano soltanto tuoi messaggi, adesso ne ho alcuni ma non possono che essere di un bel po’ di tempo fa. Il nostro problema sai qual è? E’ che tutto è sempre stato complicatissimo tra di noi, prima c’ero io e non tu, poi tu e non io.

Credevo di essere pronta, che tutti i giorni di quell’attesa estenuante mi avrebbero fatto arrivare a quel giorno X con una consapevolezza di me stessa e di te forse maggiore, ma mi sbagliavo, non è questione di età, o di tempo che passa, il problema è la tua presenza che mi manda in confusione, non riesco mai a fare qualcosa di razionale quando ci sei, non riesco a dire, a raccontare, perché è come se dovessi sempre essere all’altezza dei tuoi sogni, poi mi rendo conto che non è possibile, non posso essere all’altezza di qualcuno che è già più grande di me, di qualcuno che al suo petto ha già tenuto stretto tante braccia, e tante mani calde, e tanti dolci respiri. Mi rendo conto di non essere perfetta, e forse è come dici tu, posso sembrare un po’ finta, ma è soltanto il disperato tentativo di non fare del male a nessuno, proprio come è successo a me.

Ma ciò che provo io non l’ho mai negato, e neppure le tue lacrime di gioia per quella lettera possono negare ciò che almeno una volta in questi lunghi anni tu abbia sentito per me. Non si tratta di conti fatti bene o male, il fatto è che tu adesso starai già bene, o almeno è quello che vuoi far sembrare, avrai ripreso la tua vita, la tua donna, la tua casa, i tuoi mille impegni, io la mia non sono mai riuscita a riprendermela, e neanche mi interessa poi così tanto, non sono mai riuscita a tornare indietro nella mia casa per davvero, dai miei affetti, dai miei impegni, tutto è sempre stato al secondo piano, perché hai ragione quando si ama davvero si ama e basta, e non ci sono circostanza o incroci pericolosi che tengano, ma tu devi scusarmi, io ho solo diciotto anni, ne avrò diciannove fra un mese, ma è che di esperienze ne ho fatte davvero poche, nonostante quello che le persone possano pensare di me sono una persona un po’ insicura, fragile, e cerco soltanto di non mostrare i miei punti deboli affinché i miei nemici non possano mirare al cuore e finirmi una volta per tutte.

Ma il mio punto debole sei tu, ecco l’ho detto, ora tutti lo sapranno, e non mi importa se i nemici, gli amici falsi o gli sconosciuti adesso punteranno per davvero al cuore, il mio punto debole sei tu, e non è una cattiva cosa, né un insulto, né un modo per dirti che la tua presenza è dannosa e inutile. Sei un punto debole perché da quando ti ho incontrato non riesco più a fare le cose con naturalezza, non riesco ad essere la stessa di prima, ed è un bene per certi aspetti, se sono cresciuta infatti è anche grazie a te.  

 So anche che a te servono certezze, garanzie, e va anche bene, io so che non posso dartene per il momento, che non riesco ad essere un solo colore nella tua vita, non posso essere né il nero né il bianco, non posso essere come il sole che sorge al mattino nè come la luna delle tue  mille notti passate al mare, ma la cosa su cui potrai contare è il mio affetto incondizionato che se venissi adesso, e sbucassi da questo computer, o riuscissi a squarciare le luci del paese vicino che guardo dal mio balcone e mi sorrideresti, so che farei lo stesso, senza rancore, senza dirti nulla sul fatto che ancora una volta hai deciso di lasciarmi indietro, non te ne farei alcuna colpa, a dire il vero non ne hai, non ne ho, ma è che mi sarebbe piaciuto averti nella mia vita, e come diceva le lettera non importa sotto quale forma o quale veste sarei dovuta esserci per te, mi sarebbe bastato anche un saluto ogni mese, un messaggio causale, una chiamata furtiva, andava bene anche esserti amica, perché quando  senti la mancanza di qualcuno per così troppo tempo cerchi di arrangiarti, di adattarti a tutto, forse tu questo ancora non l’hai capito, invece per me è una di quelle poche cose che ho già appreso,  ho sentito la tua mancanza per così tanto tempo che non mi importava avere un ruolo ben preciso nella tua vita, qualunque posto io avessi avuto sarebbe stato bello comunque purché a sostenermi c’eri tu.

