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Dentroadunsognomalconcio

Venerdì, 14 Luglio 2017, 11:41

Perché poi alla fine ognuno rema verso la propria direzione, o la direzione che pensa sia giusta, magari va dritto in un risucchio in mare o forse trova un’ oasi felice, ma tutti in un modo o nell’altro remiamo in un verso, piuttosto che in un altro. Ma non c’è da accontentarsi, non c’è da fare la seconda attrice protagonista, nel frattempo che la prima capisca che non è il posto suo, o che l’altro si sbarazzi della prima perché tu vali molto di più nella sua vita. Queste sono cose da film, nella realtà se sei la seconda, resti sempre la seconda, al massimo brava per qualche notte di sesso, per qualche chiacchierata davanti ad un caffè, rigorosamente nascosti dal mondo. Chi ti dice –accontentati- è perché fondamentalmente non riesce a darti niente di più di quello che con –grandi sforzi- riesce già a darti. Chi ti dice accontentati è perché pensa che tu non possa puntare a niente di meglio, o di superiore. Chi ti dice accontentati si sta pulendo le mani sporche di letame sui tuoi vestiti, per averle pulite, quando poi toccherà lei. E’ ridicolo e triste di quante volte ci si accontenta del tempo che qualcuno decide di darti, delle attenzioni che qualcuno si ricorda di darti, e del piccolo spazio che decide di affidarti. Quando ami invadi l’altro, in senso positivo, è un po’ come il seme, che germogliando si espande nel corpo, fino a raggiungere i vasi sanguigni, se il seme viene piantato in una piccola stanza, senza finestre e senza sole, non avrà modo di espandersi, resterà lì addormentato tra la noia e il dolore, e poi morirà a poco a poco, rinsecchito e triste, sulle carcasse dei fantasmi passati, e con gli occhi puntati sulle altre piante, alte e ricoperte di fiori. Chi ti dice accontentati è perché si aspettava che tu restassi zitta, che tu fossi pronta a non essere quasi niente, come se tutto fosse solo uno stupido gioco part time. La paura la conosco, perché è la mia migliore e peggiore amica. Quando la vedo in faccia a qualcuno, so riconoscerla. Nella voce di chi trema poi, è una garanzia. Chi ha paura di perdere la prima attrice protagonista è perché nei suoi piani non c’è mai stato di cambiare scena. L’atto secondo: dove tu diventi la sola ragione di tutto, e lei diventa solo un ricordo carino, non è mai stato scritto da nessuno. Il regista si da per morto, lo sceneggiatore da fuoco agli impianti. Scena non reperibile, scena nemmeno mai pensata. Allora no, non mi accontento di qualcosa che mi viene dato per grazia divina, non sono un gattino randagio, né una cane di strada con le zecche. Non sono un mostro da tenere legato in cantina, o una bambina da ammaestrare a dovere, non mi accontento perché io posso e voglio avere qualcosa di grande, perché forse aveva ragione quella –tipa strana-, non potrò mai avere  più di quello che ho avuto -da quella persona-: perché quello è il suo limite, perché io sono solo un bel giochino da agitare in aria.

Allora ho ben capito, -con te non si va da nessuna parte- perché non hai comprato i biglietti, e perché non ti interessa partire.

Allora addio commiserazione, addio sensi di colpa e di inferiorità. Io sono la prima attrice protagonista della mia vita, e nessuna può prendere il mio posto, nessuna può essere migliore nelle cose che so fare, ed io posso essere di sicuro peggiore nelle cose che sanno fare gli altri. Allora forse la colpa non è mia, quando resto impietrita davanti alla frase – io non voglio perderla- come se fosse giusto invece perdere me: perché tanto la casa, i mobili, l’affitto, il cane, le famiglie, le cene, il lavoro, le bollette, le feste, le vacanze, le risate, le notti a dormire vicini, i pericoli, la macchina, e tutto il resto, vale molto di più che una – voce telefonica, arrivata dal passato- Vale molto di più quel sesso –toccato- che quel sesso –pensato-. Vale di più la risata che vedi a tre passi, magari forzata, che la risata immaginata, ma proveniente dalla pancia. Vale di più quella vita vera, rispetto a quella che mi porto dietro : agli occhi di chi è dall’altra parte  - solo pensata.-

