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Dentroadunsognomalconcio

Sabato, 27 Aprile 2013, 16:04

Vorrei avere qualcosa da dire, sono giorni che cerco le parole, prima nel cassetto, poi nella gola, poi nelle pareti dello stomaco, le cerco dove non dovrei probabilmente, le parole non possono esistere se si tiene il cuore spento, o per lo meno chiuso in un barattolo dove pochissime persone possono arrivare a sfiorarlo. C’è che faccio ancora fatica a vivere, probabilmente non lo si imparerà mai il modo giusto per farlo, eppure mi accorgo di essere ancora così piccola che quel numero che si avvicina a due cifre consistenti quasi non sembra appartenermi, non riesco a non prendermela, non riesco a mandare al diavolo le persone il cui giudizio condiziona la mia vita. I loro discorsi, ma soprattutto i loro rimproveri, mi scavano dentro delle voragini che poi ricopro col sale, e sento bruciare la pelle, e lo stomaco, e tutto ciò che compone la mia verità. Faccio ancora fatica a trattenere le lacrime, faccio finta che vada tutto bene, mi abbasso gli occhiali da sole sul naso e mando giù il magone, mi è capitato persino di sorridere alla folla, mentre da sotto i vetri scuri colavano piccoli fiumi argentati, ci provo a trattenermi, ma poi non resisto, mi faccio battere da quell’esserino infantile che mi porto dentro, e quando qualcuno me lo chiede non ho problemi a ripetergli che sono ancora piccola, che non è vero che adesso sono grande, il diciotto non è la garanzia di niente. Mi dispiace se non sono perfetta per te, per voi, mi dispiace se vi aspettavate qualcuno di migliore nella vostra famiglia, mi dispiace se non sono all’altezza di niente, se non mi sono data all’estetica, se guidare non mi entusiasma, mi dispiace se tra milioni di bambini vi siete beccati proprio me, una buona a nulla il cui sogno è quello di scrivere, una che ha paura di mettersi al volante, una che di smalti non ne capisce proprio niente. Ma ti capisco, capisco il tuo dispiacere, capisco che non è così che forse mi desideravi, ma io ci provo sempre ad essere la più forte tra i tre, ci provo a non farvi pesare che i soldi non ci sono, ci provo a nascondere  quel pizzico di malinconia mentre conto i soldi che ho messo da parte che diventano sempre di meno, ci provo a risolvermi i guai da sola, a trattenere il magone che mi porto dentro mentre ti vedo farti in quattro per portarci avanti. Tu mi chiami tirchia. Non lo sono, cerco soltanto di essere brava abbastanza da non pesare troppo, cerco di tenermi leggera mentre del piombo vi cade sulla testa, cerco di resistere alla tentazione di mangiare fuori una volta alla settimana, o di riempirmi l’armadio di vestiti. Non è di quello che si vive, io posso aspettare, aspetterò quel momento in cui prima di uscire non mi farò alcun conto matematico, intanto spero di assomigliarci a quella che avreste voluto, ci provo, lo giuro.

By miriana

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Sabato, 20 Aprile 2013, 16:54

http://www.youtube.com/watch?v=pkVfANH5Zrc


Ciò che si vede all’esterno  è un piccolo riflesso di quell’esplosione che avviene tra le costole e il cuore ogni volta che respiro, e poi ritraggo i pensieri, e li riaccendo soltanto a tarda serata, come se le emozioni potessero mettermi fuori gioco, come se l’amore, l’odio, la vendetta e il sarcasmo, facessero di me una macchina imperfetta. Non è così che le rotaie devono scorrere sulle mie braccia, non è possibile abbandonarsi al vuoto delle lacrime, e all’incapacità di un cuore rilegato con pezze scolorite e di fortuna. Non c’è pioggia che possa dare il via ad un corto circuito, non c’è storia, se non ci sono io- e te.