Ma tu divertiti, consuma le suole delle tue scarpe e le corde della tua chitarra, bevi qualcosa ma non esagerare, vestiti in modo strambo e sentiti un Dio, fatti rispettare e non farti urlare mai contro, ritieniti fortunato quando sarai seduto in spiaggia ad osservare l’ennesimo tramonto arancio che si schiuderà davanti ai tuoi occhi, innamorati tante di quelle volte da sentirti uno stron*o, ma poi scegline una e passaci il resto della tua vita come se fosse sempre la prima e l’ultima volta che i vostri sguardi si incrocino, non andare a dormire troppo presto, altrimenti ti sveglierai prima del mondo e inizierai a pensare a ciò che ti sei lasciato alle spalle, ma non andare neanche troppo tardi. Abbi cura di te come non hai saputo fare per così troppo tempo, ma amati, perché nel mondo c’è davvero qualcuno che tiene a te in modo autentico, qualcuno che casualmente porta il mio nome.

By miriana

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Mercoledý, 18 Luglio 2012, 21:37

Auguri.

By miriana

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Lunedý, 16 Luglio 2012, 21:01

Mia madre dice sempre che per come ho vissuto sono riuscita fin troppo bene, forse è vero, io mi sarei aspettata di peggio, a dire il vero credevo io fossi semplicemente brutale, invece sono venuta su con tanto cuore, a volte posso sembrare cinica, ma non è  vero, è che cerco di starmene fuori dai guai, perché quelli mi tocca sempre risolverli da sola, il problema  è che loro mi vengono a cercare fino a casa, sfondano la porta e saltano sul mio letto fino a quando non gli do ascolto e tutto diventa un gran caos.

Era da molto che non mangiavo Patatine fritte, sono a dieta, ovvero lo ero, lo sono ancora, ho perso tredici chili più o meno, io continuo a vedermi imperfetta nonostante qualcuno possa pensare io mi creda Dio. Stasera le ho divorate a grossi morsi, come quando sei depressa e triste e ti rifocilli di schifezze magari davanti ad un film strappalacrime, io non sono quel tipo di persona, preferisco pensare ai miei di guai più che aumentare il carico con  dispiaceri televisivi. Io sono quella che semplicemente cerca di mangiare qualcosa, e poi passo tutta la serata al buio, affacciata al balcone delle mia stanza, a guardare il cielo, a scorrere la rubrica del mio telefono fino a quando anche ella smette di volermi assecondare.

Mi dispiace non essere giusta, mi dispiace essere contraddittoria, quasi sorda, quasi muta e stralunata, ma quelle come me non sanno che vivere aggrappandosi alle proprie spalle, stringendo i denti e continuare a tirare calci alla cieca sperando poi di non colpire nessuno, quelle come me si svestono di tutte le proprie paure quando vanno a dormire, per poi riprenderle e posizionarle nella tasca del jeans soltanto dodici ore dopo, quelle come me si mordono le labbra quando sono nervose, e iniziano a tremare quasi come ci fosse un terremoto di cavi sanguigni, piastrine, singole molecole del corpo, quelle come me hanno smesso di fidarsi perché hanno visto passare dalla stessa strada, dallo stesso cancello del cuore della persona X una moltitudine smisurata di donnacce dal rossetto marcato e le ciglia lunghe, e allora poi ho detto basta e ho iniziato ad abbracciarmi anche quando forse non lo meritavo, ho iniziato a cantare anche quando forse non era il caso, e ad affacciarmi con il trucco sciolto e un bel sorriso anche quando da sotto il mio balcone c’era una platea di persone.

By miriana

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Domenica, 15 Luglio 2012, 15:23

Non importa che adesso tu mi odi, ne che non vuoi più sentirmi.

Ci sono delle cose, dei legami, che vanno oltre il semplice fatto di voler continuare, di prendere delle decisioni, delle strade diverse, degli incroci che portano al Sole e alla Luna, certe vicende, quelle riguardano certe persone, con occhi qualunque, mani, braccia o dita uguali a quelle degli altri, si perpetuano nel tempo, come fosse una cantilena che i bimbi dei quartiere si divertono a ripetere all’infinito. Noi siamo quella cantilena, quella filastrocca che a qualcun pare forse sciocca,  buffa, roba da bambini, roba passata, vista e stravista, ma Noi continuiamo ad esistere nel tempo, nello spazio, Noi siamo tutte le forme del mondo, tutte le voci, tutti i secondi della nostra esistenza in cui ci impegniamo a vivere distanti, ma inevitabilmente ci si scontra sempre, proprio come il giorno e la notte, al confine tra il crepuscolo e l’alba e nulla potrà mai cambiare le cose.

By miriana

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Venerdý, 13 Luglio 2012, 17:21

Tu ci sei sempre stata.

