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Dentroadunsognomalconcio

Martedì, 17 Ottobre 2017, 16:21

La nostra storia ha dell’incredibile, e infatti nessuno ci crede quando la racconto. La prima cosa che mi viene chiesta è: in dieci anni non vi siete mai guardati in faccia? La mia risposta è no, perché nel mondo obiettivo l’unica risposta da poter dare all’interlocutore impaziente è no, la risposta che non do mai, invece, è che si ho visto almeno le tue dieci facce, e per ognuna di esse che ho visto mi sono innamorata e spaventata al tempo stesso. Ho avuto paura quando per cose fortuite ho scoperto che la tua –allegria- non fosse del tutto naturale e opera della tua personalità, ho avuto paura perché io quelle cose non le conoscevo, perché prima di quel momento le avevo ascoltate solo al telegiornale o alla chiacchierata informale sulle droghe leggere in seconda media, ma tutta quella paura si è sciolta nel giro di qualche secondo quando ho visto per la prima volta i tuoi occhi. Gli scettici a questo punto della storia sbuffano e vanno via o si fanno una risata, ma io li ho visti i tuoi occhi anche se in realtà non sono mai stati vicino ai miei. Ho sentito il loro peso impaurito e la loro gioia pesata in grammi e poi in chili: eri triste, felice, euforico, poi da capo, io ero lì a guardare i tuoi occhi senza pensare a cosa potessero nascondermi, io la tua verità, la –nostra- verità me la sentivo sbattere in faccia con una tale energia da non poter credere il contrario. Ho avuto paura quando ho scoperto che tu –eri diverso- e che la tua diversità non era uguale agli altri, o almeno uguali –ai più- tu appartenevi ad un mondo differente che anche questa volta avevo sentito solo per sentito dire e nient’altro. Ma non scappavo, e non mi spiego se sia stata incoscienza o curiosità, o magari solo amore. La gente pensa che per essere innamorati di qualcuno ci sia bisogno di andare a mangiare un gelato, dormire nello stesso letto, organizzare i sabato sera, e avere in mano il telefono dell’altro. Io non ho nemmeno una foto di noi due insieme, ma posso dire di essere stata insieme a te più di quanto non lo sia stata con nessun altro. E la cosa strana e magica al tempo stesso, è che non mi è servito mangiare quel gelato, dormire accanto a te o controllare il tuo telefono per innamorarmi di te, credo di averlo fatto dal primo istante in cui il tuo nome ha sfiorato il mio.
Non si spiega, lo so, e forse non sono nemmeno così brava a spiegarlo, ma la verità è tutto quello che ho da raccontare. Mi sono poi innamorata della tua follia, che col tempo, è assomigliata alla mia. Mi sono innamorata di tutte le volte in cui dal niente ti mettevi a fare qualcosa o a perdere del tempo, poi mi è piaciuto il tuo senso per la giustizia, il tuo modo di parlare ai –malfattori- , mi sono piaciute tutte le tue voglie, poco quelle che includevano altre donne. Mi sono piaciuti persino i tuoi vizi, i tuoi sbagli, e le tue paure.
Nonostante fossi piccola io con te riuscivo a sentirmi una donna, le persone che mi osservavano mi dicevano che in qualche modo cambiavo quando c’eri tu, loro pensavano si trattasse di semplice –adattamento- io ero estremamente convinta che fosse tutta opera del mio amore per te. E infatti cambiavo, e mi facevo grande e capace solo se ad avere bisogno eri tu.
Credo che certe cose capitino una sola volta nella vita, con un numero ristrettissimo di persone, a volte solo con una: con te mi è successo e non so perché. Ci siamo innamorati l’uno dell’altra senza accorgercene, quasi come se fosse una prassi naturale, quasi come se non ci fosse niente da capire o spiegare: io e te, e basta. Per quanto volessi stringerti al mio petto, in qualche maniera io lo facevo già, per quanto volessi baciare la tua bocca, l’avevo baciata almeno un milione di volte con il tocco delle nostre parole,più di quanto lo avessero fatto le altre, per quanto volessi fare le cose di una ragazza comune, non mi pesava così tanto fare cose diverse con te.
Diciamo che in fondo tu non ti sei perso niente per me, io un po’ di cose appartenenti alla mia età, ma ripensandoci non le cambierei per niente al mondo.
Io ti aspettavo ogni sera, a volte col cellulare stretto tra le mani, aspettavo che tu tornassi a casa e che fossi al sicuro, poi a volte crollavo e mi vibrava il telefono sotto al cuscino, perché in fondo anche io ero per te il tuo ultimo pensiero prima di dormire.
I tuoi amici ti prendevano un po’ in giro per la mia età, i miei mi prendevano e mi prendono ancora un po’ in giro sul fatto che in fondo –non ci siamo mai visti per davvero-, un po' come dire...tanto casino per niente.
Tu non sei tanto casino per niente.
Me lo ripeto ogni volta che sto male, ogni volta che ho paura di non farcela, ogni volta in cui ho investito tutto il mio cuore in emozioni folli.
Tu sei tanto casino, per tutto.
E sei un casino speciale, che nessuno può capire, che i miei amici e i tuoi amici non potranno mai avere e mai capire. Li capisco, forse se fossi uno di loro farei la stessa cosa, ma io sono una di –noi- e non posso fare altrimenti che amare tutto il nostro –mare di guai- accettarlo a volte con tanta sofferenza, e capirlo come solo chi l’ha messo al mondo può farlo.
Non abbiamo avuto grandi scelte sul fatto di amarci, eppure credo che se avessimo potuto scegliere di farlo, l’avremmo fatto comunque.
Perché –accireme- è quello che ti ripeto ogni secondo, e quello che probabilmente vorresti ripetermi anche tu. Uccidimi, dammi il colpo di grazia, perché senza di noi è una calma piatta che sbriciola e annienta. Senza di noi è un giornata con un sole a metà, e una notte con una luna grigissima.
Allora accireme, fammi vedere.
Accireme è spegnimi anche le stelle, perché questa luna senza di te non è bella neanche da guardare. Accireme e stringimi più forte quando avrò perso calore, accireme mille volte, ma non lasciarmi andare.
Mi rendo conto che questo amore senza corpo è un amore che gli altri non possono vedere, ma che colpa ne ho se io ti sento dentro come un giardino che cresce, cresce e fa l’amore?
Che colpa ne ho se ti ho amato senza sapere come sei fatto, che nome avessi, senza contatto di spine e fili elettrici, solo sentendoti addosso.
Forse è un legame che non si può spezzare, che non ha bisogno di gelati, letti e appuntamenti.
Cose tutte belle, ma che non ti insegnano ad amare.
Forse è qualcosa che non puoi tagliare, perché non esistono forbici né martelli abbastanza feroci per tagliare un pezzo di pelle così cucito insieme.
Tu sei parte di me, e io son parte di te, in qualsiasi posto del mondo e del tempo,
io ti sento.
Ma ti prego, accireme, che senza di te non riesco più a stare.

By miriana

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Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ciò che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte più o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virtù, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno già un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrà bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di più quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


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