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Dentroadunsognomalconcio

Giovedì, 25 Febbraio 2016, 19:40

In un'altra vita, in un universo parallelo, a quest’ora, in questo giorno, 25 febbraio, io sarò in salotto a guardare la nostra foto. La foto del nostro matrimonio, non ci sono parole per descrivere la bellezza di quel momento. Tu con un abito bianco, che apporta purezza al fuoco che hai dentro, io in smoking rigorosamente nero, ti stringo dai fianchi e ti alzo in volo. Il fotografo è stato piuttosto bravo ad ascoltare le mie indicazioni, anche se, se avessi potuto le avrei scattate io le nostre trecento foto. Nei capelli portavi degli strass brillanti, i tuoi occhi poco truccati rimandavano alla luna. Ti ho aspettata all’altare quasi avendo voglia di piangere, tamburellavo con le scarpe lucide sul marmo della chiesa, mi stropicciavo gli occhi con il pollice e l’indice. La gola secca e la fronte un po’ lucida di sudore. Le porte della chiesa si sono aperte lentamente, come quando sta per partire un sogno e non te ne accorgi. La navata imbandita di fiori bianchi e neri. Le tue scarpe alte stridevano danzando con armonia sul marmo freddo del pavimento. Stavi per inciampare, ma poi tuo zio, colui che hai scelto per accompagnarti sotto il braccio, ti ha sorretto in tempo, tu hai riso pazzamente, come solo tu sai fare nei momenti più assurdi. Tuo zio ti ha portata fino a me, mentre ti avvicinavi era tutto in rallenty, mi è tornata alla mente la mia vita prima di te, e poi la mia vita dopo di te. Tutto diverso, tutto speciale. Il velo ti copriva il viso, ma riuscivo a scorgere alcuni dettagli del tuo viso d’angelo. I capelli con un semi raccolto ti cadevano sulla schiena infasciata di seta. Ti baciai la mano, e con un flebile tocco di dita ti scostai il velo, il mio bacio toccò la tua fronte. Tuo zio ti aveva consegnato a me, fiero dell’uomo che stavi andando a scegliere, ora, e sempre. Tremammo tutto il tempo, come due foglie d’inverno, ogni tanto mentre il prete straparlava, ci prendevamo per mano, sfiorandoci il palmo interno come facciamo spesso. Le nostre mani fredde si scaldarono sempre di più ad ogni tocco. A noi non importava granché di quella lezione d’amore, noi conoscevamo già tutto, sapevamo già come amarci, se non fosse per il fatto che ci eravamo scelti, ancora prima di apporre una firma di legge o una firma con Dio come garante. I tuoi occhi lucidi incontrarono i miei più volte, ed io avrei voluto piangere per la gioia. Quel giorno la donna più bella del mondo divenne mia moglie. Io il tuo sposo sincero, e tu la mia sposa fedele.

In un’altra vita, in un universo parallelo, a quest’ora, in questo giorno, 25 febbraio, io avrò smesso di guardare la foto perché una nanetta quasi bionda mi starà infastidendo. Quella nanetta bionda sarebbe nostra figlia, ha i capelli riccioluti, una gran voglia di fare baldoria, ma non è scatenata da far paura, il giusto da essere sveglia. Tu starai preparando la cena, sento dalla cucina il rumore di pentole che scricchiolano. Prendo la nanetta per la mano e ti raggiungo. Tu che non ti sei mai applicata molto nella cucina in età giovanile, adesso sei spesso ai fornelli per darci tutto ciò che desideriamo. In forno la crostata che ho fatto con le mie mani, sul fuoco la tua specialità. Mi lecco i baffi, e vengo a darti un abbraccio di schiena. Tu li adori, credo che ti faccia sentire protetta. Hai il sorriso di chi è felice, di chi non le manca niente per essere soddisfatta. Ti prendo a morsi sul collo, tu ridi e mi salti in braccio. Piccola come sei stai tutta in una mano, in un abbraccio, persino in un bacio. Poi ceniamo, e facciamo addormentare la teppista, che purtroppo o per fortuna, abbiamo messo al mondo molto presto, troppo presi dall’amore.
In un’altra vita, in un universo parallelo, a quest’ora, in questo giorno, 25 febbraio, sarà l’ora giusta delle coccole. Tu mi starai accarezzando tra i capelli, ed io ti starò fissando come una dea pagana. Avremmo fatto già l’amore almeno due volte, e i nostri corpi nudi si staranno stringendo sotto il peso leggero dei nostri sospiri. Ci sarà una luce accesa dal lato mio, il tuo corpo sarà completamente sopra il mio. Starò ascoltando il suono del tuo respiro, e il profumo della tua pelle mi si sarà già insidiato addosso. Il mio petto sa di te. Le mie mani adagiate sui tuoi seni. Avrai smesso di parlarmi degli altri, perché non te ne importa più niente. I tuoi baci l’ultima cosa da sentire prima di dormire, la tua voce che mi si annida nei sogni. Ti avrò già detto ti amo almeno un milione di volte.

In un’altra vita, in un universo parallelo, a quest’ora, in questo giorno, 25 febbraio, non ci siamo conosciuti ancora, ma ci stiamo già cercando."

By miriana

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Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ciò che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte più o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virtù, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno già un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrà bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di più quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


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