By miriana

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Sabato, 13 Aprile 2013, 10:54

Mi sembra assurdo pensarmi in divisa, con un cappello importante, una giacca e un pantalone con una riga su un lato, certo non è così che mi immaginavo, ma è l’unica opportunità plausibile per il mio futuro, magari insegnerò qualcosa a quei ragazzi spettinata dalla lacca e dal gel, che temono che il mondo stia finendo. No, io vi insegnerò che non è così, ve lo insegnerò anche se non sono adatta, io non so insegnare niente a nessuno, non sono brava neppure a parlare in pubblico, so soltanto affidare i miei pensieri ad un pezzo di carta che poi nascondo in un cassetto, o ad una tastiera, che sprofonda nelle briciole di un panino mangiato il giorno prima. Non sarò brava, non sarò neppure incapace, sarò nel mezzo, proprio nell’occhio del ciclone, dove rimangono quelli che fanno qualcosa perché è l’unica cosa che possono fare. Mi ritroverò a scrivere in riva al mare, nel riflesso di un paio di lenti fi**e, e coi piedi nella schiuma che lascia l’onda che va via. Prenderò appunti qua e là, scriverò frasi che nessuno leggerà mai, ma che terrò nella piccola tasca del jeans, o sulla bocca salata reduce da un bacio profondissimo. C’è che va così che è Primavera, gli occhi mi prudono, la gola pure, e mi pizzico con i polpastrelli la guancia non ancora accaldata, per calmare i primi sintomi di qualche fiore che sboccia. Sono allergica a tutto, al polline soprattutto, quelle assurde palline che volano nell’aria, e che invece di piazzarsi su un grande panorama si beccano le finestre vecchie dei palazzi circostanti. Ti entrano in casa, e a volte pure nel cervello, che ti senti prudere le ossa, e le mani, e la bocca, ed è tutto un prurito, un battere di ciglia, un cantare forte per staccarsi dalla malinconia. E’ Primavera, non c’è da rinascere, non per me, c’è da persistere lungo la forza che ho ritrovato. C’è da esistere.

By miriana

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Giovedý, 11 Aprile 2013, 16:51

No che adesso passi il messaggio che sono stata IO a rovinare tutto, ed IO ad essere falsa con te, NO EH. Ti ricordo che sei stato tu a fare il doppio gioco, tu a millantare un amore persino a dicembre verso di me, e poi qualche mese dopo eri già innamorato di un’altra,  sei tu che mi hai fatto del male, sei tu che dici le stesse identiche cose che dicevi a me ad un’altra, sei tu che ti atteggi a grande uomo quando non sei nemmeno la metà, sei tu che hai fatto una coalizione contro di me, sei tu che MI SPARLAVI alle spalle con una persona che non sa niente di me, sei tu che sei stato cattivo ed insensibile tanto da non mettermi nemmeno a corrente di tutto ciò che stava cambiando, e continuando a fingere CON ME. Quindi tesoro mio non raccontare alla gente che sei stato abbandonato sull’autostrada, perché sei stato tu a farlo con me,e se sei una persona del genere è stata una grande fortuna perderti. Te ne pentirai comunque.No che adesso passi il messaggio che sono stata IO a rovinare tutto, ed IO ad essere falsa con te, NO EH. Ti ricordo che sei stato tu a fare il doppio gioco, tu a millantare un amore persino a dicembre verso di me, e poi qualche mese dopo eri già innamorato di un’altra,  sei tu che mi hai fatto del male, sei tu che dici le stesse identiche cose che dicevi a me ad un’altra, sei tu che ti atteggi a grande uomo quando non sei nemmeno la metà, sei tu che hai fatto una coalizione contro di me, sei tu che MI SPARLAVI alle spalle con una persona che non sa niente di me, sei tu che sei stato cattivo ed insensibile tanto da non mettermi nemmeno a corrente di tutto ciò che stava cambiando, e continuando a fingere CON ME. Quindi tesoro mio non raccontare alla gente che sei stato abbandonato sull’autostrada, perché sei stato tu a farlo con me,e se sei una persona del genere è stata una grande fortuna perderti. Ah, dillo all'amore tuo che mentre leggevi la mia email tremavi, e come hai detto tu solo con me ti succede, solo io ti faccio quest'effetto. ahahahahah Te ne pentirai comunque. ;)

By miriana

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Mercoledý, 10 Aprile 2013, 15:41

Cos’è che si prova a lasciarsi cadere, ad andare in picchiata come un aereo a corto di benzina? Qual è il brivido di tacere come una candela allo strenuo della sua cera? com’è ascoltare il silenzio di qualche parola buttata a caso. Cos’è l’amore quando dall’altra parte del calcinaccio c’è chi si augura la morte? Chi poco tempo prima si promise di resistere agli urti del tempo. Come sarebbe vivere senza effetti speciali, lasciandosi a dormire su una panchina smorta, e un’ altalena vecchia, vecchissima, dove non ci torno più. E’ tutto sparito da allora, non c’è più nulla che mi riporti indietro, non ci sono ricordi tra le pieghe di una mano, o nello spazietto tra i denti in vista, non c’è più un velo bianco, un bouquet di fiori gialli, non c’è organza, non c’è un prato rosato, ciò che coesiste con il mio silenzio naturale è il rumore del mio respiro leggero, e quello del cuore che mormora e poi s’addormenta.