By miriana

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Mercoledý, 11 Luglio 2012, 21:09

Io credo che la malattia mentale sorga nel momento in cui gli altri ti spingono all’angolo, non puoi allora che vivere la vita che tu hai dentro e che nessuno può alterare o distruggere. Si diventa pazzi perché si accende nella testa un’ estenuante bisogno di essere ciò che si è per davvero e non la maschera che gli altri sperino tu porti con te, hai disturbi della personalità quando le risposte di qualcuno ti scaraventano fuori dal mondo, e subito dopo al centro dello stesso esatto posto. Giochi a freccette, fumi un sigaro, resti con le mani in mano perché è ciò che senti, ti improvvisi un artista, dipingi una stanza con il tuo sudore, dormi a testa in giù, dai risposte illusorie, risposte esatte e subito dopo sbagliate, ti improvvisi autore di storie inimmaginabili, protagonista indiscusso di favole rosa, canti canzoni senza le parole, ti mordi le labbra in modo frenetico e sconnesso, il soffitto neanche più ti sembra un soffitto, ma un tappeto bianco troppo in alto per essere preso e distrutto, la ringhiera è un buon trampolino, e il coltello un bel fiore, la notte è solo una buona scusa per mandare in stand- by la mente, e il giorno un ottimo motivo per riprendere a camminare nelle proprie scarpe. Si diventa pazzi per esigenza, perché il mondo è piccolo, non compi quattro giri che l’hai già visto tutto, il mondo è strano, il mondo è stretto e la sua luce è intermittente e sonora, il mondo ti ostacola, ti sfida, e vince quando sei tu il primo a rinunciare. Si diventa folli perché ciò che si ha dentro a volte è più interessante di ciò che si trova fuori, perché la musica ha perso la sua magia, e le parole son diventate di carta, di cenere e neve,perché l’amore è amore solo quando c’è il sole, e la vita appare unica e irripetibile soltanto quando per gli altri sei felice. Diventi pazzo perché morire è un buon motivo per vivere, e vivere è un buon motivo per morire, e perché le stelle neanche sono così troppo vicine da essere morse e rimesse a posto. Squinternato, vagabondo, dalla luce pallida negli occhi e lo sguardo infossato nel niente,  giramondo, bugiardo ed insolente, non dotato di qualche rotella, semplice perdi vita, assuefatto dal brutto delle cose, ruota sgonfia dall’arcobaleno in bocca, canzoniere dalla maglia a righe e dalla finestra sbarrata, sciatto egoista dalla voce forte e dalle mani piccole.

Semplice malato mentale dal sorriso custodito nell’angolo interno della bocca, quello che si mostra solo a chi è davvero vicino alla nostra faccia, solo a chi sembra interessarsi delle nostre ragioni, del nostro vivere speciale e ingannevole, mai chiaro e quadrato.

By miriana

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, 16:22

Ed ecco il mio diploma.

 88.

By miriana

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Martedý, 10 Luglio 2012, 23:03

"Tu non ci staresti, vero?
Se una falca qualunque ti mollasse, non te ne staresti lì, appollaiato
a starnazzare come un'oca.
Dal ramo più alto piomberesti a ghermire la tua amata coi tuoi artigli e la porteresti nel cielo.
Non staresti lì senza far niente,
Da donnetta.".

By miriana

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Martedý, 03 Luglio 2012, 17:40

Ora che anche vorrei,
non potrei
farti  male
niente da il suo perchè
come fosse la neve,
senza neanche di me
dove te ne vuoi andare
balli soltanto te
come pattini rotti.
Sulla strada del re
solo panchine rotte
tutto somiglia a te
come fosse un dipinto
nero giace come
il Dorian di Wilde.
senza neanche il cappello.
il sorriso + bello.

Ora che anche saprei,
qual è il tuo primo vizio,
neanche saprei mirare
senza farti del bene,
come lanciare fiori
dentro grossi cannoni,
che poi sparano male,
e regalano viole.
Prendimi in giro sai,
abitudine strana,
anche gli abiti tuoi
sanno ora di cenere,
bianche scuse che hai
steso sopra in soffitta,
come foglie che hai
arginato da solo.


Dimmi allora perchè
nulla poi resta uguale,
dimmi allora perchè
niente può farti male
come fossi un bel the
da servire ghiacciato
resti sopraelevato
come il banale sole..
Dimmi soltanto se un mio bacio
ti turba, notte gelida che ho imparato a capire.
come il tetto del mondo
devi soltanto aprire
quel portone che hai
custodito nel cuore.

 

 

By miriana

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Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ci˛ che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte pi¨ o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virt¨, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno giÓ un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrÓ bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di pi¨ quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


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