Allora batto gli occhi per dieci secondi, le lacrime mi si piazzano sullo stomaco, come una voragine di sabbia che poi porta via tutto. Le tube del cuore incastrano il sangue, i polmoni fanno fatica, e la testa fa –crac- perché la paura di perdere lei è più grande della paura di perdere me.

Allora deglutisco a fatica, e capisco che in fondo l’ho sempre saputo, ma non volevo dirlo a nessuno, e quando la gente parlava io scuotevo la testa, perché – tanto io ci credo, perché tanto io gli credo-

Perché non volevo accettarlo, non volevo capirlo, non volevo sentirlo. Perché se lo avessi sentito nei pressi del cuore, tutto quello che avevo nel petto mi si sarebbe incastrato di nuovo.

Nessuno merita che il mio cuore si incastri, nessuno merita che la mia mente faccia rumore. Nessuno è in diritto di mettermi da parte solo perché vuole che sia così.

Allora facciamo che stavolta ho capito, che si trattava solo di me – che doveva accontentarsi.- che non è stata brava nel farlo, che forse non è una gran perdita, perdermi. Allora forse di un anno passato ci ho capito ben poco, perché avevo gli occhi chiusi e il cuore acceso.

Un anno passato a perdonare, cose imperdonabili, un anno bello, ma anche difficile, un anno dove non bastavo mai, presa da sola, ma dove c’era sempre bisogno di qualche altra cosa.

Allora NO, lo dico a gran voce, io non mi accontento, perché non è amare chiedere a qualcuno di farlo, e non è dare amore riuscire a farlo.

Chi si accontenta non sempre gode, spesso ci si ammazza a piccole dosi.

By miriana

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Dentroadunsognomalconcio

Fino in fondo alle<br
/>radici<br />del
mio cuore


Io

Ho diciannove anni. anni, sono un Leoncino e vivo a Sulla luna.

Ho letto:
Leggo sempre ciò che scrivo, almeno due volte consecutive, per poi dimenticarmene del tutto.

Ho visto:
Amo il cruento ma non troppo, l'avventura, gli amori impossibili, complicati, spietati, che portano alla morte più o meno fisica.

Ascolto:
Vivo di musica, e per la musica.

Amo:
Amo restare a guardare le persone che si amano, quelle che si prendono per mano come se stessero facendo l'amore, amo quando piove ed io non ho impegni se non quello di poltrire sotto ad un piumone, amo stare a guardare il cielo, soprattutto quello notturno, dove il silenzio diventa una virtù, amo gli amanti dell'amore, e le cose che esprimano arte pura, amo scrivere e perdere ore a parlare di persone e cose che neppure esistono, ma che dentro la mia testa hanno già un posto privilegiato. Amo quando sono forte, quando mi asciugo le lacrime e dico a me stessa '' andrà bene''. Amo il sorriso di mia madre, e la risata di mio padre, amo i loro occhi a volte spensierati, altre tristi e spenti. Amo le persone che mi afferrano il cuore e lo tengono stretto stretto al loro petto come fosse un gioiello d'alta moda.

Odio:
Odio l'odio, odio il perbenismo, la presunzione, l'ozio non artistico, odio gli arrivisti, e quelli che si abbattono alla prima sconfitta, odio quelli che non hanno sogni ma che nel loro cassetto hanno solo degli sporchi soldi, odio i malditesta, e quelle domeniche che mi ricordano quanto io ci stia male, odio sentirmi sola al mondo, e odio ancora di più quando ho voglia di piangere, odio chi dimentica sempre in fretta, e chi si lascia le persone alle spalle come fossero le bucce di un frutto marcio.


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