By miriana

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Venerdý, 05 Aprile 2013, 16:11

Mi hanno detto che sono cristallo una volta, che sono forse bella come il luccichio dei suoi colori al sole, che sono pura, e quando mi guardi in faccia riesci a vedere cosa mi tengo dentro, il chiarore del vetro mette a contatto le difficili occasioni con il brutto schiacciato nelle ossa. Credo sia un bel complimento, credo che lo sia per davvero, ma se ci rifletti meglio può esserlo anche solo per metà. Sei cristallo, sei bella, sei trasparente, eppure se una mano forzuta ti tieni stretta tra le dita riesce a fare di te granelli di polvere, e al contempo se tieni un bicchiere di cristallo con la stessa stretta di un petalo di rose, allora questo ti sfuggirà, questo cadrà sul pavimento infrangendosi senza emettere boati tremendi. Il cristallo bacia il pavimento con una violenza camuffata di lana, lo bacia con tenacia, e si cosparge tra una riga e l’altra del pavimento lucido. Sono cristallo e mi rompo quando una vociona si mette in testa di fare il suo concerto, mi strappo se mi tieni dal manico con la testa sottosopra e i piedi verso l’alto, sono cristallo e mi congelo se mi tieni esposto all’inverno, se mi lasci sul davanzale con passionale volontà, sono cristallo e resto sulle mensole di una bella stanza con il salotto, mi bagno, mi asciugo, mi riempio di sconforto quando il tic tac dell’orologio sembra prendermi in giro. Sono cristallo perché mi spezzo agli urti della vita, e risalgo lungo il piede della tavola per mettermi nuovamente seduta sulla sua schiena invecchiata dall’alito del vento nascosto. Puoi berci del vino dentro la mia conca, o avvelenare un nemico, o anche solo te stesso ai piedi di un letto disfatto, dentro un pensiero interrotto.

By miriana

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Giovedý, 04 Aprile 2013, 18:28

Il nero che mi sporca tanto poi si lava.

By miriana

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Martedý, 02 Aprile 2013, 16:33

Non è giusto lasciarsi indietro, non lo è il fatto di credersi sempre gli ultimi in una platea di ultimi arrivati, ma se esistesse un premio per le persone più colpevoli del mondo la fascia spetterebbe a me. Colpevolista e colpevole allo stesso tempo, che fregatura eppure è vero, eppure è così’. Devo chiedermi scusa ad ogni modo, perché non l’ho mai fatto, perché in quelle poche volte che ho pronunciato questa parola, la protagonista non ero di certo io, e invece dovrebbe esserlo, dovremmo essere i protagonisti delle nostre storie, senza aver bisogno di una spalla, di un coabitante, di un carnefice più cattivo di noi stessi. Mi tocca chiedermi scusa per le volte in cui non ho creduto in me stessa, per quelle in cui il mio corpo pesante era il mio peggior nemico, bisogna che io mi chieda scusa per le volte in cui mi sono abbuffata di cioccolato, e per quelle in cui mi sono lasciata morire di fame per paura di ingrassare, devo farlo per il disprezzo che a volte provo per me stessa, per le volte in cui mi auguro la morte, e per quelle in cui credo così tanto nella potenza del mio sorriso da ritrovarmi fregata. Serve che io mi chieda scusa per le volte in cui qualcuno che amavo veniva sempre prima di me, e per quelle in cui ho messo da parte il mio valore per concedere perdoni imperdonabili. Devo chiedermi scusa per le volte in cui mi sono lasciata morire, e per quelle in cui ogni difetto si trasformava in una pena fisica. Devo e voglio chiedermi scusa perché devo imparare ad amare più me stessa, a mettermi tra i primi posti anche senza aver ritirato la coppa e la medaglia luccicante, voglio chiedermi scusa e perdonarmi per tutte le volte in cui ho sprecato fiumi d’amore per persone avare e passeggere.

By miriana

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Lunedý, 01 Aprile 2013, 18:05

L'unica sfigata del ca**o che a Pasquetta è chiusa in camera con la musica in cuffia.

Solo io.
Solo io.
Solo io.

Che angoscia.-
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By miriana

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Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ci˛ che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte pi¨ o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virt¨, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno giÓ un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrÓ bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di pi¨ quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


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